Di Gotham, origini originali e supercriminali con i sandali

gothamIeri ho saputo per caso dell’imminente messa in onda di una nuova serie, Gotham, ambientata negli anni dell’infanzia di Bruce Wayne e il cui protagonista è un giovane Gordon.

Dopo essermi asciugata la bava, mi sono però resa conto che c’è un personaggio che mi lascia perplessa, Poison Ivy.

Le orgini dei personaggi dei fumetti sono sempre un po’ confuse, tra retcon, universi alternativi e riscritture per i varii media, ma in linea di massima possiamo dire che Poison Ivy sia una botanica di nome Pamela Isley che, per un incidente di laboratorio, sviluppa un’immunità ai veleni e la capacità di produrre tossine.
Qui invece abbiamo una bambina che si chiama Ivy (che fantasia!) Pepper. Che storia inventeranno? Farà cadere le braccia? Certo è che uno dei tratti di Poison Ivy è la sensualità da femme fatale, che in una preadolescente sarebbe decisamente inappropriata.

Vedremo se faranno un merdone o avranno un’uscita geniale. D’altra parte, nel Bat-verse ci sono stati casi di origini alternative così azzeccate che a volte hanno persino sostituito quelle originarie.

E’ il caso ad esempio di Mr Freeze.freeze cartoon
All’inizio, era solo un cattivo con un tema, il ghiaccio. La drammatica storia della moglie affetta da una malattia incurabile, che lui criogenizza nella speranza di poterla un giorno curare, è stata creata per l’ottima Batman The Animated Series, ed è diventata l’origine ufficiale del personaggio, che ha così acquisito spessore e un lato tragico.
Certo, purtroppo è stata anche usata per l’urèndo Batman e Robin di Joel Schumacher.

...vabbè.

…vabbè.

Oppure, abbiamo il caso di Catwoman.
catwoman michelleNel suo secondo film su Batman, Tim Burton ignorò l’origine ufficiale di Catwoman, una delinquentella di strada che si evolve fino a diventare una ladra di classe, scegliendo di inventare una storia originale.
Qui, allora, Selina è una timida segretaria che viene uccisa dal suo corrotto datore di lavoro e che, grazie a un gruppo di gatti, ritorna alla vita dotata di un’agilità felina e di una nuova personalità, sensuale e sicura di sé.

A me questa storia non dispiace, peccato che sia stata ripresa para para per produrre l’ignobile Catwoman con Halle Berry. Oltretutto, in questo secondo film, gli sceneggiatori per sottolineare la felinità di Patience (pure il nome le hanno cambiato, e con quale profondo simbolismo!) le fanno mangiare tonno dalla scatoletta dalla mattina alla sera. Chissà l’alito.
Il costume, poi! Va bene che i costumi di supereroine e supercattive sono sempre fantasiosi e poco pratici, ma immaginarmi Catwoman che salta sui tetti della città in reggiseno, pantaloni a zampa strappati, guanti con unghie di strass applicate sopra e sandali (sandali che oltretutto sembrano le ghette di Zio Paperone coi tacchi), è proprio al di sopra delle mie possibilità.

...ri-vabbè.

…ri-vabbè.

Personalmente, trovo che Michelle avesse più sensualità in un dito mignolo che Halle in tutto il corpo fasciato di cinghie di dubbio gusto. Ma si sa che i maschi sono maschi.

Di scienziati pazzi, baby mostri e multinazionali del male

splice

Ho appena visto Splice, e ve lo voglio raccontare, però attenti agli SPOILER.

Clive e Elsa sono marito e moglie ma, soprattutto, sono due scienziati pazzi. Non c’è altro modo per dirlo. Hanno appena creato in laboratorio, mischiando DNA diversi, due vermoni gelatinosi che sembrano i Tremors senza denti.

Come questi, ma in versione domestica.

Come questi, ma in versione domestica.

