Amore e calendario

calendario

Teorema: l’interesse di un ragazzo per voi è direttamente proporzionale al giorno in cui vi chiede di uscire.

Se vi invita al venerdì, è molto interessato.
Se vi chiede di uscire al sabato, è proprio cotto.
Se vi propone il giovedì, gli piacete abbastanza.
E giù giù, fino al lunedì, che significa che vi tiene proprio come ultimo backup quando vuole scopare ma nessuna ragazza carina se lo fila.

Lo Spirito Guida sostiene che questa è una sega mentale che solo una donna può farsi, ma non capisce che sta solo dimostrando la veridicità della mia teoria.

Se l’uomo infatti si rendesse conto della trasparenza di significato insita nella sua scelta del giorno dell’appuntamento, si sforzerebbe di confondere le acque almeno un po’.

Invece, siccome è un uomo, fa semplicemente quello che gli passa per il cervello (o per il pistolino) senza rendersi conto che sta dando delle importanti indicazioni alla sua potenziale fiamma.

La quale fiamma però, essendo donna probabilmente invaghita, perde ogni buon senso e non riesce a leggere i suddetti segnali.

Così alla fine l’uomo può continuare per la sua strada senza conseguenze.

Ah, l’amore! Io continuo a preferire il sushi.

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Vieni e Vedi – Libro Primo. Cap. 3: Luna Nera

Genere: Horror Soprannaturale, Azione

Avvertenze: Viulènza, Tematiche forti, Parole sporche

Capitolo 3 di 13

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apocalisse

3. Luna Nera

Wagaye Zenaba alza il volume del televisore e allunga le gambe sul divano.

A sentire il telegiornale, il mondo è impazzito. Certo, notizie come queste si sentono tutti i giorni, ma a Wagaye non sembra che siano mai successe così tante cose, tanto gravi, come negli ultimi due giorni.

Tanto per cominciare lì, a Parigi, le banlieues sono state messe a ferro e fuoco da alcuni degli abitanti. La polizia non riesce a sedare la rivolta, ci sono già stati un sacco di morti, e sicuramente il numero è destinato ad aumentare, dal momento che i rivoltosi non permettono alle ambulanze di avvicinarsi per soccorrere i feriti. Per cosa stiano protestando, poi, non si sa. Probabilmente, non lo sanno neanche loro.

Wagaye sbuffa. Lei abita e lavora in quartieri signorili, lontani dalla periferia, tuttavia questa situazione sta portando dei disagi in tutta la città.

A Chicago, un gruppetto di fanatici di estrema destra si è asserragliato in una scuola ebraica. La polizia non è ancora riuscita a liberare gli ostaggi e la situazione non è chiara, ma pare che abbiano già ucciso diverse persone tra ragazzi e insegnanti.

Wagaye sbadiglia e si sistema un cuscino dietro la schiena.

In uno staterello africano di cui persino lei aveva dimenticato l’esistenza, l’ennesimo tentativo di vanificare l’esito delle elezioni ha scatenato proteste senza precedenti che sono presto sfociate in sanguinose rivolte. Il paese ormai è immerso nella guerra civile. Wagaye si rianima un po’; questo significa che probabilmente il prezzo dei prodotti agricoli, in quello stato e in quelli vicini, salirà alle stelle. Così, i derivati su commodities che ha acquistato il mese prima per conto della società per cui lavora potranno essere rivenduti anche al doppio del prezzo che ha pagato, con un po’ di fortuna.

Wagaye spegne il televisore, si alza dal divano e si stiracchia. Esce sulla terrazza panoramica del suo lussuoso appartamento e si appoggia al parapetto, godendosi la vista.

All’improvviso, le sembra che alla periferia del suo campo visivo sia comparso qualcosa. Si volta di scatto, e li vede.

Due uomini, molto carini, anche. Uno alto e magro, capelli neri e carnagione chiara, zigomi taglienti e occhi di un blu intensissimo. L’altro poco più basso e dal fisico atletico, capelli biondo scuro che gli sfiorano le spalle e barba di qualche giorno.

