Premio curiosità, il modo per farsi i fatti altrui e farsi anche dire grazie

curioso

Ordine e Caos (o Vittorio per gli amici, ma a me piace di più Ordine e Caos, è un nome da supervillain dei fumetti) mi ha nominata per il Premio Curiosità.

Se capisco bene, è il premio per farsi i fatti degli altri blogger. Ormai il sistema lo sapete: bisogna rispondere a delle domande interessanti come un’intervista di Studio Aperto volte a conoscere meglio i nostri colleghi e poi nominare altri 5 tapini fortunati.

Allora procedo con le domande:

1) Come ti chiami realmente? (se vuoi scriverlo)
Ponto è il cognome, Medusa il nome.

2) Qual è la tua vera età?
Sono una 30-something, che come tutti sanno è l’età migliore per una donna perché si passa il tempo a scopazzare allegramente in attesa dell’amore della propria vita.

3) E quella che vorresti avere?
Quella che ho, per gli stessi motivi esposti sopra.

4) Qual è l’ultimo SMS che hai ricevuto?
Un’offerta da parte della TIM volta a convincermi che pagare il doppio di quanto spendo adesso per avere dei servizi che non mi servono sia un affarone.

5) Com’è stato il tuo primo bacio?
Meglio di quanto pensassi.

6) Cos’hai sognato stanotte?
Non mi ricordo mai i sogni. Gli unici che mi ricordo sono quelli che faccio quando mi sveglio perché mi scappa la pipì, ho troppo sonno per alzarmi, allora mi riaddormento e sogno che vado in bagno ma la porta non si chiude ed entrano gli estranei e quindi non la posso fare. Ad libidum finché fra un sogno e l’altro non mi decido a alzarmi dal letto e fare quello che va fatto.

7) Domani parti: dove vai?
Per un pelo non devo rispondere: la Cina. Quando sei obbligato a attraversare mezzo mondo a intervalli regolari, restare a casa diventa un’opzione molto desiderabile.

8) A cosa stai pensando?
A come rispondere a queste domande in maniera spiritosa. Mi sa che sto fallendo.

9) Cosa farai stasera?
Voglio leggere l’ultimo romanzo su Dexter e fare almeno un cruciverba a mosaico. Ma probabilmente cazzeggerò su Internet senza meta finché il sonno avrà la meglio su di me.

10) Se potessi incontrare dal vivo solo un blogger, chi sceglieresti? Perché?
Benedict Cumberbatch. Che dite? Non è un blogger? E’ un attore? Eh, ma io voglio incontrare lui!

cumberbatch

…e chiamatemi scema.

Bene, e adesso è il momento delle nomination:

1) Soggetto Ventuno, giusto per capire che fine ha fatto (secondo me lo hanno rapito gli svizzeri).

2) Benguitar

3) The importance of being improbable

4) Sex and the Cit Turin

5) Lupokattivo, che con l’ultimo award se l’è sfangata dicendo che non legge. Stavolta sosterrai di soffrire di amnesia e non ricordarti chi sei?

 

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Di sopravvivenza, boy scout e scarafaggi

Adesso vanno di moda i programmi sulla sopravvivenza. Cioè, dei tizi vengono abbandonati in un posto dimenticato da Dio (di solito lanciati da un elicottero, che fa più estremo) e devono sopravvivere finché non ritrovano la civiltà.

Ovviamente, i protagonisti di queste trasmissioni non sono ragionieri con la panzetta e l’abbronzatura fosforescente (cioè così bianchi che brillano al buio): sono sempre ex Marines, ex Swat, ex qualcosa.

Bear Grylls, il santo patrono di questa categoria, è un ex boy scout, per dire.
Io in realtà ho questa idea dei boy scout che vanno a fare le gite in montagna e passano le serate intorno al fuoco cantando “Quel mazzolin di fiori”, e raccontandosi le barzellette (ma non quelle sporche, che i boy scout di base sono un gruppo di ispirazione cristiana).
Ma sicuramente quelli che ho in mente io sono i boy scout italiani: evidentemente i boy scout inglesi passano i weekend a scuoiare capre con il solo aiuto di un coltellino svizzero e ad essere istruiti sul contenuto proteico dello scarabeo stercorario.

Sì, perché la principale caratteristica di Bear Grylls è che ad ogni puntata, per contratto, deve mangiare almeno un insetto o generico artropode.
Lui magari sta in un paradiso pieno di palme da dattero, alberi da frutto, cespugli di more, eppure sostiene di avere assolutamente bisogno di proteine per andare avanti, e l’unica fonte di proteine che riesce a trovare è, regolarmente, un insetto.
Se per caso trova uno scoglio ricoperto di telline, cozze e vongole, sosterrà di non poterle assolutamente mangiare perché hai visto mai che ci sia la salmonella in questi frutti di mare raccogliticci, e si butta sul primo scarafaggio che passa di lì.
Su cosa beve per accompagnare il lauto pasto, preferisco stendere un velo pietoso; sappiate però che fa rima con Mimì.

"La parte migliore dello scarabeo stercorario è lo sterco: lega benissimo con l'aroma fruttato della Mimì!"

“La parte migliore dello scarabeo stercorario è lo sterco: lega benissimo con l’aroma fruttato della Mimì!”

Contento lui. Ma perché a noi piace guardarlo?
Forse perché l’uomo primitivo che c’è in noi si ribella a questo mondo in fondo facile, dove la selvaggina si compra già macellata in pratiche vaschette di polistirolo e la cosa più vicina ad un duello che ci può capitare è fare il dito medio a uno che ci ha tagliato la strada in macchina.

E forse, lanciarsi dagli elicotteri e nutrirsi di scarafaggi a volte sembra meno logorante delle code in tangenziale e delle preoccupazioni per il mutuo.