I due vermoni producono una certa proteina che serve a curare molte malattie degli animali di allevamento e che, commercializzata, porterebbe milioni di dollari all’azienda per cui lavorano Elsa e Clive, e che si chiama N.E.R.D. Ora, io non so come fa una povera blogger a scrivere degli articoli di ridere sui film se questi fanno già tutto da soli.
Ma questo grande talento per il naming è condiviso un po’ da tutti in questo film, infatti Clive e Elsa hanno chiamato i vermoni Fred e Ginger, e vediamo che esperimenti precedenti erano Sid e Nancy, Bonnie e Clyde, e così via.

Ad ogni modo i vermoni non sono più sufficienti a soddisfare il delirio di onnipotenza dei due scienziati pazzi, che chiedono al Capo Supremo della N.E.R.D. il permesso per aggiungere DNA umano nel frullatore e vedere come va.
“Così potremo curare tante malattie, aiutare l’umanità,” si affrettano a dire. Ma il Capo Supremo non ci casca, gli risponde che questa storia di giocare a Dio un po’ va bene ma adesso basta, è ora di fare i soldi, quindi che trovino il modo di sintetizzare in quantità industriali la proteina di Fred e Ginger e la smettano di fare il Gene-Lego.

Clive sarebbe anche rassegnato, ma Elsa non ne vuole sapere, e lo convince a tentare, di nascosto, così, per vedere cosa succede. Ovviamente nel laboratorio in cui lavorano, utilizzando le attrezzature della N.E.R.D.
Dopo un po’ di tentativi, riescono a creare un DNA ibrido uomo-animale. Clive, che ha visto molti film dell’orrore, sa bene dove portano queste cose, e quindi vuole distruggere il campione, ma Elsa lo convince a impiantarlo in un ovulo e farlo sviluppare in un utero artificiale, così, per vedere cosa succede.

L’idea sarebbe di interrompere la gravidanza prima che arrivi a termine, ma a quanto pare i nostri amici scienziati hanno sbagliato i conti perché nel giro di due giorni il baby mostro di Frankenstein è pronto per uscire.
Elsa tenta una manovra infilando la mano nell’utero artificiale, ma Baby Mostro le blocca la mano e la ferisce. Clive allora, disperato, spacca l’utero artificiale, liberando Baby Mostro che così lascia Elsa.
Ora, quanto costerà un utero artificiale come quello? Cento milioni di dollari? Clive lo distrugge, ma nessuno gli chiede nemmeno cosa è successo, né gli scala il costo dallo stipendio da qui al 3019. Ma comunque.

Elsa e Clive litigano un po’ su cosa debbano fare con Baby Mostro, comunque alla fine decidono di tenerlo, così, per vedere cosa succede. Anzi, tenerla, perché è una femminuccia. Come facciano a dirlo non si sa, dato che al momento Baby Mostro sembra una fochina con le gambette.

Ma Baby Mostro cresce a una velocità straordinaria. Presto le crescono anche le braccine, e qui inizia il Profondo Scavo Psicologico™ dei personaggi.
Perché Clive vorrebbe un figlio, ma Elsa non se la sente dal momento che la madre l’ha maltrattata, e a causa di questa esperienza Elsa teme che non potrà essere una buona madre.
E qual è una delle prima cose che cercano di fare i nostri due pirla eroi con Baby Mostro? Imboccarla, è ovvio! che ardita metafora! Comunque, le hanno preparato un mix di clorofilla e soia e Baby Mostro, giustamente, non ne vuole sapere. Riescono a farglielo mangiare solo dopo averci aggiunto una scatola di Tic Tac, e questa idea grandiosa gli viene in mente solo dopo avere accidentalmente rovesciato delle mentine per terra e avere visto Baby Mostro tuffarcisi sopra.
Se non riesci a capire da solo che un bebè, per quanto mostro, preferisca le caramelle alla soia, in effetti hai ragione tu, come genitore faresti cacare.

Insomma, Elsa vede sempre più Baby Mostro come una figlia: le mette certi vestitini con le gale che nemmeno Mariangela Fantozzi, le insegna a leggere e scrivere con le lettere dello scarabeo, e così via.
Clive, invece, è un po’ meno coinvolto, e tenta di annegarla, solo per scoprire che Baby Mostro ha anche le branchie.