Naturalmente, non riesce a immaginare come diavolo abbiano fatto ad arrivare fin lì, e senza il minimo rumore. In effetti, le sembra che siano semplicemente comparsi.

Dovrebbe essere terrorizzata. Invece, si sente incuriosita e anche…attratta.

Fa qualche passo verso i due uomini.

L’uomo dai capelli neri le sorride.

Il tempo è giunto, Cavaliere Nero,” dice.

L’uomo biondo, invece, sembra sorpreso, addirittura più di lei.

Carestia è una ragazza?!” dice l’uomo biondo.

E che ragazza, Cavaliere Rosso! Non ti pare?” risponde Wagaye, e gli fa l’occhiolino.

Non sa perché l’ha chiamato così, forse per il colore rosso ruggine dell’uniforme che indossa…ma sa che è il modo giusto.

L’uomo biondo le sorride.

Mi pare, mi pare!” Si rivolge all’uomo più alto. “Mi piace la nostra nuova sorellina!”

Anche tu non sei niente male,” dice Wagaye. Si rende conto che non ha senso, ma si sente perfettamente a suo agio con questi due.

Con i suoi due fratelli.

L’uomo dai capelli neri sorride e scuote la testa.

Tu lo sapevi, Pale!” dice l’uomo biondo al suo compagno. “E non mi hai detto niente!”

Sì, lo sapevo. Appena l’ho sentita, ho saputo tutto di lei…come è stato con te.”

L’uomo biondo sbuffa.

Purtroppo io non ho questo potere,” dice. “Come ti chiami?” le chiede poi.

Wagaye.”

Waga…”

Wagaye si stringe nelle spalle.

I miei erano eritrei, ma io sono cresciuta in Francia. Qui mi chiamano tutti Gaia…puoi farlo anche tu, se vuoi.”

L’uomo dai capelli neri ridacchia.

Scommetto che insisterà per chiamarti Black,” dice.

Be’, sempre meglio che Carestia, no?” ribatte l’uomo biondo.

Black va bene, ma anche Carestia non mi dispiace.”

Sì, ora sa di essere Carestia, e ne è orgogliosa.

Allora tu sei Guerra, direi,” continua, rivolta all’uomo biondo, “e tu Morte,” dice all’uomo alto e pallido.

Piacere di conoscerti, sorellina,” dice Guerra. Morte si limita a sorriderle.

Allora sbaglio o avete già cominciato a darvi un po’…da fare?” dice Wagaye, ripensando a tutte le notizie appena sentite al telegiornale.

Non sbagli, Carestia. Io e Guerra abbiamo cominciato a fare un po’ di…pratica.”

Che dici, siamo stati bravi, Black?” le chiede Guerra, e le fa l’occhiolino.

Bravissimi. La vostra piccola guerra civile in Africa probabilmente mi farà avere una promozione.”

Che lavoro fai, Black? Anche tu qualcosa di illegale ed eccitante, come Pale? O qualcosa di socialmente accettabile ma altrettanto divertente, come me?” chiede Guerra, e sogghigna.

Be’, credo…sono un broker finanziario, specializzato in commodities. Praticamente, speculo sulle materie prime, soprattutto prodotti agricoli.”

Morte sogghigna.

Vedo che anche tu hai scelto un mestiere adatto alla tua essenza,” dice. “Praticamente, fai morire di fame i poveri per arricchirti.”

Anche Wagaye sorride.

Be’, sì. Non credo che disapproviate!”

I suoi due fratelli scoppiano a ridere.

Certo che no, Carestia, anzi…pensa che io facevo il killer a pagamento. Ma adesso, ho deciso di fare il Cavaliere a tempo pieno. Red, invece, continua a fare l’avvocato…di giorno.”

Cosa devo dire, sono bravo…era un peccato smettere. Di giorno faccio sì che la gente si distrugga a vicenda in senso figurato, di notte in senso letterale.”

