Pontomedusa va all’appuntamento galante

Pontomedusa torna dalla Cina e un giovane virgulto con cui si sta più o meno, diciamo, uhm, frequentando, che chiameremo Carino Adorabile, le chiede di vedersi dopo la lunga separazione.

Immaginatelo così, ma coi muscoli da runner.

Pontomedusa accetta, ma ha qualche piccolissimo problema a trovare parcheggio e si presenta con mezz’ora di ritardo.

Tenuta di Pontomedusa: maglioncino, minigonna, tacco 10, capelli raccolti con uno spillone. Tenuta di Carino Adorabile: felpa e jeans.

Ciononostante, Pontomedusa ritiene di doversi fare perdonare il ritardo e, per fare la gattina, appoggia la testa sul petto di Carino Adorabile (che, nonostante il tacco 10, è alto almeno venti centimetri più di lei). Lui purtroppo abbassa la testa mentre lei la sta rialzando e si ritrova lo spillone conficcato nell’occhio sinistro.

Pontomedusa cerca di eclissarsi ma lui, accasciato a terra e con la mano premuta su un ormai informe ammasso di sangue e gelatina, fra un urlo di dolore e l’altro le assicura che sta benissimo e possono continuare la serata. Si avviano quindi verso il locale dove consumeranno la cena: il kebabbaro all’angolo.

Lui ha anche il coraggio di dirle “Ti sei vestita così carina, e io ti porto in un posto di merda,” senza accennare però a cambiare programma. Pontomedusa abbozza: immagina che, in quanto studente, Carino Adorabile sia un po’ a corto di liquidi e abbia scelto un posto alla buona per poterle almeno offrire la cena. Invece, il conto di 8,50 euro viene diviso, nemmeno alla romana, ma in base al metodo “Cosa ho preso io, cosa hai preso tu,” che Pontomedusa pensava fosse stato abolito dalla Convenzione di Ginevra.

Pontomedusa gli concede un bacio; in realtà è un tentativo di cavargli anche l’altro occhio riutilizzando la tecnica dello spillone. Purtroppo, fallisce. Pontomedusa sale sulla sua macchina (Carino Adorabile la macchina non ce l’ha, talvolta usa il triciclo ma la sua mamma non vuole che lo prenda quando è buio) e torna mesta verso casa, comprendendo che rimarrà single ancora per un bel po’.

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21 Comments

  1. Devi iscriverti ad un corso di improvvisazione teatrale.
    La prossima volta che avrai a che fare con un pezzente tipo quello descritto sopra, dovrai simulare il ricevimento di una chiamata sul cell proprio nel momento in cui c’è da dividere il conto e incominciare a urlare al telefono “doveeee è successo? Si é fatto male??”, mentre gli fai il cenno di pagare per tutti e due che poi dividete. Una volta pagato, smetti la telefonata e ti fai vedere un pò scossa per la notizia appena ricevuta, dubito che lui oserà chiederti i soldi.

    Che ne dici?

    • Ma qua il punto non era che non volessi o non potessi pagare 4 euro di kebab, quello che mi ha sconvolta è stato che un ragazzo mi ha chiesto di uscire e poi ha preteso di dividere il conto, oltretutto su una cifra del genere…getta un sacco di luce sul personaggio.
      Comunque, per quanto riguarda il tuo metodo, chiediti quanti kebab ci vogliono per fare il costo di un corso di recitazione, non credo che sia economicamente vantaggioso 😛

  2. Pingback: Di cani, gatti e orchidee in stato comatoso | Pontomedusa

  3. Come direbbe qualcuno, “È l’economia, bellezza! L’economia! E tu non ci puoi far niente! Niente!”.
    L’economia ha alcune leggi fondamentali. Ormai non le conoscono più nemmeno gli ex presidi della Bocconi diventati presdelcon, per cui mi permetto di ricordarle.

    1) Legge della domanda e dell’offerta. Se la domanda è quella, l’offerta si adegua.

    2) La moneta cattiva scaccia la buona.

    3) Curva di Laffer: oltre un certo punto, l’incremento della pressione fiscale comporta la diminuizione del gettito, non il suo aumento.

    Tradotto: non si può pretendere di trovare un trilogy di Bulgari nei sacchetti delle patatine.
    Anche perchè un invito al kebab fa già capire tutto. Capisco a Berlino, dove l’unica alternativa sono i distributori automatici di würstel, ma in Italia…

    Altrimenti hai avuto l’occasione della vita, sei uscita con uno che per te ha lasciato la Match Patrol in doppia fila, e poi ti sei tradita con tutti quelli spilloni: una meganoide femmina…

    Derek W.

  4. Pingback: A Pontomedusa si blocca la scrittura | Pontomedusa

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