Baby Mostro però è più carina.

Baby Mostro però è più carina.

Vi ricordo che tutto questo Clive e Elsa dovrebbero farlo nel tempo libero, dato che il loro lavoro sarebbe su Fred e Ginger.
Il fratello di Clive, nonché suo collega, lo informa che i livelli di estrogeno di Ginger sono bassi, ma ciò non fa suonare nessun campanello in quel capoccione da scienzià.
Ecco quindi che tutti sono colti impreparati quando Ginger attacca Fred e finisce tutto in una zuppa di gelatina e sangue. Ovviamente questa cosa non succede in laboratorio, ma durante una presentazione ufficiale di fronte a personalità e giornalisti, facendo fare una figur’emmerd alla N.E.R.D.
Solo a posteriori si rendono conto che il fattaccio è successo perché Ginger ha cambiato sesso ed è diventata maschio.
Uno dice, ma a noi che ce frega di ‘sto subplot? Ci interessa il Baby Mostro!
Eh, ma queste sono finezze da grande regista! Vedrai che tutto torna! Aspetta!

Nel frattempo, Baby Mostro è diventata ragazzina.
Elsa dimostra che i suoi timori di ripetere sui suoi figli gli abusi da lei subiti non erano tanto infondati, perché con la scusa che Baby Mostro sta manifestando comportamenti aggressivi finisce per amputarle il pungiglione che ha sulla coda. Senza anestesia. A quella che in teoria lei vede come una figlia.
In compenso Clive, che ricordiamo ha cercato ripetutamente di uccidere Baby Mostro, adesso si sente legato a lei, la va a trovare, le insegna a ballare. Sarà mica perché a Baby Mostro sono cresciute le tettine? E sarà sì, perché quando Baby Mostro cerca di sedurlo, dopo cinque secondi di remore morali lui si strappa i vestiti e le salta allegramente addosso.
Mentre consumano, vediamo che a Baby Mostro il pungiglione è ricresciuto, e pare anche intenzionata a usarlo, dimostrando che probabilmente le hanno messo anche qualche gene della mantide religiosa.

Per fortuna o purtroppo, Elsa li sorprende e interrompe l’atto.
Dopo una toccante discussione, lei e Clive fanno più o meno la pace e decidono di sopprimere Baby Mostro, ma quando tornano alla fattoria dove l’hanno nascosta la trovano morta. La seppelliscono, e tutto sembra finito.
Ma ecco che arrivano il fratello di Clive e un tizio che fino a adesso si è visto in due scene, quindi lo chiameremo semplicemente Il Tizio. Il Tizio ha scoperto l’esistenza di Baby Mostro e pretende di vederla, dal momento che la considera proprietà della N.E.R.D.
Clive e Elsa non fanno in tempo a informarli che Baby Mostro è morta, che una creatuta alata si abbatte sul fratello di Clive e Il Tizio e li massacra. Chi sarà? Ma è Baby Mostro, che non solo non è morta, ma ha cambiato sesso. Capito? Come il Tremor senza denti! Ecco a cosa serviva quella scena!

Adesso che Baby Mostro è un maschio, dà una botta in testa al padre e insegue la madre. Perché vuole accoppiarsi con lei.
Mi sembra chiaro che quello di Baby Mostro non è un complesso di Edipo, ma proprio un’orchestra filarmonica.
Ad ogni modo, riesce a violentare Elsa. Sul fatto che il padre venga sedotto e la madre stuprata ci sarebbero da scrivere chili e chili di saggi di studi di genere, ma io sono una sempliciotta e mi limiterò a dire che lo trovo parecchio disturbante.

Ad ogni modo, pare proprio che Baby Mostro sia condannato a non riuscire a concludere un atto sessuale, perché stavolta Clive sopraggiunge durante lo stupro e lo pugnala.
Elsa interviene a dargli man forte prendendo a pietrate in testa Baby Mostro, ma esita prima di sferrare il colpo fatale, giusto per dare il tempo alla creatura di pugnalare Clive al cuore. Poi, finalmente, Elsa ammazza Baby Mostro.

