Vieni e Vedi – Libro Primo. Cap. 2: Rosso di Sera

Genere: Horror Soprannaturale, Azione

Avvertenze: Viulènza, Tematiche forti, Parole sporche

Capitolo 2 di 13

Leggi il Cap. 1

apocalisse

2. Rosso di Sera

Marcus Fleming è solo, in ufficio. La maggior parte dei giovani avvocati dello studio si ferma oltre l’orario, ovviamente, nella speranza di farsi notare dai soci anziani e ottenere un avanzamento di carriera, ma nessuno riesce a resistere quanto Marcus. Perché per gli altri è solo lavoro, mentre lui ci si diverte.

Certo, anche a lui fare carriera non dispiace affatto; sta seguendo diversi casi importanti, e il suo obiettivo di diventare associato entro il prossimo anno non sembra poi così lontano. Ma ancora più grande è il piacere che prova nell’alimentare le ostilità.

Tutti i suoi colleghi trovano molto più eccitanti le cause penali, forse perché hanno scelto di diventare avvocati per via di qualche inguardabile telefilm; Marcus, invece, preferisce decisamente le cause civili. Quelle di divorzio, poi, sono le migliori. In genere, c’è così tanto odio in ballo che è facilissimo convincere il cliente a rifiutare l’offerta dell’altra parte, con la prospettiva di ottenere di più, molto di più, rovinando l’altro. D’altronde, questo suo stile sta bene anche ai soci anziani dello studio, dal momento che sono pagati per ogni ora di lavoro fatturata, e inoltre ricevono una percentuale sulla buonuscita che riescono a spuntare.

Marcus, razionalmente, si racconta che sono questi i motivi per cui tende a esasperare i conflitti anziché cercare di comporli e proporre di trovare un accordo, ma in un angolo della sua mente sa che c’è una parte di lui che sembra nutrirsi dell’odio, della lotta, della rivalità.

Marcus alza la testa dai documenti su cui sta lavorando, e se lo trova davanti.

Non l’ha sentito arrivare. Marcus si dice che probabilmente la lussuosa moquette che ricopre tutti i pavimenti dello studio ha attutito il rumore dei passi, e che inoltre lui era troppo concentrato sul lavoro per accorgersi dell’arrivo dell’uomo; ma una parte di lui, quella parte, invece, sente che l’uomo non è affatto arrivato.

L’uomo è alto, magro, e indossa un lungo spolverino verdognolo. A Marcus sembra di conoscerlo, eppure è sicuro di non averlo mai visto; capelli nerissimi e un po’ scompigliati, carnagione chiara, zigomi affilati, e occhi di uno strano blu, così intenso che in un primo momento gli sembra violetto. No, se avesse già visto quella faccia, di sicuro se ne ricorderebbe. Eppure…

Il tempo è giunto, Cavaliere Rosso,” dice l’uomo alto e magro.

Marcus pensa che quell’uomo dev’essere pazzo.

Marcus sa che quell’uomo non è pazzo.

Marcus sa di essere Guerra.

Perlomeno, una parte di lui lo sa. La sua mente razionale, invece, si domanda chi sia questo strano tizio, come abbia fatto ad entrare dopo l’orario di chiusura degli uffici, se sia pericoloso.

L’altra parte gli dice che sì, certo, è molto pericoloso, ma non per lui. Anzi, anche lui è pericoloso allo stesso modo.

Marcus si alza.

E tu chi saresti?” chiede.

Vorrebbe suonare secco e autoritario, ma la domanda gli sembra stupida nel momento stesso in cui esce dalla sua bocca.

La risposta dell’uomo pallido sembra confermarglielo.

Tu sai chi sono, Guerra.”

Quella parte della sua mente, in maniera lenta ma inesorabile, sembra invadere e soffocare l’altra, quella razionale. E gli suggerisce la risposta.

Tu sei Morte,” dice. La mente razionale gli dice che sta parlando come un pazzo, anche lui, ma è solo un mormorio, che dopo un attimo si spegne del tutto.

Marcus sa che è quella la risposta giusta.

Fa qualche passo verso Morte, che lo fissa con un sorrisetto sulle labbra.

È ovvio che gli sembrasse di averlo già visto. È suo fratello.

Marcus ricambia il sorriso. Ora è tutto chiaro, sa tutto ciò che c’è da sapere.

Non dovremmo essere in quattro, Pale?”

Morte inarca un sopracciglio.

Come mi hai chiamato?”

Pale…tu sei il Cavaliere Pallido, no? Chiamarti Morte mi sembra un po’ troppo lugubre. A meno che tu non preferisca il tuo nome mortale…però dovresti dirmelo, allora.”

Morte scoppia a ridere.

No, la mia esistenza mortale l’ho abbandonata immediatamente. Pale andrà benissimo.” Ridacchia ancora. “Quindi tu saresti Red?”

Se ti va.” Marcus sorride. “Ma a me di abbandonare la mia essenza mortale non va per niente. Il mio lavoro mi diverte, guadagno bene, e ho un certo successo con le donne.”

Morte si stringe nelle spalle.

Se preferisci tenerti il tuo lavoro diurno…” Sogghigna. “Almeno per i primi tempi, non credo sia un problema…Red.”

Chissà…forse potrebbe anche aiutarci.”

Sì, perché no? Devo ammettere che non ho ancora ben chiaro cosa verrà…dopo. Quando saremo tutti insieme.”

Quindi non sai dove sono gli altri due?”

Né dove, né chi. Ho cavalcato nel mondo finché non ho avvertito una presenza che mi chiamava…ed eri tu. E appena ti ho percepito, ho saputo tutto di te. Un po’ sono stupito, a dirti il vero. Mi aspettavo un militare, o un guerrigliero, e invece…un avvocato di New York.”