Ma adesso che ci penso, fratelli maggiori, non dovreste regalare un cavallo alla vostra sorellina? Ho sempre desiderato un pony, quando ero piccola.”

Morte ride di nuovo.

È giusto, Carestia. Vieni a incontrare il tuo destriero.”

Morte si dirige verso la zona più buia della terrazza, che a dire il vero è completamente immersa nelle tenebre. Guerra le fa un cenno e aspetta che Wagaye lo raggiunga, poi insieme si avviano dietro Morte. Come dal nulla, compaiono tre cavalli.

Uno, pallido e magro. Un altro, rosso e mastodontico. Il terzo, nero e scheletrico.

Wagaye saltella e batte le mani. Morte le getta un’occhiata e inarca un sopracciglio. Guerra si limita a ridacchiare.

Siccità! Siccità!” dice Wagaye, e getta le braccia al collo del cavallo nero, che strofina il muso contro il suo viso.

Siccità…?” domanda Morte, con tono perplesso.

Lo voglio chiamare così, Siccità, il cavallo di Carestia…è il nome giusto.”

Visto, Pale? È normale volere dare un nome al proprio cavallo appena lo si incontra. Sei tu che sei strano.”

Morte si limita a stringersi nelle spalle.

Il cavallo rosso sbuffa e gratta il terreno con uno degli zoccoli. Guerra gli si avvicina e lo accarezza sul collo.

Buono, Deimos. Sai, Black, è sempre un po’ nervoso…non gli piacciono le persone.” Guerra sogghigna.

Hypnos invece è come il suo padrone,” dice Morte, e sogghigna anche lui. “Lui adora le persone.”

Wagaye monta su Siccità, e nello stesso momento gli abiti che indossa cambiano. Una sorta di tunica di seta nera con due ampi spacchi per permetterle di cavalcare senza difficoltà, un’alta collana di pietre nere che le cinge il collo, scarpe basse con nastri di raso che si intrecciano sulle gambe, fino al ginocchio.

Visto? Carestia ha il senso della moda,” dice Wagaye, e ammicca.

Così sei ancora più carina, sai, Black?” dice Guerra, e monta in sella anche lui.

Morte sospira, poi anche lui sale su Hypnos.

Spero che il quarto Cavaliere sia un po’ più serio di voi due.”

Wagaye e Red si guardano e ridacchiano.

Non fare il noioso, Pale!” dice Wagaye. “Si può distruggere il mondo anche divertendosi.”

Su questo non ho dubbi,” dice Morte, e sorride. “Sarà molto divertente.”

I Cavalieri partono al galoppo, e scompaiono nel nero della notte.

Maccio Capatonda ha fatto la cacca

italiano medio

Avvertenza: questo post contiene SPOILER, che lo rendono più aerodinamico, quindi attenzione ai colpi d’aria, che poi vi viene il torcicollo.

Italiano medio dovrebbe essere una parodia, ma sembra un documentario. Purtroppo.

Ha molto a che spartire con Idiocracy, potrebbe quasi essere lo stesso film, il remake italiano, se non fosse che in Idiocracy c’è più speranza, perché l’americano medio del presente è ancora passabile, e siamo ancora in tempo per invertire la tendenza affinché l’americano del futuro non diventi come quello del film; l’Italiano medio, invece, è già nel presente, e non c’è rimedio.

La soluzione presentata dal film alla situazione alla Dr Jekill e Mr Hyde non è affatto sciocca dal punto di vista narrativo, e non è nemmeno assurda, dal momento che secondo la psichiatria attuale la cura per la personalità multipla è integrare le varie personalità in un unicum più sfaccettato.

Ma è chiaro che quello che a livello diegetico è presentato come un lieto fine, a livello extradiegetico (anche per l’autore stesso), non lo è affatto, in quanto trionfo proprio della mediocrità.

