Pontomedusa ha il mal di gola

sore-throat

E’ venerdì mattina, e Pontomedusa non si sente tanto bene. Ha un po’ di mal di gola.

E’ venerdì pomeriggio, e la voce di Pontomedusa comincia a farsi un po’ rauca:

E’ venerdì sera, e Pontomedusa, per usare un termine medico, sta rovinata.
Però pensa: “Ecchecchézz, tutto il giorno a lavorare, adesso non mi merito di uscire? Ma sì, mi fermo un’oretta, caso mai non parlerò. Che sarà mai.”

Alle ore 1:30 am, dopo avere conversato ininterrottamente per circa 5 ore, Pontomedusa capisce che forse è il caso di rientrare.
Guidando verso casa, però, decide di essere in punto di morte e che deve assolutamente prendere un antibiotico prima della fine del weekend.
Pensa quindi di recarsi alla vicina farmacia 24/7 a implorare di darle la medicina anche se non ha la ricetta. Proprio a 20 metri dalla farmacia, però, un furbone ha pensato bene di schiantarsi contro un palo e quindi la strada è chiusa da polizia, carro attrezzi, SWAT, Caschi Blu, l’Enterprise.
Pontomedusa è dunque costretta a parcheggiare un isolato più giù e fare una corsa, alle 2 di notte, a dicembre, col mal di gola.

Finalmente giunta alla meta, si svolge questa conversazione:
– Pontomedusa (con la voce ormai ridotta a quella di Gollum): Mi dà del Malgolix anche se non ho la ricetta, per favore?
– Farmacista: sì, ma è per lei?
– P: E per chi vuole che sia, non sente che sto rovinata? Vabbè, mi dia anche una bella Aspirina, che insieme ci sta bene.
– F: Sì sì, è la morte sua!

Pontomedusa comincia quindi la cura, e dopo un weekend in cui è stata assolutamente riguardata e che si è così svolto:
– Sabato a ballare ritorno h 4:00 am,
– Domenica tutto il pomeriggio a passeggio con temperatura media 6°C,
il lunedì sta un po’ meglio ma bene è un’altra cosa. Anzi, sta così rovinata che la sua responsabile, mossa a pietà, la manda a casa dopo solo 8 ore di lavoro.
Pontomedusa si ritrova così ad essere già a casa alle 18:30, un evento che non accadeva dal lontano giugno 2009. Visto che è tanto presto, e il suo medico ha lo studio letteralmente dietro l’angolo, decide di farsi visitare.

Pontomedusa non ha mai visto il suo medico, perché lo ha scelto da meno di un anno e per fortuna non sta male spesso. Si siede in sala da aspetto e, per l’appunto, aspetta.
Le persone si avvicendano velocemente, Pontomedusa è lieta che il dottore sia uno che si sbriga.
A un certo punto, dallo studio esce un signore che avrà 98 anni:
gandalf
Pontomedusa si ferma a pensare…eppure l’ultimo paziente che ho visto entrare non era lui…stai a mica a vedere che…
…ebbene sì. Il novantottenne è il dottore.

Finalmente arriva il turno di Pontomedusa:
Dottore: Vieni carina, siediti. Dov’è la tua mamma?
Pontomedusa: Ma no dottore, ho più di 30 anni…
D: Appunto, sei una bambina! Vuoi una caramellina?
P: Grazie, no…
D: Allora, dove ti senti la bua?
P: Ho mal di gola…
D: Allora apri la bocca grande grande e fai aaaahhhhhhh…eh, è arrossata. Niente di grave.
P: Meglio così, però le devo confessare che da 3 giorni prendo il Malgolix.
D: Uhm, è un po’ leggero, te lo cambio con il Malfortix.
P: Il Malfortix l’ho preso una volta sola e mi ha dato dei brutti problemi di stomaco, ma se lei ritiene…
D: Ah no no, non voglio mica farti venire male al pancino! Continua col Malgolix ma prendine due scatole. Ecco la ricetta.
P: Posso comprare il generico?
D: NO. Compra sempre IL BRAND.

