Notti bianche

water

Certe volte, nel mezzo della notte, mi sveglio perché ho avuto un incubo.
Tremante e col batticuore, in quei momenti penso che vorrei un uomo grande e forte accanto, per tranquillizzarmi.

Certe volte, più numerose, nel mezzo della notte, mi sveglio perché devo fare pipì.
Sedendomi sul water, in quei momenti penso che l’uomo grande e forte probabilmente avrebbe lasciato la tavoletta alzata facendomi gelare il culo, e allora va bene così.

Autodafè

Non si spiega.

Ormai è passato più tempo da quando abbiamo smesso di frequentarci del tempo che ci siamo frequentati, eppure ancora sto male quando lo vedo, quando qualcuno lo nomina, quando ciccia fuori a sua foto su Facebook (rigorosamente da profili di amici comuni…il suo ovviamente ho smesso di seguirlo da tempo, non sono così masochista): insomma, eccheppàlle!
Lo sapete anche voi che Pontomedusa è una ragazza allegra, spiritosa e di scarsa sensibilità, e quindi tutto questo è proprio Out Of Character, come quelle fanfiction in cui Kenshiro è un compagnone a cui piace la pheega pronto a cadere fra le braccia della prima Mary Sue che incontra, o Andromeda è un ragazzo…un ragazzo. Punto.

andromeda

…eh.

E il bello è che non mi piaceva così tanto nemmeno quando uscivamo insieme.

Il fatto è che lui ha chiuso perché non voleva una storia seria, quando io manco mi ricordavo il suo nome e dovevo sempre fare la compilation dell’anagrafe quando lo volevo chiamare.
Credo che la verità sia che mi manda in bestia il fatto che lui se ne sia andato convinto che io fossi innamorata pazza di lui e volessi sposarlo, quando invece avevo appena deciso che mi faceva piacere averlo intorno per qualche ora.
Il fatto che, quando gli ho chiesto un incontro proprio per chiarire questi fatti, lui si sia defilato con scuse degne del corso di nausea e del gomito che fa contatto col piede, mi ha fatto salire la scimmia ancora di più.

Insomma non è affetto, ma dispetto.

Il Buddha dentro di me dice: ma che te ne fotte di quello che pensa lui? (Il Buddha è un po’ sboccato ma molto saggio).
Caro Buddha, tu in quanto tale sei un umano illuminato che se ne fotte di tutto, e io ti ammiro e vorrei essere come te, ma non ce la fo.
Mi rendo conto che quello che provo quando lo vedo è un desiderio di prenderlo a capate fortissime, ma essendo una persona civile e anche non-violenta non do seguito a questo desiderio, e questo impulso che non viene esternato si riversa all’interno, facendomi soffrire.

Purtroppo, sapere tutto questo a livello razionale non cambia una virgola di quello che sento.
Passerà? E be’, per forza che passerà. Nell’attesa, però, che palle!

Il Mipiacione

like

Il Mipiacione è la versione anni ’10 del piacione, cioè di quello che si appiccica alle ragazze tentando di fare il simpatico, solo che il Mipiacione, creatura del nostro tempo, si muove principalmente su Facebook, e la sua arma è il Mi Piace.

La prima caratteristica del Mipiacione è che le ragazze in questione non ne vogliono sapere. Se infatti lei fosse interessata , non troverebbe affatto sgradevole il comportamento di lui ma, anzi, sarebbe ben felice delle sue attenzioni: ma la regola è che solo gli uomini a cui non faresti buttare fuori la tua spazzatura si comportano così (ed è anche vero che probabilmente quelli che ci piacciono ci piacciono perché non fanno certe cose…eh, l’amore è complicato).
Corollario di questa prima legge è che il Mipiacione tu non lo conosci, o lo conosci appena: ci hai parlato 2 minuti a una festa, gli hai fatto ciao con la mano perché stava parlando con un tuo amico e pareva brutto intromettersi senza nemmeno guardarlo in faccia, gli hai detto buongiorno in ascensore: eppure lui ha fatto la Scuola di Alto Spionaggio al KGB e ti trova, tramite gli amici degli amici, tramite il posto di lavoro che ha dedotto da una conversazione che stavi avendo con altre persone, tramite il like alla pagina della band di cui portavi la maglietta (sì, ovviamente ha spulciato tutti i 2000 profili che seguono la pagina, uno per uno). Ti trova, e ti chiede l’amicizia su Facebook. Capite che già questo è parecchio inquietante.