Anche il pre-finale alla Fight Club non è affatto posticcio, ed è anticipato dalla chiarissima citazione del Project Mayhem, non solo nella scena più eclatante ma nella trama tutta (quello dei Salmoni non è forse un Progetto Caos?) e, più sottilmente, dai titoli di testa, in cui viene citato Brad Pitt, per correggersi (com’è ovvio) immediatamente dopo.

Insomma, voi vedetela come volete, ma per me è un film di valore scritto da uno che chiaramente ne sa.
E inoltre, contiene una frase di grande profondità che da oggi diventerà il mio motto: “Nelle tue parole sento solo scoregge, ma quando farai la cacca?”
Con questo film, Maccio la cacca l’ha fatta.

Di Numeri Zero, grandi autori e cattivi scrittori

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Ho comprato Numero Zero di Umberto Eco perché ci sono incappata per caso al supermercato.

Eco mi è sempre piaciuto, d’altra parte siamo molto simili.
Basta leggere la quarta di copertina per scoprire che, come Pontomedusa, è filosofo, medievista, semiologo, massmediologo (e ovviamente, non serve che ce lo dica la quarta di copertina, scrittore).

Quasi tutti i suoi libri li ho adorati, ma questo, che ho appena cominciato, mi sta prendendo in modo particolare.

Come Il pendolo di Foucault, racconta la storia di persone comuni, intellettuali un po’ falliti, che iniziando quasi per gioco finiscono in un impiccio più grande di loro. Ah, come vorrei rileggere Il pendolo, chissà dov’è finita la copia che lessi anni fa, con le pagine tutte incollate perché era stata inzuppata da un’alluvione e poi messa al sole ad asciugare.

Ma quello che mi prende di più in questo libro è la descrizione del mondo dell’editoria.

I perdenti hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte, il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti. Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto.

Leggere manoscritti che non saranno mai pubblicati può diventare un mestiere.

Se D’Annunzio era un cattivo scrittore, non voleva dire che dovessi esserlo anch’io. Per liberarmi del vizio della citazione mi sono deciso a non scrivere più.

Professor Eco, come la sa lunga.

Vieni e Vedi – Libro Primo. Cap. 2: Rosso di Sera

Genere: Horror Soprannaturale, Azione

Avvertenze: Viulènza, Tematiche forti, Parole sporche

Capitolo 2 di 13

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apocalisse

2. Rosso di Sera

Marcus Fleming è solo, in ufficio. La maggior parte dei giovani avvocati dello studio si ferma oltre l’orario, ovviamente, nella speranza di farsi notare dai soci anziani e ottenere un avanzamento di carriera, ma nessuno riesce a resistere quanto Marcus. Perché per gli altri è solo lavoro, mentre lui ci si diverte.

Certo, anche a lui fare carriera non dispiace affatto; sta seguendo diversi casi importanti, e il suo obiettivo di diventare associato entro il prossimo anno non sembra poi così lontano. Ma ancora più grande è il piacere che prova nell’alimentare le ostilità.

Tutti i suoi colleghi trovano molto più eccitanti le cause penali, forse perché hanno scelto di diventare avvocati per via di qualche inguardabile telefilm; Marcus, invece, preferisce decisamente le cause civili. Quelle di divorzio, poi, sono le migliori. In genere, c’è così tanto odio in ballo che è facilissimo convincere il cliente a rifiutare l’offerta dell’altra parte, con la prospettiva di ottenere di più, molto di più, rovinando l’altro. D’altronde, questo suo stile sta bene anche ai soci anziani dello studio, dal momento che sono pagati per ogni ora di lavoro fatturata, e inoltre ricevono una percentuale sulla buonuscita che riescono a spuntare.

Marcus, razionalmente, si racconta che sono questi i motivi per cui tende a esasperare i conflitti anziché cercare di comporli e proporre di trovare un accordo, ma in un angolo della sua mente sa che c’è una parte di lui che sembra nutrirsi dell’odio, della lotta, della rivalità.

Marcus alza la testa dai documenti su cui sta lavorando, e se lo trova davanti.

