Autodafè

Non si spiega.

Ormai è passato più tempo da quando abbiamo smesso di frequentarci del tempo che ci siamo frequentati, eppure ancora sto male quando lo vedo, quando qualcuno lo nomina, quando ciccia fuori a sua foto su Facebook (rigorosamente da profili di amici comuni…il suo ovviamente ho smesso di seguirlo da tempo, non sono così masochista): insomma, eccheppàlle!
Lo sapete anche voi che Pontomedusa è una ragazza allegra, spiritosa e di scarsa sensibilità, e quindi tutto questo è proprio Out Of Character, come quelle fanfiction in cui Kenshiro è un compagnone a cui piace la pheega pronto a cadere fra le braccia della prima Mary Sue che incontra, o Andromeda è un ragazzo…un ragazzo. Punto.

andromeda

…eh.

E il bello è che non mi piaceva così tanto nemmeno quando uscivamo insieme.

Il fatto è che lui ha chiuso perché non voleva una storia seria, quando io manco mi ricordavo il suo nome e dovevo sempre fare la compilation dell’anagrafe quando lo volevo chiamare.
Credo che la verità sia che mi manda in bestia il fatto che lui se ne sia andato convinto che io fossi innamorata pazza di lui e volessi sposarlo, quando invece avevo appena deciso che mi faceva piacere averlo intorno per qualche ora.
Il fatto che, quando gli ho chiesto un incontro proprio per chiarire questi fatti, lui si sia defilato con scuse degne del corso di nausea e del gomito che fa contatto col piede, mi ha fatto salire la scimmia ancora di più.

Insomma non è affetto, ma dispetto.

Il Buddha dentro di me dice: ma che te ne fotte di quello che pensa lui? (Il Buddha è un po’ sboccato ma molto saggio).
Caro Buddha, tu in quanto tale sei un umano illuminato che se ne fotte di tutto, e io ti ammiro e vorrei essere come te, ma non ce la fo.
Mi rendo conto che quello che provo quando lo vedo è un desiderio di prenderlo a capate fortissime, ma essendo una persona civile e anche non-violenta non do seguito a questo desiderio, e questo impulso che non viene esternato si riversa all’interno, facendomi soffrire.

Purtroppo, sapere tutto questo a livello razionale non cambia una virgola di quello che sento.
Passerà? E be’, per forza che passerà. Nell’attesa, però, che palle!

Rei, un uomo uno gnocco, però non tromba mai

Che dire di Rei? Un gnoccolone da paura che si aggira per i desolati deserti che costituiscono il mondo post-bomba in cerca dell’Uomo dalle Sette Stelle, giustamente incazzato che quest’ultimo gli abbia rapito la sorella e ora verosimilmente passi le serate a sodomizzarla.

Sul fatto che Rei sia gnocco non si discute, tanto che anche gli uomini lo trovano attraente, non solo quando Rei si traveste da donna per tendere tranelli ai crestoni e derubarli; persino quando ha le sue sembianze quotidiane uno dei fratelli Cobra si lascia sfuggire che lo trova un bellissimo ragazzo!

rei1

Chi può resistere a degli occhioni da cerbiatto così?

Ma, come si sa, Rei è anche uno che cinghia forte. Fa quindi subito amicizia con Ken, e insieme decidono di aiutare Mamiya a salvare il suo villaggio da quei prepotenti della famiglia Cobra.
Ora, fin dal primo incontro è chiaro che Rei se la bomberebbe volentieri, la cara Mamiya, fa giusto un po’ specie che il suo modo di farle la corte sia strapparle i vestiti di dosso ad ogni occasione. E’ ancora più inquietante se si considera che Mamiya ha subito ripetuti stupri ad opera di Juda, e che verosimilmente la sorella dello stesso Rei stia subendo la medesima sorte.

Comunque, come dicevamo, il villaggio di Mamiya è minacciato dalla famiglia Cobra, che è come la famiglia Brady, però in versione maniaci-sadici-assassini. Se poi consideriamo che sono tutti figli di Papà Cobra, non vogliamo pensare a cosa abbiano passato quelle povere madri.
cobra

brady

…uguali

Dopo una serie di scaramucce, morti e tragedie, durate circa 20 puntate, finalmente Rei, Ken e Mamiya decidono di attaccare la famiglia Cobra e farla finita. Da notare che, incredibilmente, in queste 20 puntate a Ken non si strappa mai la maglietta, nonostante le botte da orbi, altrimenti Rei vedrebbe le Sette Stelle e la sceneggiatura sarebbe costretta a deragliare.

Ma Babbo Cobra ha un asso nella manica: Airi! Minacciando la povera tapina, costringe Rei e Ken a combattersi a vicenda. I due, però, grandi fan del WWE, inscenano un incontro farlocco che termina con la (finta) morte di entrambi. Quando i Cobra boys meno se lo aspettano, il nostro Dinamico Duo torna in vita e li gonfia tutti di mazzate.

Finalmente Airi è sana e salva, ma dopo alcune simpatiche parentesi che vedono protagonisti Jagi e Amiba ecco che l’esercito del Re di Hokuto attacca il villaggio di Mamiya! “Non si può mai stare tranquilli 5 minuti,” pensano gli abitanti.
Fra l’altro è da notare che, fino a questo punto, l’identità del Re di Hokuto è ancora ignota ai nostri amici. Uhm, vediamo un po’, quattro fratelli di Hokuto, Ken è Ken, Toki lo hanno recuperato, Jagi è morto, ma chi sarà mai? Uh, uh, che colpo di scena, chi avrebbe mai pensato che potesse essere il quarto fratello Hokuto, Raoh? Ma no, la colpa non è dei neuroni pigri di Ken, ma degli adattatori italiani, perché in giapponese il re si chiama Re del Pugno, quindi in effetti avrebbe potuto anche essere un Maestro della, che so, Sacra Scuola della Mozzarella. Ma torniamo a noi.
Rei, per fare il figo di fronte a Airi e Mamiya, sfida il nostro Re, che senza manco scendere da cavallo gli fa il colpo-segreto-che-dopo-tre-giorni-muori. E mo’ so cazzi.