A questo punto, se la ragazza in questione accetta l’amicizia (come di solito capita, per non sembrare maleducata, e perché non immagina cosa la aspetta), il Mipiacione parte all’attacco: comincia a mettere Mi Piace a qualunque stato, foto, link della povera vittima, ogni tanto mette un commento secondo lui simpatico (in genere l’adesivo col faccione che ride) e, quando secondo lui la preda è matura (in realtà lei è arrivata al punto che ogni volta che riceve una notifica da lui alza gli occhi al cielo), parte con l’artiglieria pesante: il Messaggio in Chattina.

Il Messaggio in Chattina può essere diretto (“Come sei carina”) ma più spesso si colloca all’interno dell’avvicinamento a spirale iniziato con i Mi Piace: butta lì una frase da conversazione spicciola e spera che lei abbocchi. Ragazze, datemi retta: non rispondete per paura di sembrare antipatiche, fighe di legno, o una qualsiasi delle altre brutte definizioni che gli uomini hanno inventato per definire le donne che non fanno quello che vogliono loro: l’unico modo di salvarsi è non rispondere, quindi ricordate che il silenzio è d’oro, che un bel tacer non fu mai scritto, che meglio stare zitti e lasciare il dubbio di essere sciocchi che aprir bocca etc. etc., e ignoratelo.

Di donne banderuole, uomini che non le cagano e ingegneri che non sanno suonare

Come saprete, Pontomedusa è sfortunata in amore.

Lo si evince ad esempio da questa recente conversazione con lo Spirito Guida:

Ingegner Lammerda: Io sono un genio! Io sono un artista! Io sono meglio di Bob Dylan!
Pontomedusa: Sè, certo…piuttosto, lo sai chi è veramente bravo a suonare e cantare? Il ragazzo che mi piace e che non mi caga!
IL: Dai, come si chiama? Su, non essere timida… Me lo puoi confessare, non girarci intorno…
P: Non sei tu, idiota! Infatti ho detto che è bravo a suonare e cantare. Inoltre è anche bello. Non avete proprio niente in comune. Comunque il punto è che non mi vuole. Ieri l’ho incontrato per strada, l’ho salutato velocemente perché ero in ritardo, più tardi gli ho scritto “Scusa se non mi sono fermata a fare due parole”, e lui mi ha risposto “Tranquilla”. Come dire, “Tranquilla, non me ne poteva fregare di meno, anzi, se mi avessi rivolto la parola me ne sarei scappato chitarra e tutto!”

Comunque, lo ammetto, anche io sono una banderuola. L’altra sera, per esempio, ho incontrato un tipo un po’ nerd ma carino e simpatico, diciamo così:

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Prima della doppia personalità e degli impulsi omicidi, però

Ma è bastato che entrasse un pheego da paura, e ecco che Pontomedusa abbandona il tenero nerd per il nuovo arrivato:

pheego

Lui però la camicia ce l’aveva

Comunque, a fine serata Pontomedusa non ha concluso né con l’uno né con l’altro, come da copione.

Voi lo sapete che se Pontomedusa si sposasse questo blog non avrebbe più ragione di essere, vero? Ma direi che per i prossimo 30 anni potete stare tranquilli, miei piccoli fans.

Pontomedusa ha bisogno di un esorcismo

esorcista

Da tanti mesi, Pontomedusa ha un tira e molla con un bel tipo.