Non l’ha sentito arrivare. Marcus si dice che probabilmente la lussuosa moquette che ricopre tutti i pavimenti dello studio ha attutito il rumore dei passi, e che inoltre lui era troppo concentrato sul lavoro per accorgersi dell’arrivo dell’uomo; ma una parte di lui, quella parte, invece, sente che l’uomo non è affatto arrivato.

L’uomo è alto, magro, e indossa un lungo spolverino verdognolo. A Marcus sembra di conoscerlo, eppure è sicuro di non averlo mai visto; capelli nerissimi e un po’ scompigliati, carnagione chiara, zigomi affilati, e occhi di uno strano blu, così intenso che in un primo momento gli sembra violetto. No, se avesse già visto quella faccia, di sicuro se ne ricorderebbe. Eppure…

Il tempo è giunto, Cavaliere Rosso,” dice l’uomo alto e magro.

Marcus pensa che quell’uomo dev’essere pazzo.

Marcus sa che quell’uomo non è pazzo.

Marcus sa di essere Guerra.

Perlomeno, una parte di lui lo sa. La sua mente razionale, invece, si domanda chi sia questo strano tizio, come abbia fatto ad entrare dopo l’orario di chiusura degli uffici, se sia pericoloso.

L’altra parte gli dice che sì, certo, è molto pericoloso, ma non per lui. Anzi, anche lui è pericoloso allo stesso modo.

Marcus si alza.

E tu chi saresti?” chiede.

Vorrebbe suonare secco e autoritario, ma la domanda gli sembra stupida nel momento stesso in cui esce dalla sua bocca.

La risposta dell’uomo pallido sembra confermarglielo.

Tu sai chi sono, Guerra.”

Quella parte della sua mente, in maniera lenta ma inesorabile, sembra invadere e soffocare l’altra, quella razionale. E gli suggerisce la risposta.

Tu sei Morte,” dice. La mente razionale gli dice che sta parlando come un pazzo, anche lui, ma è solo un mormorio, che dopo un attimo si spegne del tutto.

Marcus sa che è quella la risposta giusta.

Fa qualche passo verso Morte, che lo fissa con un sorrisetto sulle labbra.

È ovvio che gli sembrasse di averlo già visto. È suo fratello.

Marcus ricambia il sorriso. Ora è tutto chiaro, sa tutto ciò che c’è da sapere.

Non dovremmo essere in quattro, Pale?”

Morte inarca un sopracciglio.

Come mi hai chiamato?”

Pale…tu sei il Cavaliere Pallido, no? Chiamarti Morte mi sembra un po’ troppo lugubre. A meno che tu non preferisca il tuo nome mortale…però dovresti dirmelo, allora.”

Morte scoppia a ridere.

No, la mia esistenza mortale l’ho abbandonata immediatamente. Pale andrà benissimo.” Ridacchia ancora. “Quindi tu saresti Red?”

Se ti va.” Marcus sorride. “Ma a me di abbandonare la mia essenza mortale non va per niente. Il mio lavoro mi diverte, guadagno bene, e ho un certo successo con le donne.”

Morte si stringe nelle spalle.

Se preferisci tenerti il tuo lavoro diurno…” Sogghigna. “Almeno per i primi tempi, non credo sia un problema…Red.”

Chissà…forse potrebbe anche aiutarci.”

Sì, perché no? Devo ammettere che non ho ancora ben chiaro cosa verrà…dopo. Quando saremo tutti insieme.”

Quindi non sai dove sono gli altri due?”

Né dove, né chi. Ho cavalcato nel mondo finché non ho avvertito una presenza che mi chiamava…ed eri tu. E appena ti ho percepito, ho saputo tutto di te. Un po’ sono stupito, a dirti il vero. Mi aspettavo un militare, o un guerrigliero, e invece…un avvocato di New York.”

Stavolta è Marcus a stringersi nelle spalle.

Se ci pensi, non è poi così strano. Al giorno d’oggi, nel mondo civile, la guerra la gente se la fa nei tribunali.”

Vero. Forse, se ci fossimo svegliati nel Medioevo, sarebbe stato più facile.”

