L’amore in palestra

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Ragazze, state pensando di iscrivervi in palestra nella speranza di incontrarvi l’amore?

Date retta a Pontomedusa e lasciate perdere, per tutta una serie di motivi:

– In palestra siete sudate, spettinate, rosse in viso e puzzate. Vi sembra di potere approcciare il Principe Pervinca in queste condizioni?

– I ragazzi gnokki che vanno in palestra sanno di essere tali, passano tutto il tempo a sollevare pesi guardandosi allo specchio, e non si accorgono nemmeno delle vostra esistenza.

– In palestra è pieno di nani, inteso come uomini bassi, probabilmente perché, nel tentativo di superare il complesso della bassa statura, credono di compensare con un fisico pompato.
In realtà, l’unico risultato che ottengono ingrossando i muscoli è assumere le sembianze di un cubo.

Davvero volete baccagliare un cubo umano mentre olezzate come la scarpiera di un sedicenne? Pontomedusa pensa di no.

I vecchi

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I vecchi vanno a letto presto, tipo alle 10 di sera, ma siccome hanno anche bisogno di dormire poco, alle 4 sono già svegli.

Ma va bene così, perché alle 6 devono essere davanti alla posta, allo studio del medico o all’ambulatorio analisi, così quando alle 8:30 aprono ci sono già 30 persone in coda, tutti vecchi, che hanno già fatto più di due ore di attesa per non dovere attendere, e alla fine devono comunque aspettare.

E a pensarci bene, per gli esami del sangue è meglio presentarsi già alle 5, che quelli alle 7:30 già cominciano.

E come passano queste attese i vecchi? Lamentandosi fra loro di dovere aspettare, fingendo di non essere lì proprio perché hanno tanto, troppo tempo libero, e non sanno come passarlo, e commentando con severità sui giovani che di tempo non ne hanno, e quindi si dimostrano un po’ insofferenti ai vecchi che si lamentano di aspettare ma poi la tirano per le lunghe in tutti i modi.

Io, comunque, quando sarò vecchia dormirò fino a mezzogiorno e nel pomeriggio andrò a passeggio e al cinema; però la soddisfazione di parlare male dei giovani me la vorrò togliere lo stesso.

In cucina con Pontomedusa: il purè di patate

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Tanto per cominciare, bisogna cuocere le patate.
Avete due opzioni:1) Il suppostone blu, il metodo classico: farle lessare per almeno un’ora, rabboccando l’acqua di tanto in tanto altrimenti si asciuga tutta e poi il fondo del pentolino si brucia e vostra madre vi grida, come accadde a me nel lontano 1995, o
2) La pillolina rossa, il metodo Pontomedusa: 7/8 minuti nel microonde, a seconda delle dimensioni delle patate, e passa la paura.

Una volta cotte, le patate devono essere sbucciate. Ancora una volta, avete due opzioni:
1) Il suppostone blu, il metodo classico: tutto parte dalla teoria che la buccia della patata sia facile da tirare via a mani nude, ma solo se la patata stessa è rovente. Il metodo classico quindi prevede che ci si ustioni, palleggiando la patata da una mano all’altra, nel tentativo di togliere la buccia. Tanto ne rimane sempre un po’ che va comunque tolta col coltello.
2) La pillolina rossa, il metodo Pontomedusa: raffreddate le patate sotto l’acqua e pelatele col coltello, tanto chi volete che lo venga a sapere?

Schiacciate le patate con una forchetta e mettetele in un pentolino con un po’ di burro. Aggiungete latte un po’ per volta fino a raggiungere la consistenza desiderata. Mettete nel piatto e mangiate!

Ora, vi chiederete: ma perché Pontomedusa nonostante tutto sceglie il suppostone blu, cioè fare il purè in casa, anziché la pillolina rossa, cioè comprare la polverina istantanea al supermercato?
Perché Pontomedusa giustifica il costo e gli additivi dei cibi pronti solo quando sono veramente istantanei, che per me significa “li butto nel microonde e dopo un tot sono pronti”. La polverina va comunque sciolta nel latte, quindi bisogna accendere il fornello, sporcare un pentolino…e allora tanto vale.

Buon appetito!

La posta di Pontomedusa – Prima puntata

cupido

Carissimi amici, seguaci e adoratori, scusate la scarsa presenza ma ho da poco cambiato lavoro e sono presissima, ossia mi sto facendo un culo a tarallo ma ho interessanti prospettive per il futuro.

Ad ogni modo, inauguriamo oggi una nuova rubrica: La Posta di Pontomedusa.
Chi infatti meglio di me, che non imbrocca una relazione da più di due anni, può darvi consigli per la vostra vita sentimentale? Appunto.
Quindi, cominciamo.

Cara Pontomedusa,
ho incontrato una ragazza molto carina che, dopo un’interessante chiacchierata
, mi ha lasciato il suo numero di telefono. Quando però il giorno dopo l’ho chiamata per chiederle di uscire solo noi due, mi ha risposto di no. Dove ho sbagliato?
Caro amico,
sei stato friend-zonato. Evidentemente, sei bruttino ma simpatico.
Lei ti chiamerà solo nei sabato sera in cui non se l’è cagata nessuno, o quando ha bisogno d’aiuto per svuotare la cantina, e non ti concederà mai nemmeno una puntina di lingua.
Il mio consiglio è di puntare sulle ultratrentenni disperate perché sentono l’orologio biologico che ticchetta stile bomba nei film d’azione, e si accontentano di qualunque cosa. Auguri!

Cara Pontomedusa,
ho incontrato un ragazzo molto carino che mi ha anche chiesto il numero. Ma adesso è passato un mese, e ancora non mi chiama. Secondo te, ho ancora speranza?

Cara amica,
sei stata messa in lista sostituzione. Evidentemente, sei bruttina ma sembri facile. Lui ti chiamerà solo quando tutte le ragazze che gli piacciono davvero gli avranno dato buca.
Il mio consiglio dovrebbe essere di puntare ai ragazzi bruttini ma simpatici e passarti il contatto dell’amico sopra, ma la verità è che anche loro si comportano allo stesso modo, e se proprio devi avere una sordida avventura sessuale, meglio che sia con uno figo, no? Quindi continua pure per la tua strada!

Bene amici, per oggi è tutto. A presto per una nuova puntata della Posta di Pontomedusa, l’unica Posta del Cuore con i piedi per terra!