 

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Pontomedusa va a mangiare il sushi

sushi

Pontomedusa si trova con un gruppo di amici per sfondarsi di sushi all’All you can eat.

La serata si svolge secondo lo schema classico di questi eventi:

  • Tutti ordinano la qualunque come se non ci fosse un domani: bisogna far fruttare la formula del Tutto a volontà!
  • I ristoratori, astuti, centellinano i piatti per quasi due ore. Cresce la fame e la frustrazione.
  • Si è quasi a fine serata, e finalmente i piatti cominciano ad arrivare uno dopo l’altro.
  • Stipare chili di sushi nello stomaco in un tempo limitato si rivela un’impresa riservata al tizio di Man Vs Food. Vassoi di sushi giacciono abbandonati sul tavolo.
  • A questo punto, l’amara consapevolezza: lasciare degli avanzi comporta pagare un extra! Qualcuno ha proposto di risolverlo così:

  • …ma noi la sappiamo più lunga, e si dà il via al piano criminale:
    • Fingendo di uscire a fumare una sigaretta, recupero sacchetti di plastica presso il kebabbaro di fianco, ben felice di rendersi complice di un delitto ai danni della concorrenza gastonomica.
    • Creazione di barriera umana per coprire i movimenti sospetti di sushi dal vassoio ai sacchetti sotto il tavolo, fingendo di voler fare una foto di gruppo.
    • Allarme! Passa il cameriere a portare i caffè. Il palo avvisa i complici in tempo, e le operazioni sotto il tavolo si fermano temporaneamente. Tutto sembra rientrato ma…
    • …Il cameriere, servizievole, si offre di fare lui la foto! La Banda del Sushi prende in considerazione la possibilità di sopprimerlo, ma ci sono troppi testimoni. Si accetta quindi la foto sperando che si sbrighi. Quando il cameriere, dopo avere scattato 10 volte, dice “Aspettate, sono venute un po’ sfocate…” viene allontanato bruscamente. Ci rimane un po’ male, non saprà mai del pericolo che ha scampato.
    • L’Operazione Sushi viene completata alla bell’e meglio, i sacchetti spariscono nella borsa, e ci si avvia tutti serenamente alla cassa.

Pontomedusa fa la spesa online

In un pigro pomeriggio domenicale, Pontomedusa si accorge che le mancano un paio di generi di primissima necessità (tipo biscotti al cioccolato e Coca Cola), ma non ha voglia di passare mezz’ora al supermercato. Perché dovete sapere che, per un bizzarro paradosso crono-dimensionale, se Pontomedusa passa dal supermercato per comprare un paio di cose, quando esce è passata mezz’ora; se deve comprare tre cose, automaticamente passa almeno un’ora.

Comunque, in questo caso Pontomedusa ha un’idea geniale: potrebbe essere un’occasione ideale per provare il nuovo servizio di spesa online.
Tutta felice, Pontomedusa seleziona gli articoli sul sito e prenota il ritiro di lì a un’ora presso il punto vendita.

Scatta l’ora X, e Pontomedusa si reca al supermercato. Chiede a un’addetta come fare per ritirare la spesa, e le viene risposto di alzare la cornetta di un telefono rosso lì vicino, per mettersi in contatto con l’Addetto alla Spesa Online.
Pontomedusa alza il telefono aspettandosi che le risponda Batman.
BatmanRobinPhone

Ma in realtà, non risponde nessuno.
Al ventesimo squillo, decide di rivolgersi a una cassiera lì vicino, che però la precede chiedendole se ha bisogno di qualcosa. Pontomedusa spiega pazientemente che deve ritirare la spesa fatta online, e la cassiera la guarda con gli occhi del cervo in mezzo alla tangenziale.
cervo

Pontomedusa: Perché mi guarda con quell’espressione basita? Non sa che offrite questo servizio? Avete anche i cartelli ovunque…
Cassiera: Sì…ma la domenica il servizio non è previsto.
P: Ah. Ma mi ha lasciato prenotare lo stesso…Ho qui la mail di conferma.
C: Aspetti un attimo qui per favore.