Se siamo stati chiamati adesso, è giusto così. Devo dirti che ho già qualche idea.” Marcus sogghigna.

Sapevo che non mi avresti deluso, Guerra.” E Morte ricambia il sorriso.

Marcus valuta il suo accento.

Tu sei inglese, invece?” chiede.

Nato e cresciuto a Londra. Ma come ti ho detto, la mia casa adesso è il mondo.”

Cosa facevi, prima?”

Be’…il free lance.” Sogghigna.

Se non vuoi dirmi di più…”

È solo che non ha importanza, ormai. Ero un sicario a pagamento.”

Accidenti. Tu sì che hai seguito la vocazione senza mezze misure, Pale.”

Morte ride.

È una possibile interpretazione. Usciamo, Red? Voglio mostrarti il tuo destriero.”

Il marciapiede è deserto. La strada è piuttosto trafficata, ma è come se le automobili fossero al di là di un vetro. Marcus ha l’impressione che siano in un’altra dimensione…una mezza dimensione, almeno.

Morte si avvia verso l’angolo del marciapiede, dove le tenebre sono più fitte, nonostante i lampioni, che sono accesi ma non sembrano gettare luce. Marcus lo segue, e a un certo punto, nell’oscurità, vede con chiarezza due cavalli.

Uno pallido e magro, l’altro rosso e mastodontico.

Marcus si avvicina al cavallo rosso, e tende una mano.

Il cavallo scopre i denti, che non sono denti da cavallo, ma piuttosto da lupo, affilati e appuntiti.

Marcus tiene la mano vicino alla bocca del cavallo, senza accennare a ritrarla.

Il cavallo soffia aria dalle narici, abbassa le orecchie, raspa il terreno con lo zoccolo.

Marcus resta immobile, fissandolo.

Il cavallo gli lecca la mano.

Marcus sorride.

Ben fatto, Guerra,” dice Morte. “Non che prima avessi qualche dubbio, ma adesso sono decisamente sicuro. Non ho sbagliato. Sei tu il Cavaliere Rosso.”

Dovrei dargli un nome, non credi, Pale?”

Un…nome?” Morte riflette per un attimo. “Non ci avevo pensato, in effetti.”

Non hai dato un nome al tuo?”

Be’, sono sempre in tempo. Tu avevi già qualcosa in mente?”

Mi piace Deimos. È un nome adatto al cavallo di Guerra, no?”

Decisamente.”

Il cavallo rosso strofina il muso contro il braccio di Marcus.

Visto?” dice Marcus. “Piace anche a lui.”

Morte gratta il muso del cavallo pallido.

E tu, amico mio? Che nome vorresti?”

Il cavallo pallido fa fremere le orecchie.

Vediamo…” dice Morte. “Inferno, ti piace?”

Il cavallo pallido sbuffa e raspa con una delle zampe anteriori.

Io dico di no, Pale,” dice Marcus.

D’accordo, d’accordo, come sei difficile…Stige?”

Il cavallo raspa più forte.

Marcus ridacchia, e Morte gli lancia un’occhiataccia.

È colpa tua, Red, hai dato al tuo il nome di una divinità, e adesso lui non vorrà essere da meno…” Si rivolge di nuovo al cavallo. “Hypnos?”

Il cavallo pallido smette di raspare, e strofina il muso sulla spalla di Morte.

Ce l’abbiamo fatta, finalmente!” Morte monta sul suo cavallo.

Che dici, Red, andiamo a farci un giro? Magari, siamo fortunati e troviamo subito il terzo. Altrimenti, potremo almeno cominciare a fare un po’ di pratica.

Perché no? D’altronde, il mio lavoro notturno è questo, adesso.”

Salta in sella al cavallo rosso, senza difficoltà, anche se si rende conto che, per quanto si tenga in forma con la palestra, non dovrebbe essere così semplice salire su un cavallo che, al garrese, è alto quasi quanto lui. Eppure, lo ha fatto in un attimo, senza alcuna difficoltà.

