Di cani, gatti e orchidee in stato comatoso

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Su Facebook, oltre alle barzellette sulle donne complicate e alle vignette di Figures in Action, girano immagini di adorabili cuccioli corredate da perle di saggezza animalista come “Un cane ti ama anche se sei povero”
Per carità, è vero; ma il problema è che un cane ti ama anche se sei un serial killer.

Non è che il cane abbia un radar morale, al contrario. E’ geneticamente programmato per amare qualunque essere soddisfi i suoi bisogni primari, che fortunatamente sono molto semplici: mangiare e andare a passeggio.
Se poi ogni tanto gli si tira un frisbee, penserà di essere morto e andato in paradiso; infatti i cani si raccontano fra loro che, se saranno buoni, dopo la morte passeranno l’eternità in un giardino meraviglioso, in compagnia di cinquanta vergini lanciatori di frisbee professionisti.

Allora, meglio fare come il gatto, che schifa tutti a priori. Io mi sento molto vicina al modo di vedere il mondo del gatto.
Il gatto te lo devi conquistare, e soddisfare i bisogni primari è, appunto, solo il minimo sindacale. Non basta.
Se date a un gatto una ciotola di cibo, una cassettina per fare la pipì e una cuccia morbida per dormire, l’unica cosa che otterrete è che non vi graffierà (ed è già una grande conquista): quando vi vedrà, si limiterà a correre via facendovi il dito medio.

Ma se gli regalerete orchidee, gli offrirete cenette a lume di candela e scriverete una canzone per lui, ecco che il gatto vi amerà. No, d’accordo…ho fatto un po’ di confusione.
Le orchidee piacciono a me, tranne quelle senza gambo messe in una scatola di plastica trasparente, che mi sembrano la versione vegetale di Biancaneve dopo che ha morso la mela.

Ma insomma, quello che volevo dire è che il gatto, per affezionarsi a voi, pretende qualcosa di speciale: le scatolette solo della marca che piace a lui (che ovviamente è sempre la più cara e che vendono solo in un supermercato a 20 km da casa vostra), la cassettina per i bisogni messa dove piace a lui e che abbia l’odore giusto; se no, non mangia e vi piscia nel posacenere, e ancora dovete ringraziare che non faccia le valigie e vada a vivere dal vicino.

E comunque, quello che mi ha portata a cena dal kebabbaro deve ritenersi fortunato di non essere riuscito a farmi salire da lui, dopo, altrimenti gli avrei pisciato nel posacenere.

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9 Comments

  1. Ciao, ti ho scoperta grazie ad un tuo amico, vittorio, che ha parlato così tanto bene di te che son venuta a sostare per un pò di minuti da te. Riguardo gli animalisti io mi stupisco sempre quando leggo tantissime belle frasi sugli animali e il rispetto per gli animali. Poi però vedo in giro persone che comprano solo borse di pelle vera, che mangiano carne ogni giorno e che se non trovano in negozio i loro mocassini o stivali di cuoio preferiti si incavolano. Voglio dire che a scrivere belle frasi si fa presto ma poi l’esempio che si dà è l’opposto e quindi alcuni farebbero proprio bene a non parlare proprio per niente di animali. Ma capisco che per molti è persino una tecnica di seduzione, cioè usano questo tipo di immagini e frasi per catturare l’attenzione di certe donne, le quali ovviamente fanno le fusa appena vedono un dolce gattino che gli sorride.
    Ammiro e apprezzo di più quelli che si travestono da animali ( i furry per intenderci, quelli che indossano le tutine di peluche o coda e orecchie del loro animale interiore) e che amano comportarsi e accoppiarsi come tali. Almeno loro seguono l’istinto primordiale e non fanno male a nessuno 🙂

  2. Pingback: Di gufi, prosciutti di Parma e simbolismo | Pontomedusa

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