Di sedute spiritiche, reciproca idiozia e gelato

Quando la tua vita sentimentale è perfettamente descritta dalla discografia giovanile di Gianna Nannini, capisci che decisamente qualcosa non va.


ti telefono o no ti telefono o no
ho il morale in cantina
mi telefoni o no, mi telefoni o no
chissà chi vincerà
ti telefono o no ti telefono o no
io non cedo per prima
mi telefoni o no mi telefoni o no
chissà chi vincerà

E’ l’annosa questione del “Lo chiamo o non lo chiamo”. Lo sanno tutti che chi meno ama è più forte e fuori dal letto nessuno è perfetto, quindi va da sé che il primo che chiama dimostra debolezza, diventando automaticamente sfighè e innescando la Sindrome del Campione Gratuito. Quindi la decisione giusta sembrerebbe “non lo chiamo”.

Quel minimo di razionalità che abita ancora un angolino del nostro cervello, però, ci fa presente che, se anche lui ragiona come noi, non ci sentiremo mai, a meno di voler provare con la seduta spiritica. Che infatti spesso viene tentata, in una forma particolare, che consiste nel fissare insistentemente il telefono pensando “Chiamami chiamami CHIAMAMI!”
amore


ma tu non parli di domani spendi le notti con la tua band e
poi mi lasci appesa a un bacio fino al prossimo week end

Eccallà. Diciamo che la situazione si è evoluta, lei è, diciamo, invaghita, e lui fa lo strunz. Non chiama (vedi sopra), non ha mai tempo di vedersi, si concede una volta ogni tanto e poi sparisce, e non si sa mai se e quando tornerà.
Mentre il caso “Ti telefono o no” è spesso solo frutto di una reciproca idiozia, e in quanto tale recuperabile, questa situazione deve far scattare l’allarme rosso e una fuga immediata.
Il signor Häagen-Dazs avrà cura di noi fino al prossimo flirt.
gelato

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7 Comments

  1. La Bibbia Ferradini e il low cost dell’estetista della Nannini.
    Spesso si frappongono tra l’intelligenza e il buon senso i ‘tappi per la figa’.
    Intendo che è uno status-minchiata il chi vince e chi perde. Basta così poco per vivere sereni senza necessariamente dominare. Davvero. Basta che si pongano i paletti subito, del tipo “questo si e questo no”. Bisogna trovare nel mazzo la carta giusta, disposta ad accettare le idiozie dell’altro.
    A volte credi di aver pescato il jolly e lo chiami “amore”, in realtà è il tre di bastoni che ti guarda col ghigno e ti sputa il due di picche.
    Mi passi il gelato?

  2. Il gelato è una tentazione che impedisce di cedere all’altra tentazione: telefonare, mandare il messaggio, mostrare apprensione.
    Il gelato è la via.
    Ignorare è la via.
    Sempre. Sempre. Sempre (quando si ha a che fare con lo strunz).
    Fino a quando non ti stanchi dell’emerito, e allora ignorare diventa un gioco da ragazzi, e non c’è più neanche bisogno del gelato.

  3. Pingback: L’amore ai tempi di Facebook | Pontomedusa

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