Rei decide di dedicare i suoi ultimi giorni a vendicare l’onore di Mamiya uccidendo Juda, ma di questo abbiamo già parlato in altra sede.

Sconfitto il nemico-amico, Rei si prepara ad affrontare la morte. Mamiya finalmente ammette di amarlo, e lui pensa “Esticàzzi! E dirlo prima?”
Comunque, poi, muore da solo con dignità, ma soprattutto in un fiume di flashback che servono a riempire una puntata intera senza dover disegnare materiale nuovo. Il nostro eroe viene salutato dalle lacrime di tutti, che non lo dimenticheranno mai, o almeno fino alla prossima puntata: tutti allegri che arriva Souther!

[Fanfic] La luce argentea della luna

Fandom: Hokuto no Ken

Personaggi: Airi

Avvertenze: Viulènza, Exploitation, Tematiche forti, Parole sporche

Nota: Sì lo so che avevo giurato di non pubblicare mai fanfiction sul blog, ma ho cambiato idea. Qui si naviga a vista e già sapete che Pontomedusa è una banderuola, che ha anche la scusa della personalità multipla. Abbiate pazienza e sopportatemi.

airi2

La luce argentea della luna

Non ero mai stata così felice.

Ancora mi sembrava incredibile che il giorno dopo mi sarei sposata con l’uomo della mia vita. Ero così eccitata che non riuscii a resistere; indossai l’abito da sposa e mi guardai a lungo allo specchio, da tutte le angolazioni, piena di gioia incredula.

Domani sarò sposata, pensavo. Avrei indossato questo vestito stupendo, sarei stata bellissima, James mi avrebbe guardata negli occhi e avrebbe promesso di amarmi per sempre. Poi ci sarebbe stata la festa, e sarebbe stata una festa meravigliosa! E poi la notte…

Arrossii. Negli ultimi tempi, quando ci baciavamo, le mani di James si erano fatte un po’ più curiose, ma non eravamo mai andati fino in fondo. Volevo aspettare che fossimo sposati. E domani, finalmente…

Provai un certo brivido lungo il ventre; l’idea mi eccitava e mi faceva un po’ paura al tempo stesso. Per smettere di pensarci, andai nell’altra stanza per fare vedere il vestito a mamma e papà.

La mamma quasi si mise a piangere, papà si limitò a sorridere, ma era un sorriso pieno di orgoglio e gioia.

La mia bambina è proprio bellissima,” disse papà.

Non è più una bambina, ormai,” rispose la mamma, e mi sorrise.

Rei riuscirà ad arrivare in tempo per domani, vero?” chiesi. Non potevo sposarmi senza avere il mio fratellone vicino!

Ne sono sicura, cara. Ha promesso che ci sarà, e Rei mantiene sempre le promesse. Adesso però vai a cambiarti, non vorrai rovinare il vestito prima di domani, no? E poi James ha detto che sarebbe passato a trovarti stasera, e non deve vederti con il vestito fino a domani! Porta sfortuna!”

D’accordo, mamma.”

E a quel punto, la finestra esplose.

In realtà, me ne resi conto dopo ripensandoci, non esplose affatto; semplicemente la sfondarono buttandoci contro un sasso o qualcosa del genere. Ma io semplicemente sentii un gran botto e vidi vetri che volavano dappertutto.

Non feci in tempo a rendermi conto di quello che era successo, che la casa si riempì di uomini spaventosi.

Alcuni erano entrati dalla finestra rotta, altri dalla porta, che vidi giacere a terra, sfondata. Uno afferrò mia madre, tenendole un braccio conto la gola, altri due presero mio padre, costringendolo a rimanere fermo. Quegli uomini orribili sghignazzavano e guardavano me.

Io ero paralizzata dal terrore. Non è un modo di dire, non riuscivo a muovermi…nemmeno a gridare. Riuscii solo a premermi una mano sul petto, nel tentativo di fermare il cuore, perché stava battendo così forte che credevo sarebbe schizzato fuori.

Uno degli uomini avanzò verso di me. Aveva il volto coperto da una specie di casco e questo, se possibile, lo rendeva ancora più terribile degli altri. Nessuna espressione fa più paura di un’espressione minacciosa.

Ma guarda cos’abbiamo qui!” disse l’uomo.

Gli altri si limitavano ad assistere alla scena e sghignazzare. Probabilmente, quello doveva essere il capo.

Volevo supplicarlo di lasciarci stare, di andare via, ma non riuscii neanche ad aprire la bocca. Era come se le labbra fossero incollate.

Per fortuna, la mamma ebbe più presenza di spirito di me.

Vi prego, andatevene,” disse. “Siamo povera gente, ma abbiamo raccolto tanto cibo per la festa di domani…Prendetelo tutto, è vostro. Ma lasciateci stare, per favore.”

L’uomo mascherato non si voltò nemmeno verso di lei. Il casco lasciava intravedere solo gli occhi, e li teneva fissi su di me.

Ah davvero? E cosa avete da festeggiare, voi bifolchi?”

Nessuno di noi rispose.

Dico a te, piccola,” e fece un altro passo verso di me. “Cosa succede di bello domani?”

Il suo tono di voce era gentile. Pensai che se gli avessi risposto educatamente, forse avrebbe avuto pietà e ci avrebbe lasciato stare. Comprendetemi, avevo solo quindici anni.

Do-domani mi sposo, signore.”

Avete sentito? Domani si sposa!”