Qualche mese dopo.
Non si sa come la N.E.R.D. abbia giustificato la morte di Clive, suo fratello e Il Tizio, comunque sia dopo tre omicidi e uno stupro ha deciso che in fondo l’idea di mischiare DNA animale e umano non è poi tanto malaccio e sarebbe il caso di andare avanti con questi esperimenti. Così, per vedere cosa succede.

Ed ecco il colpo di scena: Elsa è incinta! L’implicazione è chiaramente che il feto sia figlio di Baby Mostro.
Ma io dico: Clive ha interrotto lo stupro prima della, ehm, conclusione, quindi in base a cosa la gravidanza sarebbe frutto di quell’atto? Secondo me Elsa è incinta di Clive, e quando incassa l’assegno per “proseguire l’esperimento” deve sforzarsi di non ridere sotto i baffi pensando alla faccia del Capo Supremo quando vedrà nascere un normalissimo bambino umano e scoprirà di avere pagato una cifra incredibile per niente.

Suca, Multinazionale del Male! Beppe Grillo sarebbe fiero di te, Elsa, pazienza per gli esperimenti di ingegneria genetica sprezzanti dell’etica e della morale. Nessuno è perfetto.

Di all inclusive, turismo ignorante e piscine nel Monferrato

piscina

Quando vado in vacanza, non scelgo mai l’All Inclusive.

Implica un modo di vivere la vacanza che mi sembra assurdo, e la cosa che mi turba di più è che la diffusione di questa formula è direttamente proporzionale all’esoticità della meta: prendi un aereo, fai un viaggio di ore che costa centinaia di euro, e poi passi tutto il giorno buttato in piscina, per consumare il più possibile; perché ovviamente se ti allontani dal villaggio o dall’hotel perdi la convenienza dell’offerta.
Ma allora metto su un resort con piscina nel Monferrato, tanto è lo stesso, e almeno si risparmia sul trasferimento.

L’all inclusive è particolarmente popolare nelle località sul Mar Rosso, che sono un’altra mia idiosincrasia, perché sono solitamente popolate esclusivamente da turisti italiani, preferibilmente parrucchiere e meccanici (considerate la media di categoria, sono certa che ci sono meccanici laureati in filosofia e parrucchiere che divorano Hermann Hesse, ma cerchiamo di semplificare).
Non ho niente contro le persone semplici, se vanno in vacanza a Cesenatico non c’è problema. Ma se vanno a Sharm El Sheik o a Marsa Alam, ovviamente scelgono l’inclusive (che, per fare i gaggi che sanno l’inglese, pronunciano All ìnclusive, ignorando ovviamente che non tutti vocaboli della lingua di Albione sono accentati sulla prima sillaba, e infatti si dice All inclùsive), passano otto giorni chiusi in un villaggio pieno di italiani, gestito da italiani per italiani, dove anche il personale locale si è rassegnato a imparare un basic Italian perché i turisti in questione non sono neanche in grado di chiedere un bicchiere d’acqua in inglese, e poi quando tornano raccontano agli invidiosi amici “Ah, lì sono tutti simpatici, parlano tutti italiano, peccato la pasta sia un po’ scotta”.

E la cosa grave è che sono convinti di essere stati in Africa.

 

Di personae, persone e personalità

persona

Apprendo con notevole ritardo, perché sono stata un po’ fuori dal mondo, la notizia della morte di Robin Williams.

Di solito la penso come Zerocalcare, ma mi perdonerete se oggi voglio scrivere un mio banale pensiero a riguardo. Altrimenti, sentitevi liberi di aspettare il prossimo post, che certamente rientrerà nello standard cazzaro di questo blog.

Dà sempre da pensare quando si scopre che un comico, in realtà, nella vita privata era depresso. D’altra parte, quello del comico è un lavoro, come, che so, l’idraulico.
Non ci aspettiamo che un idraulico parli di tubature e sanitari anche a cena con la moglie, ma riteniamo obbligatorio che un comico sia sempre allegro e spiritoso.