La cassiera lascia la cassa ed entra in uno stanzino.
Passano i minuti.
La cassiera esce dallo stanzino e poco dopo torna con una compagna. Rientrano nello stanzino.
Le due escono dallo stanzino e vanno a recuperare una terza. Tornano nello stanzino.
Nemmeno al pronto soccorso Pontomedusa ha mai visto un andirivieni così concitato.

Finalmente, le tre escono dallo stanzino e invitano Pontomedusa a contare fino a 20. In effetti ci mettono poco di più per raccogliere le (effettivamente poche) cose ordinate, fare il conto e consegnare il tutto, e ci aggiungono anche un pacco di dolcetti al cioccolato per farsi perdonare.

Pontomedusa non sa serbare rancore di fronte al cioccolato, e inoltre le commesse sono state veramente simpatiche e hanno fatto del loro meglio per rimediare.
Però, Pontomedusa guarda l’orologio…fra telefoni rossi, sguardi da cervo e andirivieni nello stanzino operatorio, è passata la fatidica mezz’ora.
Non è colpa del punto vendita, è la Maledizione del Supermercato!

Pontomedusa ha bisogno di un esorcismo

esorcista

Da tanti mesi, Pontomedusa ha un tira e molla con un bel tipo.

Lui scompare per settimane, poi la invita a uscire e non la bacia, poi la incontra per caso e la bacia, e poi da capo.

Pontomedusa è perplessa.

Sarà indeciso? Sarà disinteressato? Sarà timido?

Pontomedusa decide di buttarsi: o la va, o la spacca.

“Ho voglia di vederti,” gli scrive.

Pontomedusa l’ha spaccata. Perché lui risponde “Ma io sto frequentando un’altra.”

All’inizio, Pontomedusa si chiede come avrà fatto quest’altra a circuire l’Indeciso fino a mettercisi insieme. “E perché io invece mai niente?” si domanda. “Cosa c’è che devo sapere?”

Poi, finalmente, il criceto che abita nel cervello di Pontomedusa si mette in moto: le lunghe assenze, l’indecisione, quell’aria da vorrei-ma-non-posso…

…Ma niente niente che quell’altra c’è sempre stata?

Pontomedusa pensa di sì. Pontomedusa pensa anche che questo è il secondo che le capita in pochi mesi. Pontomedusa pensa che forse avrebbe bisogno di un esorcismo.

“…Ma possiamo rimanere amici”, ha scritto lui nel frattempo.

Eh, no! Friendzonata almeno no!

Pontomedusa si rifugia in un silenzio che altro non è che un vaffanculo di classe.

Poison Pontomedusa

poisonivy

Pontomedusa in un negozio di cosmetici che si atteggia a eco-bio-radical chic:

La Commessa: Tu sei per caso vegana?
Pontomedusa (pensando alla quantità di piccoli e grandi erbivori caduta per il suo ultimo pasto): Ehm…no.
C: Ah, perché sai, in questa crema ci sono le uova.
P: Per me potrebbe anche esserci un coniglio tritato dentro sinceramente.
C: Ma no! Ma dai! Poveri coniglietti!
P: Vabbè. Pago col Bancomat.
C: Perfetto! Vuoi il nostro catalogo?
P: Eh no! Quanti alberi sono stati abbattuti per fare questi cataloghi che la gente prende e spesso butta senza passare dal via? Non lo voglio il catalogo di carta, quello che mi serve lo guardo online.
C: Ah, che brava, sei amante delle piante!
P: Esatto. Per questo mangio solo animali.

Pontomedusa ha sbagliato film

wrong

A Pontomedusa piace un ragazzo.