Stavolta è Marcus a stringersi nelle spalle.

Se ci pensi, non è poi così strano. Al giorno d’oggi, nel mondo civile, la guerra la gente se la fa nei tribunali.”

Vero. Forse, se ci fossimo svegliati nel Medioevo, sarebbe stato più facile.”

Se siamo stati chiamati adesso, è giusto così. Devo dirti che ho già qualche idea.” Marcus sogghigna.

Sapevo che non mi avresti deluso, Guerra.” E Morte ricambia il sorriso.

Marcus valuta il suo accento.

Tu sei inglese, invece?” chiede.

Nato e cresciuto a Londra. Ma come ti ho detto, la mia casa adesso è il mondo.”

Cosa facevi, prima?”

Be’…il free lance.” Sogghigna.

Se non vuoi dirmi di più…”

È solo che non ha importanza, ormai. Ero un sicario a pagamento.”

Accidenti. Tu sì che hai seguito la vocazione senza mezze misure, Pale.”

Morte ride.

È una possibile interpretazione. Usciamo, Red? Voglio mostrarti il tuo destriero.”

Il marciapiede è deserto. La strada è piuttosto trafficata, ma è come se le automobili fossero al di là di un vetro. Marcus ha l’impressione che siano in un’altra dimensione…una mezza dimensione, almeno.

Morte si avvia verso l’angolo del marciapiede, dove le tenebre sono più fitte, nonostante i lampioni, che sono accesi ma non sembrano gettare luce. Marcus lo segue, e a un certo punto, nell’oscurità, vede con chiarezza due cavalli.

Uno pallido e magro, l’altro rosso e mastodontico.

Marcus si avvicina al cavallo rosso, e tende una mano.

Il cavallo scopre i denti, che non sono denti da cavallo, ma piuttosto da lupo, affilati e appuntiti.

Marcus tiene la mano vicino alla bocca del cavallo, senza accennare a ritrarla.

Il cavallo soffia aria dalle narici, abbassa le orecchie, raspa il terreno con lo zoccolo.

Marcus resta immobile, fissandolo.

Il cavallo gli lecca la mano.

Marcus sorride.

Ben fatto, Guerra,” dice Morte. “Non che prima avessi qualche dubbio, ma adesso sono decisamente sicuro. Non ho sbagliato. Sei tu il Cavaliere Rosso.”

Dovrei dargli un nome, non credi, Pale?”

Un…nome?” Morte riflette per un attimo. “Non ci avevo pensato, in effetti.”

Non hai dato un nome al tuo?”

Be’, sono sempre in tempo. Tu avevi già qualcosa in mente?”

Mi piace Deimos. È un nome adatto al cavallo di Guerra, no?”

Decisamente.”

Il cavallo rosso strofina il muso contro il braccio di Marcus.

Visto?” dice Marcus. “Piace anche a lui.”

Morte gratta il muso del cavallo pallido.

E tu, amico mio? Che nome vorresti?”

Il cavallo pallido fa fremere le orecchie.

Vediamo…” dice Morte. “Inferno, ti piace?”

Il cavallo pallido sbuffa e raspa con una delle zampe anteriori.

Io dico di no, Pale,” dice Marcus.

D’accordo, d’accordo, come sei difficile…Stige?”

Il cavallo raspa più forte.

Marcus ridacchia, e Morte gli lancia un’occhiataccia.

È colpa tua, Red, hai dato al tuo il nome di una divinità, e adesso lui non vorrà essere da meno…” Si rivolge di nuovo al cavallo. “Hypnos?”

Il cavallo pallido smette di raspare, e strofina il muso sulla spalla di Morte.

Ce l’abbiamo fatta, finalmente!” Morte monta sul suo cavallo.

Che dici, Red, andiamo a farci un giro? Magari, siamo fortunati e troviamo subito il terzo. Altrimenti, potremo almeno cominciare a fare un po’ di pratica.

Perché no? D’altronde, il mio lavoro notturno è questo, adesso.”

Salta in sella al cavallo rosso, senza difficoltà, anche se si rende conto che, per quanto si tenga in forma con la palestra, non dovrebbe essere così semplice salire su un cavallo che, al garrese, è alto quasi quanto lui. Eppure, lo ha fatto in un attimo, senza alcuna difficoltà.

Marcus scrolla le spalle. Sa che, d’ora in poi, molte cose impossibili per gli altri saranno semplici e naturali, per lui.

Si costringe a non stupirsi, quindi, quando abbassa lo sguardo e si accorge che l’elegante abito che indossava è stato sostituito da un completo di pelle rosso ruggine, dal taglio di un’uniforme militare.

Ti dona, Red,” dice Morte, e sogghigna.

Concordo, Pale. E poi, per cavalcare, è decisamente più comodo.”

Sprona il cavallo coi talloni, e Deimos parte subito al galoppo, sollevandosi da terra.

Anche se non ha senso, Marcus continua a sentire il suono degli zoccoli anche quando evidentemente non poggiano più su niente di solido, e sente il rumore di un altro cavallo al galoppo dietro di sé.

Volta la testa e vede Pale, che ovviamente l’ha seguito. Il cavallo pallido gli si affianca, e i due cavalieri si scambiano un sorriso, mentre continuano a galoppare nel cielo senza stelle.

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10 Comments

  1. Mi piacciono un sacco i soprannomi e hai creato una bella suspense per i prossimi due cavalieri. Ma Eric con i capelli neri? Sai che non riesco ad immaginarlo? Oppure hai solo preso il nome? Forse in quel caso è un pò rischioso perché l’immaginario si focalizza su ciò che conosce e rimane stranito ad una differenza di “colore”.
    io ti leggo ancora!
    Scrivi anche su siti di Fan Fiction?

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