Pontomedusa va a prendere una cosa che ha dimenticato in macchina

Pontomedusa arriva a casa dopo una dura giornata di lavoro. Lancia le scarpe di qua, la giacca di là, si mette in mutande e si svacca sul divano, pronta a godersi il meritato riposo.

homer

Pontomedusa dopo il lavoro è così, solo con un po’ più capelli e un po’ meno peli sul petto.

All’improvviso, un tremendo pensiero squarcia la sua mente: ha dimenticato la borsa del pranzo in macchina.
Da donna energica e ligia al dovere quale è, il suo primo pensiero è lasciarla lì e ciccia, la prenderà domani. Poi, però, pensa alle reazioni chimiche che potrebbero subire i residui di cibo in ventiquattro ore.
All’inizio, pensa speranzosa che forse potrebbero essere addirittura un vantaggio, mutando gli avanzi fino a farli diventare senzienti, così cominceranno a saltellare fino a condurre da soli la borsa del pranzo fino a casa. Poi, ammette che è più probabile che comincino ad emanare un fetore di cadavere abbandonato in una discarica ad agosto.

Pontomedusa si rassegna dunque a ricomporsi e scendere.
Tenuta di Pontomedusa: tuta, niente giacca (è novembre, ma è questione di un minuto), ciabatte.
Pontomedusa, in quanto saggia ed acuta, prima di uscire prende le chiavi. Ma non sa che il destino malvagio è in agguato: proprio quel giorno, solo quel giorno, l’unico giorno della sua vita in cui Pontomedusa ha preso solo le chiavi e non tutta la borsa con le chiavi dentro, il portachiavi si è rotto e l’anello con le chiavi si è sganciato.
Solo al momento di rientrare, la povera Pontomedusa si rende conto di avere preso solo il portachiavi, senza le chiavi attaccate (che sono rimaste nella borsa, ridendo maligne).
La madre di Pontomedusa ha una copia delle chiavi; l’unica fortuna in tutta questa giornata di merda un po’ iellata è che Pontomedusa è uscita anche con le chiavi della macchina, quindi non le rimane che mettersi alla guida, ovviamente senza patente (che è rimasta a casa), fare prendere un coccolone a sua madre suonandole al citofono alle dieci di sera, recuperare le chiavi di riserva e rientrare.
In tutto questo, Pontomedusa può anche dire con una certa soddisfazione che incredibilmente è riuscita a non farsi fermare dalla polizia, salvandosi da una multa per guida senza patente.

Pontomedusa rientra finalmente in casa, quando ecco l’atroce rivelazione: alla fine della fiera, la borsa del pranzo è rimasta di nuovo in macchina. Ma stavolta, la sua reazione è semplicemente: “Oh, fanculo.” E si svacca sul divano aspettando che gli avanzi all’interno gliela riportino saltellando.

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9 Comments

  1. Potevi andare peggio, tipo senza una tuta addosso, come in quei film in cui si resta chiusi fuori di casa (e chissà, avresti potuto trovare un baldo giovane pronto ad aiutarti nonostante l’imbarazzo iniziale).

    Un’esperienza simile mi è capitata in Bulgaria, dopo essere andato in bagno per la grossa e aver capito dopo che non c’era carta igienica. Dopo aver valutato la possibilità di usare il passaporto per pulirmi il culo, ho chiesto aiuto a una cameriera (col culo da fuori, eh).

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