Tutti gli uomini scoppiarono a ridere.

E chi è il fortunato, bella bambina?” mi chiese l’uomo dal volto coperto.

J-James.”

Questo James deve essere un vero idiota, se ha una ragazza bella come te e la lascia sola, con due vecchi come protezione. Se tu fossi mia, non ti lascerei andare mai.”

C’era qualcosa di profondamente minaccioso in quelle parole, ma in quel momento ancora non potevo capire bene perché.

E allora, mi venne in mente. James aveva promesso di venirmi a trovare quella sera! La nostra casa era un po’ isolata rispetto al resto del villaggio, e le nostre grida difficilmente erano state udite da qualcuno. Ma James sarebbe arrivato, e ci avrebbe salvato! Dovevo solo guadagnare tempo. Ma non sapevo come!

Io…io non saprei, signore,” riuscii solo a dire.

L’uomo scoppiò a ridere. Per via del casco, la risata uscì cavernosa, lontana e profonda insieme; sembrava la risata di un demone.

E dimmi, quello che hai addosso è il vestito da sposa?”

S-Sì.”

Sei capace di dire una frase senza balbettare…come ti chiami?”

Deglutii, inspirai, raccolsi tutte le energie per dire il mio nome senza esitare.

Airi.”

Brava, Airi. Vedo che cominciamo a migliorare.”

Fuori, si sentì un gran trambusto. Poi, altri due uomini della banda entrarono in casa, trascinando il mio povero James.

Guarda cosa abbiamo trovato qui fuori, capo!”

James si guardava intorno, incredulo e inorridito. Evidentemente, c’erano degli uomini di guardia, e lo avevano preso ancora prima che lui potesse rendersi conto di quello che stava succedendo. Tutte le mie fantasie di essere salvato dal mio eroico cavaliere sfumarono in un istante. James, in mezzo a quegli uomini, sembrava spaventato quasi quanto me, anche se vedevo anche rabbia nella sua espressione.

Ah, e tu chi sei? Lo sposo novello, scommetto,” disse l’uomo con il casco. “Non lo sai che vedere la fidanzata vestita da sposa prima delle nozze porta sfortuna?”

James non disse niente.

Dimmi un po’, almeno te la sei già scopata, questa bellezza?”

Gli uomini ricominciarono a ridacchiare.

Andatevene via di qui, maledetti!” disse James in risposta.

Oh! Ma quanto sei coraggioso!” disse l’uomo. “Scommetto che questo significa no. Be’, avevo pensato di ucciderti subito, ma invece ti meriti di goderti lo spettacolo.”

James sbiancò. Non c’era neanche più un briciolo di coraggio, in lui.

Qua-quale spettacolo?” ebbe la forza di chiedere.

Io che defloro la tua ragazza,” disse l’uomo.

Ci misi un attimo a capire cosa intendeva. James, invece, comprese subito.

Non ti azzardare a toccarla, figlio di puttana! Non la toccare!”

Si contorceva come un ossesso, e quasi riuscì a svincolarsi dalla stretta degli uomini che lo tenevano; lo colpirono allo stomaco, poi al viso, finché non si accasciò a terra. Il suo volto, quel volto così bello, era una maschera di sangue. Istintivamente corsi verso di lui, gridando il suo nome, ma l’uomo con la maschera bloccò la mia corsa a metà, stringendomi contro di sé.

Visto?” disse. “La bambina non vede l’ora di cominciare.”

Gli uomini scoppiarono a ridere. I miei genitori gridavano, anche se non so bene cosa, e anche loro cercavano di liberarsi, ma erano troppo deboli. Non si presero neanche il disturbo di picchiarli.

L’uomo mi prese per i capelli, mi trascinò fino al tavolo e mi ci sbatté sopra. Afferrò il mio bel vestito dalla parte della schiena e tirò, strappandomelo di dosso. Io mi misi a piangere. Sì, ricordo che la prima cosa che provai fu il dolore per il mio abito da sposa rovinato. Poi, la vergogna di essere tutta nuda di fronte ai miei genitori e a James…e a quegli uomini, che si erano messi a fare dei versi orribili, sovrastando le grida dei miei genitori. Non sapevo cosa fosse peggio. Poi, il peggio arrivò davvero.

Sentii un dolore lacerante, e gridai. Gli uomini urlavano, ridevano, fischiavano, sembrava facessero il tifo. Il dolore persisteva, peggiorava. Finalmente, capii che quell’uomo orribile era dentro di me, e si stava muovendo. Non potevo crederci: era così, fare l’amore? Quella cosa orribile? No, certo che no; se fosse stato con James, sarebbe stato diverso. Sarebbe stato bello. Ma con quell’uomo terribile, invece…

Mi faceva male la pancia, come se mi stesse sfondando le viscere. Urlavo e piangevo, imploravo pietà. Cercai di sottrarmi a quel contatto disgustoso e tremendo, ma muoversi aumentava solo il dolore. Alla fine, rimasi immobile, singhiozzando sommessamente, cercando di non pensare a quello che mi stava facendo, di convincermi che non ero io la ragazza sdraiata su quel tavolo.

L’uomo si fermò. Ringraziai il cielo: aveva finito. Adesso se ne sarebbero andati, ci avrebbero lasciati in pace?

Invece disse: “Allora, piccola, non ti diverti più? Già ti annoi? Allora, ci vorrà il trattamento speciale per te. D’altra parte, hai un culo troppo bello per non usarlo.”

Le urla degli uomini si trasformarono in boato. Io non capii cosa volesse dire. Poi, sentii un dolore lancinante, cento volte peggio di quello di prima. Ricominciai a gridare, lo supplicai di smettere.

Ah, finalmente ti sei ripresa! Così mi piaci!”