Marcus scrolla le spalle. Sa che, d’ora in poi, molte cose impossibili per gli altri saranno semplici e naturali, per lui.

Si costringe a non stupirsi, quindi, quando abbassa lo sguardo e si accorge che l’elegante abito che indossava è stato sostituito da un completo di pelle rosso ruggine, dal taglio di un’uniforme militare.

Ti dona, Red,” dice Morte, e sogghigna.

Concordo, Pale. E poi, per cavalcare, è decisamente più comodo.”

Sprona il cavallo coi talloni, e Deimos parte subito al galoppo, sollevandosi da terra.

Anche se non ha senso, Marcus continua a sentire il suono degli zoccoli anche quando evidentemente non poggiano più su niente di solido, e sente il rumore di un altro cavallo al galoppo dietro di sé.

Volta la testa e vede Pale, che ovviamente l’ha seguito. Il cavallo pallido gli si affianca, e i due cavalieri si scambiano un sorriso, mentre continuano a galoppare nel cielo senza stelle.

Di rose gialle in bianco e nero, letterine che galleggiano nell’aria e strani uccelli

rebus

E’ ben strano il mondo dei rebus, dove le donne portano ancora sempre le gonne al ginocchio, dove ci sono re, duchi e conti, e ognuno con la sua corona, per poterli distinguere (voi sapevate che esiste la corona da conte? io no), dove gli unico fiori che si trovano in giro sono ari (che cazzo di fiori sono? Wikipedia dice che crescono in tutta Italia ma sono rari, e scommetto che quei pochi che ci sono li raccolgono i disegnatori di rebus per usarli come modello, sarà per quello che nessuno di noi ne ha mai visto uno), o al massimo rose, ma solo gialle (tee), che poi sono gialle solo concettualmente, visto che in genere i rebus sono disegnati in bianco e nero.

Un mondo dove ovunque, in riva al mare, in alta montagna, allo stadio, c’è sempre un tavolo, dove appoggiare mappe, pentagrammi e tazze di tè (e passi), ma anche uova appena schiuse col pulcino che fa capolino (nato).

C’è da dire però che la giustizia in questo mondo funziona, perché a quasi ogni angolo di strada si vedono guardie che portano via criminali in manette (rei).

Se io abitassi nel mondo dei rebus, mi turberebbero più tutte queste cose che il fatto che in aria galleggino delle letterine.
Però meno del vedere un’otarda passeggiare per strada, come nel rebus sopra. Sicuramente meno dell’avere scoperto che esiste un uccello che si chiama otarda.

otarda

Vieni e Vedi – Libro Primo. Cap. 1: Pallido plenilunio

Genere: Horror Soprannaturale, Azione

Avvertenze: Viulènza, Tematiche forti, Parole sporche

Capitolo 1 di 13

apocalisse

1. Pallido Plenilunio

Eric Northwood preme il grilletto del fucile di precisione.

Dieci piani più sotto, la sua vittima si accascia. Quasi immediatamente, i passanti più vicini a lui si fermano, lo circondano, cercano di soccorrerlo.

Ma Eric sa che ogni tentativo sarà inutile.

Lui non sbaglia mai.

Il tempo è giunto,” dice una voce alle sue spalle.

Eric non si volta. Dovrebbe essere sorpreso, nessuno sa che è qui, qualunque testimone sarebbe un pericolo, e dovrebbe essere eliminato.

Ma sente che alle sue spalle non c’è una persona qualunque. Sente che non è neanche una persona, a dir la verità.

Mi hai sentito, Cavaliere Pallido?” chiede la voce dietro di lui.

Eric si gira, finalmente. Il suo interlocutore sembra un uomo, anche se Eric sa che non lo è. Un uomo ordinario, oltretutto, senza nulla di speciale. Un tipo qualunque.

Ti ho sentito.”

Mi aspettavo un’altra reazione.” L’uomo qualunque che non è un uomo ridacchia. “Qualcosa come ‘Chi sei?’, o ‘Di cosa stai parlando?’ Non succede sempre così, nei film?”

