Di topi coi vestitini, fanciulle che dormono in piedi e registi un tempo molto fighi

Cinderella_2015_official_poster

Oggi potrei scrivere un post su tutti gli uomini che hanno sentito il bisogno di dirmi “fa caldo, eh!” mentre camminavo per i fatti miei il primo giorno che non ho messo il cappotto, e indossavo quindi un’eccitante mise costituita da leggings, maglietta e scarpe da ginnastica, ma i blog di femminismo sono noiosi e ho deciso quindi di parlare di Cenerentola, il film al cinema in questi giorni.

Si tratta della versione live action del famoso film della Disney, giustamente aggiornato al giorno d’oggi.
Cerca quindi di rispondere a tutte le annose (e un po’ sceme, visto che si tratta di una favola) domande e critiche alla storia, quali:

– Perché Cenerentola subisce tutte le angherie della matrigna e delle sorellastre anziché mandarle a cagare? Ma perché ha promesso alla madre, in punto di morte, di essere sempre buona e gentile. Grazie mamma, eh!

– Perché il padre di Cenerentola non la difende? Lo facciamo morire e il problema si risolve.

– Come fanno il principe e Cenerentola a innamorarsi con un giro di valzer? Ed ecco che li facciamo incontrare per cinque minuti nella foresta, così sì che il grande amore è giustificato. Che poi scusate, a voi non è mai capitato di incontrare un tizio o una tizia a una festa, scambiarci sì e no tre parole, ma ballarci tutta la sera e non riuscire a toglierselo dalla testa il giorno dopo? A me sì, quindi la versione classica della favola mi stava benone.

– I topi qui non hanno i vestitini e non parlano. Solo Cenerentola parla con loro, ma per questo tutti giustamente la trattano come l’alienata mentale che è.

Ad ogni modo, tutta questa modernità e poi Cenerentola è più addormentata dell’originale. Nel cartone, infatti, quando la matrigna la chiude in soffitta cerca di scappare, e quando la stregaccia rompe la scarpetta di cristallo Cenerentola tira fuori l’altra e la frega.
Qui, invece, Ella si limita a cantare alla finestra con aria malinconica, dopo essersi fatta fregare e rompere la scarpetta che le era rimasta. Sono i topolini che, con mille sforzi, devono aprire la finestra perché il principe senta la sua voce. Cioè, ‘sta addormentata manco riesce a aprire una finestra da sé! Appòsto.

Comunque, il regista del film è Kenneth Branagh. E vogliamo dire quanto era figo Kenneth Branagh quando ero ragazzina?

kenneth-b-frankenstein

…eh.

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1 Comment

  1. Pingback: Pontomedusa ha sbagliato film | Pontomedusa

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