Non so quanto durò, mi sembrarono ore. Finalmente, si staccò da me. Rimasi semidistesa sul tavolo, completamente svuotata. Mi vergognavo di rimanere così, ma non avevo neanche la forza di cercare di coprirmi.

Alzati,” disse l’uomo. Siccome non ubbidivo, mi prese per i capelli e mi tirò su a forza.

Non riuscivo a camminare per il dolore. Sentii qualcosa di viscido fra le cosce, e quando abbassai gli occhi, vidi che era sangue. Stavo sanguinando? Sarei morta?

L’uomo mi strinse contro di sé, per tenermi in piedi. James era ancora a terra e non riusciva neanche a parlare, emetteva solo un gorgoglio e sembrava tendere la mano verso di me. La mamma piangeva disperata, sembrava spezzata in due. Papà gridava che li avrebbe ammazzati.

Ah sì? Ci ammazzerai, vecchio?” disse uno di quelli che lo tenevano, e rise. Poi, cambiò la presa sul braccio di papà e lo ruotò, finché non si sentì un suono agghiacciante, uno schiocco liquido. Papà gridò. L’uomo mascherato mi girò verso di lui, perché potessi vederlo meglio.

Papà ora era sdraiato sul pavimento. Uno degli uomini aveva una sbarra di ferro, e gliela calò sul ginocchio. Papà urlò di nuovo, fra le risate di quei mostri. Io chiusi gli occhi, ma l’uomo che mi teneva se ne accorse. Mi tirò i capelli.

Devi guardare,” disse. “O tutti i miei uomini ti daranno una bella ripassata, come ho fatto io. E poi sarà il turno di tua madre.”

E così, guardai. Guardai mentre massacravano mio padre a sprangate, riducendolo a un ammasso di carne e sangue.

A James sbatterono semplicemente la testa contro il pavimento, come gli uomini del villaggio facevano con i conigli. Lo avevo visto una volta sola, e da allora mi ero chiusa in casa ogni volta che bisognava uccidere degli animali. E adesso, invece, lo vidi fare all’uomo che amavo.

La mamma era svenuta. La presero a schiaffi e pugni per farla rinvenire, ma gli occhi rimanevano roteati all’indietro. Evidentemente, questo non li divertiva, perché decisero di farla breve e pugnalarla al cuore.

Aspettavo che uccidessero anche me. Ormai, non mi importava. Invece, successe qualcosa di peggio. L’uomo con la maschera mi caricò in spalla e mi portò via con sé.

Da quel giorno, mi sembrò di vivere all’inferno. In realtà, allora non lo sapevo, ma Jagi come padrone non era poi tanto male. Veniva a trovarmi quando mi voleva, faceva tutto quello che gli aggradava, ma per il resto del tempo mi lasciava in pace. Imparai a estraniarmi, a separarmi dal mio corpo quando era con me; rilassando i muscoli, anche il dolore fisico quasi spariva. Tanto, non ero io quella ragazza. Non ero io.

Evidentemente, per Jagi avere una schiava così passiva non doveva essere molto divertente, perché mi vendette quasi subito.

Il mio secondo padrone, il capo di una banda di motociclisti, era peggio. Mi obbligava a dormire con lui, ma non nel suo letto: sul pavimento. A volte si svegliava nel mezzo della notte, svegliava me con un calcio, e mi ordinava di fargli delle cose. Voleva che gli dicessi che mi piaceva, altrimenti mi massacrava di botte. Quasi mai in faccia, perché diceva che se mi avesse rovinato la faccia avrei perso tutto il mio valore. Prediligeva i pugni nello stomaco, e quando mi rannicchiavo in posizione fetale, in un disperato tentativo di proteggermi, attaccava con i calci nella schiena.

Quella non era vita. Dovevo scappare.

Ci provai, una notte. Il padrone dormiva e, semplicemente, sgusciai fuori dalla stanza, dalla casa. Fuori c’era la luna piena; la sua luce argentea mi sembrava il colore della libertà.

I suoi uomini mi ripresero prima che riuscissi a fare un chilometro.

Devi essere punita,” disse il padrone. “Ti farò passare la voglia di scappare.”

E fu di parola. Mi lasciò ai suoi uomini. Tutti. Per una notte intera.

Sopra e sotto, davanti e dietro, anche due o tre contemporaneamente. Non smettevano mai. Erano tanti, erano giovani: quando l’ultimo aveva finito, il primo era già pronto di nuovo.

All’alba, il padrone venne a riprendermi. Non riuscivo neppure ad alzarmi in piedi, quindi mi trascinò per i capelli fino a una cisterna dell’acqua. Mi lavò con un tubo, uno di quelli che usano i contadini per innaffiare i campi, perché, disse, “Io le mani in tutta quella porcheria che avete lasciato, ragazzi, non ce le metto.” Poi, mi violentò anche lui.

Non provai mai più a scappare, da allora. Ma non potevo sopportare quella vita. Così, decisi di uccidermi. L’idea di ricongiungermi al mio James, alla mamma, al mio caro papà, mi sembrava la cosa migliore che potessi desiderare. Mi dava sollievo. Così, un giorno, rubai un liquido che tenevano nel capanno delle motociclette. Lo portai fuori, perché volevo morire alla luce della luna, il colore argenteo della libertà. Presto, sarei stata libera.

Cercai di bere il liquido tutto di un fiato, ma scoprii che era impossibile. Aveva un gusto amaro, disgustoso. Lo stomaco mi si contrasse immediatamente, con spasmi lancinanti. Vomitai, e mi sembrava che tutto prendesse fuoco, lo stomaco, la gola, la bocca.