Non saprei. Non guardo mai film, preferisco i libri. Decadentismo francese, soprattutto.”

Una scelta che ti si addice, effettivamente. Dunque, non sei stupito?”

No. L’ho sempre saputo, in un certo senso. In fondo, visto che ho scelto questo mestiere…”

L’uomo che non è un uomo ridacchia di nuovo.

Giusto, che mestiere poteva scegliere Morte per guadagnarsi la vita, se non il killer prezzolato?”

Non lo sapevo veramente, in realtà. Eppure lo sentivo. Un po’ come quando vedi qualcosa con la coda dell’occhio. Per tutta la mia vita, è rimasto nella periferia. Fino a adesso. Fino a pochi minuti fa. Appena sei arrivato, l’ho messo a fuoco.”

Capisco. Sai, neanch’io so bene come funziona. Dai piani alti non mi dicono tutto.”

L’uomo che non è un uomo ride di nuovo.

Neanche Eric sa tutto. Ma sa abbastanza. Improvvisamente, sa ciò che è necessario. Come se l’avesse sempre saputo, anche se si rende conto che fino a pochi minuti prima lo ignorava, almeno a livello cosciente.

Dove sono gli altri tre?” chiede.

Dovrai svegliarli tu, Morte. I miei ordini includevano solo te. Gli altri sono compito tuo.”

Bene. Sarà facile per loro, come per me?”

Non ne ho idea, Morte. Non so neanche come farai a trovarli.”

Credo che li sentirò.”

Visto, Morte? Ne sai già più di me.” La cosa-uomo sorride, e per un attimo Eric scorge, dietro l’aspetto ordinario, la sua vera essenza. Qualcosa di orribile, tremendo, di un altro mondo.

Ma Eric non ha paura. Anzi. Gli piace.

La stessa essenza è dentro di lui, c’è sempre stata. E adesso, si è svegliata.

Ricambia il sorriso.

Non preoccuparti. Ci penso io. Ma quando saremo insieme, cosa faremo? Quali sono i nostri ordini?”

Sono certo che, quando sarà il momento, lo sentirete.”

D’accordo. Un passo alla volta. Tanto, anche se impiegheremo un po’ di tempo in più per definire la nostra strategia, non sarà mica la fine del mondo!”

Eric scoppia a ridere, una risata dall’eco metallica, che giunge nuova alle sue stesse orecchie. L’uomo che non è un uomo lo imita.

La Morte ha il senso dell’umorismo? Be’, non dovrebbe stupirmi, in realtà.” Di nuovo sorride, di nuovo ad Eric sembra di poter vedere, dietro la sua faccia umana, qualcosa di orribile, indicibile, meraviglioso.

Buona fortuna, Cavaliere Pallido,” riprende la cosa-uomo.

Ti rivedrò?”

Non ne sono sicuro. Come ti ho detto, non mi spiegano tutto. Ad ogni modo, sono certo che presto sentirò parlare di te.”

Di noi.”

Di voi, giusto. Sarà divertente.”

E in un attimo, l’uomo che non è un uomo è scomparso.

Eric sorride. Il loro tempo è giunto. Il tempo di fare ciò per cui sono stati creati, di essere ciò che sono sempre stati.

Ma prima, deve riunire a sé gli altri tre.

Sente sbuffare leggermente alle sue spalle. Neanche questo lo coglie di sorpresa.

Gira appena la testa, un sorriso dipinto sulle labbra.

Il cavallo pallido è al suo fianco, appena arretrato rispetto a lui.

Bentrovato, mio destriero. Sei pronto? Andiamo a cercare i nostri fratelli.”

Il cavallo abbassa la testa, come se annuisse.

Eric gli dà una pacca sul collo, poi monta in sella, senza preoccuparsi di smontare il fucile e portarlo via.

Ormai, queste banalità terrene non hanno più importanza.

Il tempo è giunto.

E ci sarà da divertirsi.