Di frasi profonde, editoria e crollo fisico a quarant’anni

bacio

Chi è Francesco Sole?
Io personalmente non ho ancora capito se è uno che sembra scemo ma alla fine scrive cose intelligenti, o uno che sembra intelligente ma in realtà scrive scemenze.

Il suo marchio di fabbrica è, praticamente, pubblicare foto di post-it con scritte sopra delle frasi profonde sulla vita (o che almeno *sembrano* profonde), in particolare sulle relazioni interpersonali. Inoltre, pare anche che sia un bel ragazzo.
Cioè, adesso che ci penso, Francesco Sole è la versione attuale del Fabio Volo di dieci anni fa (cioè prima che perdesse i capelli).

Comunque, adesso Francesco Sole ha appena pubblicato un libro, dal che si evince che ovviamente in questo post parlano l’invidia e la gelosia, che a Pontomedusa non fanno pubblicare nemmeno un volantino da distribuire di fronte ai centri commerciali.

Però davvero, qua sempre di più ho l’impressione che facciano pubblicare a cani e porci, perché io niente? Chi sono, la figlia della serva? Vi assicuro che sono un bel donnino anche io e nelle foto promozionali farei la mia porca figura, però dobbiamo sbrigarci, prima che arrivi ai quarant’anni e crolli tutto.

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Di culi in ceramica, vetrinette e divorzi

thun

Natale, tempo degli angioletti Thun.

Thun è una società la cui mission è produrre delle urènde statuette raffiguranti umani e animali con la faccia da culo.
No, davvero. Guardate la foto. E’ un culo catturato nello sforzo supremo di trattenere un peto.

Come detto, i soggetti sono varii, ma i più popolari sono questi angioletti, che saltano fuori ad ogni Natale, puntuali come il saldo della TASI.

Io non mi spiego come sia possibile, ma esistono eserciti di collezionisti (99,9% donne, ammettiamolo) che diventano pazzi per questi obbrobri, che sono pure costosi, e spendono tutta la tredicesima per arricchire la loro collezione di culi di ceramica.

Gli angioletti della Thun, il presepe della Thun, i coniglietti della Thun…migliaia di euro sotto forma di aborti estetici, orgogliosamente esposti in vetrinette e mensole.
Ora, è comprensibile che spesso i compagni di queste malate di mente si offrano di spolverare e poi, casualmente, per sbaglio…L’orrore! I Culangeli sono caduti per terra!

Purtroppo, questa tecnica solitamente si ritorce contro i malcapitati finto-maldestri, costretti dalla moglie o fidanzata a ricomprare tutta la collezione sotto forma di regali di Natale e compleanno da qui alla fine dei tempi (o al divorzio).

Pontomedusa è il Grinch

grinch

Sarà anche perché sono atea-agnostica-panteista, ma a me non piace il Natale.

Non che lo odi, mi è assolutamente indifferente.

Dice: ma dai, ci sono tanti aspetti belli, le riunioni di famiglia, le mangiate, i regali.

Le riunioni di famiglia: cioè decine di parenti che non si vedono mai durante l’anno (e un motivo ci sarà) chiusi in pochi metri quadrati. Tale vicinanza coatta causa chiaramente attriti che presto si trasformano in esplosioni, con litigi che partono per qualunque scusa, dalla sottrazione di un fagiolo secco dalla cartella della tombola all’errato ordine gerarchico nella distribuzione delle carte del Mercante in Fiera.

Per quanto riguarda il cibo, a me mangiare piace anche, ma abbuffarmi per più giorni consecutivi di cibi dalla densità calorica pari a quella delle pillole degli astronauti, ottenendo come risultato finale nausea e dolori al fegato, a me non sembra un’attività da ricercare.
Poi, a volerla dire tutta, a me piace il sushi, e il sushi a Natale non si mangia.

Nemmeno i regali mi piacciono: o meglio, i regali mi piacerebbero pure, ma a Natale, a parte pochissimi casi, la gente non fa regali ma “pensierini”, cioè oggetti totalmente inutili, spesso anche di scarso gusto estetico in una scala da bomboniera di Capodimonte a Ru Paul, che servono solo a occupare posto in casa o, come diciamo noi in Piemonte, “acchiappare la polvere”.
E ovviamente vanno ricambiati, per cui devo passare interi pomeriggi in mezzo al freddo e al casino spendendo soldi per comprare chincaglieria da dare in cambio di altra chincagliera che pagherei per non ricevere.

Ma Pontomedusa dice no. E gli unici regali che mi fanno contenta sono i soldi. Tiè.

Di crimini reali, modem 56k e autori ibernati

modem

Lo ammetto, mi piacciono i programmi che vanno sotto l’etichetta Real Giallo, serie americane che ricostruiscono delitti veramente accaduti.

Sono fatte bene, un mix di ricostruzioni drammatizzate e testimonianze reali, mica come Bruno Vespa col plastico.

Adesso, però, hanno tirato fuori Web of Lies.

Allora, già il concetto che sta dietro al programma, omicidi avvenuti ad opera di persone conosciute in chat, è una cosa a cui può ancora credere forse mia nonna.
Le persone che vivono nel presente hanno in genere capito che su Internet ci sono i maniaci, certo, ma come al parco, al supermercato e sul posto di lavoro.

Ma abbiamo la prova definitiva che gli autori del programma arrivano dal passato grazie alla sigla, che campiona i rumori di un modem 56k.
Sì, proprio questi:

Cari signori, il modem dialup non si usa più da 15 anni almeno in Occidente. A dire il vero, credo nemmeno in Burkina Faso.
E anche l’idea che Internet pulluli di maniaci che fingono di essere brave persone (voglio dire, che pulluli più del resto del mondo) è abbastanza ridicola e parecchio reazionaria.

Secondo me gli autori sono rimasti ibernati 20 anni, ma se li hanno rianimati solo per fargli scrivere questo bel programma, se ne poteva fare a meno.