Poi, non ricordo più niente. So solo che a un certo punto mi svegliai. Aprii gli occhi e non vidi nulla. Pensai che forse è così essere morti. Non vedi e non senti più niente. Ma in realtà sentivo. Sentivo il freddo e duro pavimento sotto la mia schiena, e sentii anche il calcio del mio padrone nel fianco mentre mi diceva: “Razza di idiota! Sei di mia proprietà! Se fossi morta, avrei perso un sacco di cibo! Cagna imbecille!”

Allora, capii che ero diventata cieca. Il padrone mi vendette poco dopo quell’episodio, ma penso fosse arrabbiato per il tentativo di suicidio, non per la cecità. A quanto pare, una schiava cieca vale quanto una che ci vede, anzi: forse, di più. Non può scappare, non può fare nulla da sola, può giusto stare sdraiata in un letto o bocconi su un pavimento, a farsi seviziare. È perfetta.

Da allora, ho cambiato molti padroni. Ormai per me sono tutti uguali, a maggior ragione perché non posso vedere la loro faccia; è meglio così.

È meglio così. Non dovrò mai più vedere un uomo ucciso come un coniglio, una donna anziana massacrata di schiaffi e pugni perché vedere lo stupro di sua figlia le ha spezzato il cuore. Da oggi in poi, vedrò solo la luce della luna, il colore argenteo della libertà. Per sempre.

Author’s corner: thanks to Pointytilly for suggesting a possible way to get blind during a botched suicide attempt.

Nanto Academy – Episode 4

Genere: Comico, Parodia

Avvertenze: Bieca comicità alla Pozzetto (massimo rispetto)

Episodio 4 di + ∞

Leggi l’Episodio 1

Leggi l’Episodio 2

Leggi l’Episodio 3

Nanto Academy

nanto academy

SIGLA

La Sacra Scuola di Nanto, un’antica e venerata istituzione, retta con rigore dal Preside Souther, che seleziona solo i migliori allievi per trasformarli in invincibili Maestri al di sopra di ogni umana debolezza. O no?

EPISODIO 4

Souther e Raoh sono seduti su due troni. Toki è seduto su uno sgabello. Shu è in piedi vicino a loro. I ragazzi sono in fila, Hokuto di fronte a Nanto. Le ragazze sono in un angolo con i loro ponpon e ventagli.

SOUTHER: Shu, non stare lì in piedi!

RAOH: Già, non vediamo niente!

SHU: …

RAOH: Mettiti seduto!

SHU: D’accordo…dov’è l’altra sedia?

SOUTHER: Trovatene una! Guardati intorno!

SHU: …

Shu, rassegnato, fa finta di sedersi stando in piegamento di fianco a Souther.

SOUTHER: Così va meglio! Stabiliamo le regole per questo combattimento.

RAOH: Bene, facciamo scontro mortale, il mio preferito! Chi perde deve essere ucciso!

SHU: E no! Già l’ultima volta mi sono dovuto cavare gli occhi… Già lo so che oggi va a finire che mi devo tagliare le dita dei piedi!

TOKI: Sì, anche io non sono d’accordo con i combattimenti all’ultimo sangue… sapete che io sono contro la violenza…

RAOH: E questo come si coniuga con il tuo praticare un’arte di combattimento mortale?

TOKI: Sai benissimo che io la uso solo per il bene! Per curare le malattie! L’altro giorno ho salvato un povero villico da una pericolosissima intolleranza al lattosio premendo il suo Punto del Tripudio Intestinale!

SOUTHER: Oh, e va bene… Niente uccisioni… solo botte da orbi.

SHU: …

RAOH: Che palle però… se ne va metà del divertimento.

SOUTHER: Su, cominciamo… Juda contro Jagi!

JAGI: No! Ma perché sempre io!

JUDA: Io non posso sudare! Mi si scioglie il trucco!

RAOH E SOUTHER: Faaatela finiiiita!

Tutti restano immobili. Una mosca che stava volando cade morta per terra. I bonsai che decorano il dojo perdono tutte le foglie.

SOUTHER: Così va meglio. Juda e Jagi, cominciate!

JAGI: Ti spacco la faccia, femminuccia!

JUDA: Se ti azzardi a rovinare il mio volto perfetto, te la faccio pagare!

Jagi si slancia verso Juda. Juda lo evita, e lo colpisce ripetutamente al volto…truccandolo di tutto punto.

JAGI: Aaahhh! La mia faccia! Cosa mi hai fatto!

KEN: Ho un momento déjà vu.

JUDA: Be’, nel tuo caso ci vorrebbe un miracolo, però diciamo che sei già migliorato.

JAGI: Maledetto! Tornerò! Mi vendicherò!

Jagi corre via coprendosi la faccia.

SOUTHER (con un sorrisetto): Uno a zero per Nanto.

RAOH (digrigna i denti): Staremo a vedere! Ken contro Shin!

KEN: Shin, tu sei mio amico. Io non ti voglio fare male. Ti prego, risolviamo le nostre divergenze con le parole…

SHIN: Ken, ti sconfiggerò, e Julia sarà mia! Mia! Miiiaaaa!!

JULIA: Ma davvero Shin, lascia stare…

SHIN: Ti conquisterò Julia! Sarai la mia regina! Aaahhh!!

Shin salta verso Ken.

KEN: Shin, amico mio, ascoltami! Perché tutto questo odio nel tuo cuore? Io so che non sei così! (si gira di lato per evitare il colpo, Shin riesce comunque a sfiorarlo facendogli un graffietto sulla faccia).

JULIA (si precipita in mezzo ai due contendenti): Keen! Amore miooo! Cosa ti ha fatto quel bruto?

SHIN: Ma… Julia… Io l’ho fatto per te! Io ti amo! Tu devi apprezzare la mia immensa forza! Tu… Io…Noi… Lui…

RAOH: State studiando i pronomi in questi giorni?