In ogni caso, Robin Williams era non solo un comico, ma un attore, e aveva già mostrato un’altra faccia:

Quella era la faccia, e Mork era la maschera? Ma i latini chiamavano le maschere teatrali personae, come dire che ognuna era una personalità. Gli esseri umani, però, sono più complessi dei personaggi di un’opera teatrale.
Io penso semplicemente che Robin Williams avesse molti volti, come tutti noi, e che purtroppo quello peggiore per lui abbia preso il sopravvento.

Di pubblicità sceme, omosessuali che non sanno cucinare e cacca

Come vi avevo già accennato, in fondo non rimpiango di non lavorare nella pubblicità, considerando quali scemenze sfornano le agenzie italiane.


Con questa pubblicità Findus se la tira un casino sostenendo di avere sdoganato l’omosessualità anche nella pubblicità. Dimenticano un commercial Ikea di qualche anno fa in cui, in mezzo ad altre situazioni e senza fanfare, due ragazzi uniscono i due letti singoli, come ammettendo di essere una coppia. Che poi, a me ha sempre ricordato il cugino di Checco Zalone in Cado dalle nubi, ma vabbè.

Ma torniamo alla pubblicità Findus, dove la madre riempie di complimenti il coinquilino del figlio per le sue capacità culinarie, consistenti nello sbattere un sacchetto nel microonde per tot minuti.
Quando i due giovini confessano di essere in realtà fidanzati, lei si limita a dire “Lo avevo capito, sciocconi”. Signora, lei è molto acuta e molto moderna, ma di cucina non capisce un cazzo.


Abbiamo poi la pubblicità Tre, in cui un tizio dice “Così sistemo mia moglia e mia figlia!” e poi si vede la gente al bar a vedere la partita dell’Italia.
Che di per sé non avrebbe niente di male, se il giorno prima un uomo non avesse ucciso la moglie e i figli per poi andare a vedere la partita dell’Italia al bar.


Ecco, cari ragazzi, voi pensavate che la ragazza dei vostri sogni si stesse mettendo il reggicalze in previsione del dopocena, e invece le è scappato all’improvviso di fare la cacca.
Tutto il contrario della ragazza del Viakal, che emette gemiti mentre è in bagno. Gli amici immaginano comprensibilmente che stia facendo un numero due, meno comprensibile è che sulla base di questa convinzione si precipitino tutti in bagno per assistere allo spettacolo. Per fortuna, sta solo facendo le pulizie.

Di ispirazione e fancazzismo [aggiornato con 3 domande]

inspiring

Ho scoperto, a causa della vergognosa abitudine di googlare me stessa per caso, che Ufficio di Coccolamento mi ha più o meno vagamente nominata per un altro Award.

Si tratta del Very Inspiring Blogger Award, e come tutti i premi di questo tipo ha delle regole. Lasciate che ve le enumeri:

1. Ringraziare il blogger che vi ha nominato. Be’ è stata una nomination un po’ così, quindi diciamo che il ringraziamento è il link (Pontomedusa ha il braccino corto).

2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio.

3. Condividere 7 fatti su di voi.

4. Nominare 15 blogger e notificargli la nomination.

Ma che fatti devo condividere? Non mi viene in mente nulla, e poi a qualcuno fregherà qualcosa? Allora ho avuto l’illuminazione.

Se davvero nel World Wide Web c’è qualcuno che vuole sapere qualcosa su di me, può fare una domanda nei commenti. Aggiornerò il qui presente post con la domanda e la risposta. Una domanda sola a persona, quindi scegliete con attenzione!!

Nell’improbabilissimo caso in cui vengano postate più di sette domande, quelli dall’otto in poi si attaccano. Le regole sono regole!