Lui scompare per settimane, poi la invita a uscire e non la bacia, poi la incontra per caso e la bacia, e poi da capo.

Pontomedusa è perplessa.

Sarà indeciso? Sarà disinteressato? Sarà timido?

Pontomedusa decide di buttarsi: o la va, o la spacca.

“Ho voglia di vederti,” gli scrive.

Pontomedusa l’ha spaccata. Perché lui risponde “Ma io sto frequentando un’altra.”

All’inizio, Pontomedusa si chiede come avrà fatto quest’altra a circuire l’Indeciso fino a mettercisi insieme. “E perché io invece mai niente?” si domanda. “Cosa c’è che devo sapere?”

Poi, finalmente, il criceto che abita nel cervello di Pontomedusa si mette in moto: le lunghe assenze, l’indecisione, quell’aria da vorrei-ma-non-posso…

…Ma niente niente che quell’altra c’è sempre stata?

Pontomedusa pensa di sì. Pontomedusa pensa anche che questo è il secondo che le capita in pochi mesi. Pontomedusa pensa che forse avrebbe bisogno di un esorcismo.

“…Ma possiamo rimanere amici”, ha scritto lui nel frattempo.

Eh, no! Friendzonata almeno no!

Pontomedusa si rifugia in un silenzio che altro non è che un vaffanculo di classe.

Pontomedusa ha sbagliato film

wrong

A Pontomedusa piace un ragazzo.

Dopo due settimane di inconsistente messaggiare, lui finalmente la invita ad uscire.
A dire il vero la invita con preavviso di mezz’ora, una cosa che a Pontomedusa fa girare i coglioni in maniera indicibile, tuttavia decide di perdonarlo e corre a farsi bella.

I due si vedono, lui si comporta da perfetto gentiluomo, fanno una romantica passeggiata al chiaro di luna nel parco, ridono e scherzano.
Quando lui la riaccompagna fino alla porta di casa, a Pontomedusa batte forte il cuoricino; socchiude gli occhi attendendosi un bacio, e…

…E arriva la mazzata.

Lui: Scusa, non posso. In realtà sono fidanzato. Tu, oh Pontomedusa, sei una pheega spaziale con uno smisurato talento letterario, sai anche raccontare bene le barzellette e scommetto che fai anche un pasticcio di pollo da leccarsi i baffi (Pontomedusa è pronta a dichiarare sotto giuramento che lui ha detto proprio così, testuali parole!), per questo non ho potuto resistere e ti ho invitata a uscire. Ma ovviamente non ho il coraggio di chiudere una relazione che non funziona, altrimenti non chiederei di uscire a delle ragazze che non sono la mia fidanzata (oppure forse sono bacato io), per correre il rischio di frequentare te e magari dopo una settimana scopriamo che non funziona, e metti che quell’altra poverina non è poi tanto scema e non mi ripiglia? No no, lasciamo stare.
Pontomedusa: …
L (col tono della Piccola Fiammiferaia e gli occhioni da Cucciolo Cercafamiglia): Mi odi?
P: …Già devi convivere col fatto di essere un pirla, cosa vuoi che ti odi?
Odiare, no. Però, rientrando in casa, Pontomedusa un piccolo Mavafangù mentale glielo ha lanciato. Sono una donna non sono una santa.

Ma cosa è successo? Semplice: Pontomedusa è stata Wrong Genre Savvy.

In un’opera di fiction, un personaggio potrebbe essere conscio di essere all’interno di un racconto (si tratta quindi di un elemento metanarrativo, ossia tramite il quale la narrazione espone la narrazione stessa), e questo è definito Genre Savvy. Ma se il personaggio pensa di essere nel tipo di storia sbagliata, ecco che in realtà è Wrong Genre Savvy.

Pontomedusa pensava di essere in un film d’amore tipo Cenerentola, e invece stava in una commedia di Woody Allen (dove Pontomedusa fa la parte di Woody Allen).
Bang! Wrong Genre Savvy.