SOUTHER (imbarazzato): Eh… Questo contiamolo come pareggio, va’! Fuori dai piedi, tutti e tre!

Julia va via tenendo per mano Ken, mentre Shin si trascina per terra, aggrappato a una sua caviglia.

TOKI: Mi batterò io con Rei.

Toki si alza dallo sgabello. Shu, senza dare nell’occhio (ahahah!) si siede al suo posto.

SHU: Meno male! Non ne potevo più.

TOKI: Preparati, giovane Rei!

REI: Sono pronto!

Rei salta verso Toki, che però si difende con una gragnola di colpi. Rei atterra e…

AIRI: Rei! Come stai? Sei ferito?

REI (perplesso): No, veramente… Mi è anche passato il torcicollo con cui mi sono svegliato stamattina!

TOKI (sorride soddisfatto): Sacro Colpo del Chiropratico! È una mia invenzione!

RAOH (si copre gli occhi con la mano e scuote la testa): Non mi dire.

SOUTHER: Stiamo cadendo nel ridicolo! Raoh, battiamoci io e te.

RAOH: D’accordo. Facciamo vedere a questi imbecilli come si combatte!

Souther e Raoh si alzano e si fronteggiano al centro del dojo. Rei va vicino a sua sorella, Toki torna al suo posto.

TOKI: Shu! Mi hai rubato la sedia!

SHU: Chi va al duello perde lo sgabello!

TOKI: Ahah, buona questa! Sei simpatico! Dobbiamo tenerci in contatto finita questa giornata, non perdiamoci di vista!

SHU: …

TOKI: Be’, non ha importanza, starò in piedi, che se mi siedo al posto di Souther o Raoh chi li sente poi quei due! Con loro bisogna stare sempre all’occhio!

SHU: …

TOKI: Certo, con tutte le responsabilità che hanno si capisce che siano sempre nervosi… Bisogna anche vedere le cose dal loro punto di vista!

SHU: …

TOKI: Ma che ti è preso all’improvviso?

SHU: Niente, niente… Guardiamoci l’incontro! Così, a prima vista, chi credi che vincerà? Sono due guerrieri temibili, è meglio che stiano tutti e due all’occhio!

TOKI: …

Nanto Academy – Episode 3

Genere: Comico, Parodia

Avvertenze: Bieca comicità alla Pozzetto (massimo rispetto)

Episodio 3 di + ∞

Leggi l’Episodio 1

Leggi l’Episodio 2

 

Nanto Academy

nanto academy

SIGLA

La Sacra Scuola di Nanto, un’antica e venerata istituzione, retta con rigore dal Preside Souther, che seleziona solo i migliori allievi per trasformarli in invincibili Maestri al di sopra di ogni umana debolezza. O no?

EPISODIO 3

Shin, Rei e Juda sono nel giardino del Dojo, in riga di fronte a Souther e Shu. Tou, Julia e Airi sono un po’ in disparte, con ponpon, ventagli e striscioni.

SOUTHER: Oggi arriveranno gli allievi della Sacra Scuola di Hokuto… Vi siete allenati? Fatemi vedere! Shin!

Shin salta e taglia tutti gli alberi del giardino prima di atterrare.

SOUTHER: Finalmente qualche soddisfazione… Rei!

Rei spicca un salto e taglia a metà un intero stormo di oche che volavano sul giardino.

SOUTHER: Ben fatto! Così abbiamo sistemato anche la cena! Juda!

Juda si sposta sul terreno a velocità supersonica verso le ragazze. Muove le braccia così velocemente che non si riescono a vedere, e quando si ferma… Le ragazze sono perfettamente truccate.

SOUTHER (digrigna i denti): Juda…

JUDA: Grazie, grazie!

AIRI: Be’, ma ragazze, comunque state molto bene…

TOU: Anche tu Airi! Evviva, quando Raoh mi vedrà così non potrà resistermi! Grazie Juda! (bacia Juda sulla guancia).

JULIA (arrossisce): Così, spero di piacere ancora di più al mio Ken… grazie! (anche lei bacia Juda).

JUDA: Lo sapevo, tutte le donne mi cadono ai piedi!

AIRI: Non guardarmi così. Io non ti bacio.

JUDA: Umpf! Tale e quale a tuo fratello! Ma prima o poi anche voi cederete al mio fascino! Ora che ci penso, spero contemporaneamente. Ho in mente una cosa a tre…

REI: Juda! Smetti di pensare! Adesso.

JUDA: Non ci riesco…

REI: Fatti spiegare da Shin come si fa (ridacchia).

SHIN: Falla finita! (Si precipita da Julia). Oh, Julia, tu non hai bisogno di trucco, la tua bellezza è naturalmente perfetta…

REI: …Appunto.

JULIA: Ehm…grazie Shin…

SOUTHER: Basta così!

Tutti si congelano sul posto.

SOUTHER: Quelli di Hokuto arriveranno a momenti, e noi dobbiamo farci trovare così?

SHU: Preside Souther… In fondo sono ragazzi…

SOUTHER: Guarda che se sono così rammolliti è colpa tua, che li tratti sempre con i guanti! Stai all’occhio!

SHU: …

Entrano Raoh, Toki, Kenshiro e Jagi.

RAOH: Ciao Souther! Ah questi sono i tuoi allievi…Due ragazzi e quattro ragazze?

SOUTHER: In realtà le tre ragazze sono ospiti, non allieve. Poi c’è Juda che è un caso a parte.

RAOH: Un caso umano!

SOUTHER: Be’, voi avete Jagi…

JAGI: Ehi, state parlando di me?

JUDA: E anche di me!

SOUTHER E RAOH (alzano appena un sopracciglio): Sì. Ebbene?

JAGI (suda freddo): Niente, niente! Era solo per sapere!

JUDA: Giusto! La conoscenza è potere!