Se il fortunatissimo domandatore è titolare di un blog, automaticamente può considerarsi come mio nominato per questo premio. Sì, lo so che così al massimo i nominati saranno sette e non quindici, ma Pontomedusa è una ribelle anarchica. Come? Un paragrafo fa ho detto che le regole sono regole? Be’, le regole sono regole finché fanno comodo a me, e tu non mi piaci, ragazzo.

[UPDATE]

Incredibile ma vero, qualche domanda è arrivata, e siccome ogni promessa è debito…

1) Viola chiede: Dove ti piacerebbe andare in vacanza anno prossimo ?

Allora, ci sono due posti dove Pontomedusa vorrebbe andare in vacanza ma non può mai per mancanza di tempo e denaro.

Il primo è il Giappone. Ci vorrei andare in primavera per l’hanami, cioè quel periodo dell’anno in cui tutti fanno picnic in una pioggia di petali di ciliegio:

...tipo così.

…tipo così.

Perché Pontomedusa adora i picnic e i fiori. E pure le ciliegie.

L’altro posto è l’Australia. In realtà, ci voglio andare solo per poter vedere i koala, toccare i koala, prendere in braccio i koala, spupazzare i koala.
Sì, a Pontomedusa piacciono i koala. Perché sono tanto carini e coccolosi, ma se li fai incazzare ti cavano gli occhi a unghiate.

Somigliano a me.

Somigliano a me.

2) Ci scrive un avvocato, Massimo della Pena, che comunque somiglia tanto al nostro Ventuno.
La sua domanda: Senti, da qualche giorno ho un dolore intracostale, in mezzo alle caviglie. Che dici, sará la primavera?

Caro Massimo, ho consultato l’Atlante Anatomico, e non ho trovato coste vicino alle caviglie. Allora ho controllato sull’Atlante Geografico e ho scoperto che ci sono delle coste vicino al mare.
Allora, se ti viene male alle caviglie quando sei al mare, forse è l’umidità, per quanto secondo i miei studi la prima causa di dolore alle caviglie siano chihuahua incazzati.

Il mio consiglio è di stare lontano dalle coste, specialmente se sei in Messico.
Grazie per avere scritto!

3) Ci scrive Lupokattivo, che però chiede di restare anonimo, quindi non diremo che è lui.  Caro Lupokattivo Anonimo,  si era detto una domanda a testa, e tu ne hai fatte tre. Non si bara! Quindi, a mio insindacabile giudizio, scelgo io a quale rispondere:

Se nonostante tutto venissi morso [dagli zombie]…mi ucciderai vero? Non starai li’ a lagnarti pensando che mi possano curare mentre io mi trasformo lentamente? Ci conterei.

Siccome ti voglio bene, ti amputerei tempestivamente la parte morsa prima che l’infezione si diffonda. Se fossi in te, starei attento che non ci siano zombie nei dintorni prima di fare pipì.

Di Vultus V, cornuti e genetica

Vi ricordate Vultus V? Vi riassumo la storia, che contiene SPOILER.

I cattivi sono gli abitanti di un pianeta chiamato Boazan, in cui i nobili sono cornuti. No, non intendo che frequentano club di scambisti: hanno proprio le corna.

I non cornuti sono considerati inferiori e tenuti come schiavi.

La storia inizia quando l’imperatore in carica muore, e ci sono due aspiranti successori: un nipote, Kentarus, e un figlio illegittimo, Zambazir. Kentarus sarebbe il legittimo erede, e poiché ha anche delle idee di libertà, fraternità e uguaglianza, la sua ascesa al trono aprirebbe una nuova era di lumi. Sfortunatamente, c’è un problemino: è nato senza corna, ed è costretto a portare delle protesi per non essere scoperto.

Purtroppo, proprio alla vigilia dell’incoronazione, viene smascherato da Zambazir (che, così, ottiene il trono) e imprigionato in un campo di schiavi. Non vedrà mai più la moglie, Zeltrud, né il bambino che lei aspetta e che, si scoprirà, da grande diventerà il Principe Sirius, cioè il principale nemico dell’equipaggio del Vultus.

sirius

Corna o non corna, per me è un gran figo.