Dopo due settimane di inconsistente messaggiare, lui finalmente la invita ad uscire.
A dire il vero la invita con preavviso di mezz’ora, una cosa che a Pontomedusa fa girare i coglioni in maniera indicibile, tuttavia decide di perdonarlo e corre a farsi bella.

I due si vedono, lui si comporta da perfetto gentiluomo, fanno una romantica passeggiata al chiaro di luna nel parco, ridono e scherzano.
Quando lui la riaccompagna fino alla porta di casa, a Pontomedusa batte forte il cuoricino; socchiude gli occhi attendendosi un bacio, e…

…E arriva la mazzata.

Lui: Scusa, non posso. In realtà sono fidanzato. Tu, oh Pontomedusa, sei una pheega spaziale con uno smisurato talento letterario, sai anche raccontare bene le barzellette e scommetto che fai anche un pasticcio di pollo da leccarsi i baffi (Pontomedusa è pronta a dichiarare sotto giuramento che lui ha detto proprio così, testuali parole!), per questo non ho potuto resistere e ti ho invitata a uscire. Ma ovviamente non ho il coraggio di chiudere una relazione che non funziona, altrimenti non chiederei di uscire a delle ragazze che non sono la mia fidanzata (oppure forse sono bacato io), per correre il rischio di frequentare te e magari dopo una settimana scopriamo che non funziona, e metti che quell’altra poverina non è poi tanto scema e non mi ripiglia? No no, lasciamo stare.
Pontomedusa: …
L (col tono della Piccola Fiammiferaia e gli occhioni da Cucciolo Cercafamiglia): Mi odi?
P: …Già devi convivere col fatto di essere un pirla, cosa vuoi che ti odi?
Odiare, no. Però, rientrando in casa, Pontomedusa un piccolo Mavafangù mentale glielo ha lanciato. Sono una donna non sono una santa.

Ma cosa è successo? Semplice: Pontomedusa è stata Wrong Genre Savvy.

In un’opera di fiction, un personaggio potrebbe essere conscio di essere all’interno di un racconto (si tratta quindi di un elemento metanarrativo, ossia tramite il quale la narrazione espone la narrazione stessa), e questo è definito Genre Savvy. Ma se il personaggio pensa di essere nel tipo di storia sbagliata, ecco che in realtà è Wrong Genre Savvy.

Pontomedusa pensava di essere in un film d’amore tipo Cenerentola, e invece stava in una commedia di Woody Allen (dove Pontomedusa fa la parte di Woody Allen).
Bang! Wrong Genre Savvy.

Del perché Pontomedusa è ancora single

Quando è finita la mia unica, lunga relazione, dopo il primo periodo di comprensibile stordimento, ho cominciato a pensare a una nuova relazione.

Nella mia testa, sognavo un uomo che mi facesse la corte, mi portasse in posti particolari e deliziosi, mi mandasse persino fiori ogni tanto (solo ogni tanto eh, la mia fantasia non è così sfrenata), fosse contento di vedermi spesso.

Invece, la realtà è stata (e continua ad essere) più o meno così:
Tizio: sei carina, mi piaci.
Pontomedusa: anche tu mi piaci.
T: usciamo insieme?
P: va bene. Quando?
T: sono libero lunedì dalle 20 alle 20.30.
P: non va bene, in settimana sono sempre incasinata, stanca e nervosa, e ti assicuro che tu non vuoi vedermi nervosa. Venerdì?
T: eh no ho un compleanno.
P: oh. Sabato purtroppo non posso io.
T: tanto nemmeno io, sabato si esce con gli amici! Ci si ubriaca e si fanno i selfie finto-buffi da mettere su Facebook! Mica posso perdermelo per uscire con te!
P: certo…allora magari il prossimo venerdì.
T: sì però si scopa!
P: …addio.

Ora mi chiedo, in un mondo così, come si scrivono ancora le canzoni, i romanzi, i film?
Poi mi è venuto in mente che le canzoni di adesso fanno così:
Hey sexy lady
Mi piace come ti muovi
Il tuo corpo si agita
Fuori controllo

…E allora ho torto io.