TOU (si aggrappa al braccio di Raoh): Raoohh, ciao! Noi facciamo il tifo! Abbiamo anche i ponpon!

RAOH: E tu chi sei?

TOU: Come…Tou.

RAOH: Sì, ho detto: TU chi sei?

TOU: Mi chiamo Tou! Mi hai salvata da un branco di lupi inferociti! Come fai a non ricordarti?

RAOH: Lupi inferociti? Sarà stato un martedì.

TOKI: Alla Scuola di Hokuto funziona così: meditazione sotto la cascata il lunedì, combattere i lupi il martedì, stare tutto il giorno a testa in giù in equilibrio sull’indice sinistro al mercoledì…

KENSHIRO: Perché con l’indice destro è troppo facile!

JULIA (con gli occhi a cuoricino): Oh Ken, come sei forte! Come sei virile!

RAOH: Julia, guarda che anche io faccio gli stessi allenamenti! Ma li faccio meglio! Per il doppio del tempo!

SHIN (si mette in equilibrio sull’indice a testa in giù): Guarda Julia! Starò così tutto il giorno!

JAGI (mette un braccio intorno alle spalle di Airi): Ehi bellezza, che ne dici se molliamo qui questi perdenti e andiamo a farci un giretto io e te?

AIRI: Il più perdente qui dentro sei tu.

REI: E togli le mani da mia sorella!

TOKI (a Shu): Uhm…ma sono sempre così vivaci i vostri ragazzi?

SHU: Eh, cosa vuoi farci, sono giovani…

TOKI: Be’ anche Jagi e Ken sono giovani ma mi sembrano un po’ più facili da gestire dei vostri… Dovrai stargli sempre con gli occhi addosso!

SHU: …

SOUTHER: Sì, ne fanno di tutti i colori appena li perde di vista!

SHU: …

RAOH: Insomma, non eravamo qui per un incontro?

SOUTHER: Hai ragione… Basta perdere tempo! Tutti in palestra.

Tutti si avviano all’interno del dojo.

Nanto Academy – Episode 2

Stavate pensando che avete un insopprimibile bisogno di una nuova dose di sano umorismo cazzaro e bastevolmente nerd? Fortunelli, meno male che arriva una nuova puntata di

Nanto Academy

Genere: Comico, Parodia

Avvertenze: Bieca comicità alla Pozzetto (massimo rispetto)

Episodio 2 di + ∞

Leggi l’Episodio 1

nanto academy

SIGLA

La Sacra Scuola di Nanto, un’antica e venerata istituzione, retta con rigore dal Preside Souther, che seleziona solo i migliori allievi per trasformarli in invincibili Maestri al di sopra di ogni umana debolezza. O no?

EPISODIO 2

Shin, Rei e Juda sono in classe.

JUDA: Ragaaazziii!! Avete visto le mie matite per il trucco?

SHIN: Ma ti pare?

REI: A noi certe cose non interessano.

JUDA: Sono sparite! Non prendetemi in giro! Devono saltare fuori!

REI (allunga lo sguardo sul banco di Shin) Aspetta un po’ Shin…hai scritto sul tuo banco? Shin Cuore Julia…S&J tre metri sopra il cielo…

SHIN (copre il banco con le braccia): fatti i fatti tuoi Rei!

JUDA (corre a guardare anche lui il banco): E lo hai scritto con l’eye pencil Mac numero 19 color pavone profondo! Lo sapevo…Ti odio! Era il colore che mi stava meglio!

Entrano Shu e Souther.

JUDA: Maestro Shu, guardi cos’ha fatto Shin con le mie matite per il trucco!

SHU: …

SOUTHER: Falla finita Juda. Questa storia del trucco è ridicola, questa è un’antica scuola di combattimento letale, non l’istituto per estetiste di Fiumefreddo Bruzio!

JUDA: senti chi parla, quello che tutte le mattine non esce senza mettersi l’eyeliner e il mascara…

SOUTHER: come osi?! Si vede benissimo anche nei flashback che anche da bambino sono sempre stato così! Questo sguardo intenso e queste ciglia foltissime sono tutte naturali…ma cosa mi fai dire?! (si ricompone) In realtà, sono venuto a dirvi che abbiamo organizzato un incontro con gli allievi della Scuola di Hokuto.

TOU (spunta da dietro la lavagna): Davveeerooo? Verrà anche Raoh? (Gli occhi le si trasformano in cuoricini). Ragazze, avete sentito???

(Da dietro la lavagna escono anche Julia e Airi).

SOUTHER: Che diamine c’è dietro quella lavagna, Narnia? Shu, ricordati di darci un’occhiata quando hai tempo.

SHU: …

TOU (saltella e batte le mani): Che bello, sono così felice!

JULIA (con uno sfondo di petali di rosa dietro di lei): Finalmente potrò vedere Ken!

AIRI (sbuffa): Io non sono tanto contenta. Quel Jagi mi ronza sempre intorno.

REI: Non preoccuparti, sorellina. Se ti dà fastidio, gli gonfio la faccia…diciamo l’altra metà (ridacchia).

SHIN: E io difenderò te, Julia, se quel Kenshiro ti importuna!

JULIA: Ma davvero, Shin…non disturbarti…

JUDA: Uffaaa, finalmente arrivano dei bei maschioni nuovi, proprio quando quel cretino di Shin mi ha rovinato le matite per il trucco!

SHIN: Ehi! A chi hai detto cretino?

SOUTHER: Adesso baastaa!!

Silenzio totale. Tutti rimangono immobili, congelati nell’esatta posizione in cui erano quando Souther ha urlato.

SOUTHER: Così va meglio. Cercate di non farmi fare le solite figuracce. Tutti ad allenarsi. Raus!

I giovani escono in fila indiana facendo il passo dell’oca, ragazze incluse.