Kentarus riuscirà a scappare sulla Terra, sposerà un’umana, la dottoressa Annabelle, e da lei avrà tre figli che diventeranno tre componenti della squadra che protegge il nostro pianeta.

Ora, la domanda è: com’è possibile che Kentarus nasca senza corna, abbia un figlio cornuto su Boazan e tre figli scornuti sulla Terra?
Ma la vostra Pontomedusa ha la risposta (sì, lo so, mi dovrei trovare un fidanzato).

Ipotizziamo, per semplicità, che le corna siano determinate da un unico gene. Si danno due scenari:

1) Il gene Cornuto è dominante

In questo caso, si dà H corna, h niente corna.

Quindi, un Nobile Cornuto potrebbe avere genotipo HH o Hh.

Se i genitori sono entrambi HH, tutti i figli avranno genotipo HH e, quindi, fenotipo cornuto.

Se un genitore è HH e l’altro Hh, tutti i figli avranno fenotipo cornuto, ma il genotipo sarà nel 50% dei casi HH, nell’altro 50% Hh (attenzione: si parla di probabilità, cioè ogni figlio ha il 50% di probabilità di avere un genotipo o l’altro, non è detto che se una coppia ha due figli uno sarà certamente HH e l’altro certamente Hh!)

Se entrambi i genitori sono Hh, c’è un 75% di probabilità che il figlio nasca cornuto (con genotipo HH al 25% e Hh al 50%), ma un 25% che nasca senza corna con genotipo hh!

Ecco quindi spiegata l’esistenza del buon Kentarus Scornuto. Se Kentarus è hh, e tutti i terrestri sono hh per definizione (quindi anche la dottoressa Annabelle) perché non hanno corna, i loro figli terrestri saranno certamente hh e quindi senza corna.
Zeltrud sarà certamente Hh o HH quindi il Principe Sirius ha dal 50 al 100% di probabilità di nascere con le corna, come in effetti accade.

A quanto pare, tutto corna torna.
Con questa teoria, però, ci sono due problemi:

a) La nascita di figli di nobili con genotipo hh e fenotipo scornuto non dovrebbe essere così rara, eppure il caso di Kentarus sembra unico, almeno nelle ultime tre generazioni.

b) D’altro canto, se il gene Cornuto è dominante, dovrebbero esserci molte più persone cornute che scornute. Sappiamo invece che i Cornuti sono l’aristocrazia, gli Scornuti il popolo, e necessariamente il popolo deve essere più numeroso degli aristocratici, altrimenti l’Allegra Società Assolutista crolla nel giro di sei mesi.

2) Il gene Cornuto è recessivo

In questo caso, si dà H niente corna, h corna.

Se è così, tutti i nobili devono essere hh, quindi tutti i loro figli saranno hh. Ma allora, come si spiega che Kentarus sia nato scornuto?

Abbiamo due opzioni:

a) La madre di Kentarus era una zozzona e ha tradito il marito con lo schiavo idraulico.

b) Kentarus ha genotipo hh, ma è nato con fenotipo scornuto per cause ambientali, ad esempio la madre durante la gravidanza è entrata in contatto con sostanze teratogene. Può accadere ad esempio che un bambino nasca senza braccia: questo non è certo dovuto all’esistenza di un gene “no braccia”, ma all’azione di agenti teratogeni, come il Talidomide.
In questo caso, a Kentarus sarebbe accaduta la stessa cosa.

Prendiamo per buono il caso b), per rispetto verso la madre di Kentarus.
I terrestri per definizione sono HH, quindi i figli di Kentarus e Annabelle saranno tutti Hh, dunque scornuti. Sirius sarà certamente hh, e quindi cornuto.

Questa spiegazione sembra più plausibile, però attenzione, adesso arriva il bello: se i figli di Annabelle e Kentarus sono Hh, hanno un 50% di probabilità di avere figli Hh: con un po’ di generazioni e qualche matrimonio tra cugini, non è così improbabile che nasca un bambino cornuto anche sulla terra!

Q.E.D. (Quell’Emerita Derelitta di Pontomedusa)