SOUTHER: Sono molto preoccupato…questi ragazzi non mi sembrano all’altezza.

SHU: Ma no Preside Souther…non deve vederla così nera…

(Si rende conto di quello che ha detto)

SOUTHER: Ma hai visto come si comportano?

SHU: …

SOUTHER: Sembrano un asilo nido, altro che Scuola di Nanto! Mi tolgono il lume degli occhi!

SHU: …

SOUTHER: Ti dico io cosa ci vuole, disciplina! Rigore! Severità! Tu sei troppo tenero con loro! Hai sempre un occhio di riguardo!

SHU: …

SOUTHER: Perché fai quella faccia? Sembra che tu abbia visto un fantasma.

SHU: …

SOUTHER: Bah, a volte non ti capisco… Vai a vedere cosa combinano quei disgraziati. Tienigli gli occhi addosso, mi raccomando!

SHU: … (esce).

Nanto Academy – Episode 1

Bene, bene… Nel post di introduzione alla pubblicazione dei miei racconti, avevo promesso che non avrei postato le mie fanfic.

Si vede che oggi è in comando Pontomedusa Due, perché invece ho cambiato idea.

Consideriamo Nanto Academy una nuova rubrica, che inauguro oggi. Diciamo che si può fare un’eccezione perché non è una fanfic nel vero significato del termine.

Si tratta di una parodia di Ken Il Guerriero. E’ pensato come una sitcom, quindi ogni episodio è autoconclusivo e la serie è potenzialmente infinita.

Non lo considero all’interno della famiglia Narrativa perché non è, uh, narrativa, poi è de ridere quindi si integra perfettamente nel tono generale del blog, e inoltre pubblicare due post Narrativa di seguito non sarebbe chic.

Genere: Comico, Parodia

Avvertenze: Bieca comicità alla Pozzetto (massimo rispetto)

Episodio 1 di + ∞

nanto academySIGLA

La Sacra Scuola di Nanto, un’antica e venerata istituzione, retta con rigore dal Preside Souther, che seleziona solo i migliori allievi per trasformarli in invincibili Maestri al di sopra di ogni umana debolezza. O no?

EPISODIO 1

Shin e Rei sono nel giardino del dojo di Nanto, intenti a meditare sotto il getto di una cascata.

JUDA: Ciao ragazzi, come siete belli, come siete bagnati, cosa fate?

SHIN: Vai via.

REI: Vai via.

JUDA: Ragazzi, non è giusto, non mi fate mai allenare con voi! Sietesoloinvidiosi della mia perfetta bellezza!

SHIN: Hai assolutamente ragione. Adesso vai a mettere lo smalto alle unghie e lasciaci in pace.

JUDA: Ma l’ho già messo! (Mostra una mano con una perfetta french completa di brillantini).

SHIN: È questo il brutto di te. Non ti si può nemmeno prendere in giro.

SHU (entra in giardino dalla porta finestra): Ragazzi, basta perdere tempo! Venite in classe, oggi interrogo!

JUDA: Ma io non ho studiato! Non potrebbe avere un occhio di riguardo?

SHU: …

SHIN: E poi non potremmo fare colazione prima? Non ci vedo più dalla fame!

SHU: …

REI: Io invece sono preparatissimo! Non vedo l’ora!

SHU: …

(Julia, Airi e Tou entrano in giardino).

SHIN (si precipita verso Julia): Julia come stai? Hai dormito bene? Hai già mangiato? Facciamo colazione insieme?

JULIA: … Ciao Shin.

SHIN: Guarda cosa ti ho comprato: una scatola di cioccolatini, due collane, un paio di orecchini, un abito da sera in tre colori così scegli quello che ti piace di più…

JUDA (si precipita anche lui verso le ragazze): Ahhh, ma guarda chi c’è! Ma come siamo carine! Ma non trovate che sia io la più bella creatura di tutto il dojo di Nanto? Ma che dico, di tutto il Giappone? Ma che dico, di tutto il mondo?

JULIA, AIRI E TOU: …

AIRI (con tono di chi si sforza di essere gentile): Be’… mi piacciono le tue unghie…

JUDA (si appiccica a Airi): Tu sì che hai buon gusto dolcezza! Cosa fai stasera? Vuoi venire nella mia stanza a vedere la mia collezione di smalti?

AIRI (imbarazzata): Veramente io…

REI (fa un passo in avanti con aria minacciosa): Stai lontano da mia sorella, o taglio i capelli a tutte le tue Barbie. E sai che per farlo non mi servono nemmeno le forbici.

SHU: Ragazzi, potreste cercare di darvi un contegno? Non vorrei che arrivasse…

Improvvisamente, tutti i suoni della natura cessano. Si alza un vento gelido che fa rabbrividire tutti quanti.
I presenti si voltano verso la porta-finestra ed ecco comparire…

SHU: … il Preside Souther.

SOUTHER: Cosa succede qui? Si batte la fiacca?

Tutti si mettono sull’attenti, incluse le ragazze e Shu.

SOUTHER: Shu, che cos’è questa confusione? Ti avevo detto di tenerli d’occhio!

SHU: …

SOUTHER (rivolto ai ragazzi): Siete una vergogna! Tutti gli studenti più brillanti si iscrivono alla scuola di Hokuto, e a me rimangono solo i somari!

SHU: Non li tratti male, Preside Souther! Per stavolta chiuda un occhio!

(Si rende conto di quello che ha detto)

SOUTHER (scuote la testa): Voglio che vi comportiate come allievi decenti! Shin, ottocento flessioni! Rei, dieci ore a saltare da un palo della luce all’altro! Juda… Uhm, Juda…

JUDA (spalanca gli occhi e sbatte le ciglia): Sì, Preside?

SOUTHER: …Vai via!