Di golden retriever, dignità e morte per inedia

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Lui ti ha lasciata per rimettersi con la ex che aveva spergiurato di non vedere più, o per la tua migliore amica, o per un uomo, o per un golden retriever.

Sai benissimo che il rispetto per te stessa e la dignità ti impongono di non chiamarlo.

Tuttavia, una sera solitaria, continui a prendere in mano il telefono, cliccare il suo nome sulla rubrica, e poi tornare indietro.

A ogni ripetizione, senti che la determinazione cala un po’, e prima o poi toccherai il tastino verde “Chiama numero”.

NON FARLO.

Alcuni metodi per aiutarti a perseverare nella tua decisione di preservare la tua dignità:

1) METODO:
Lascia il telefono in cucina e poi incatenati al termosifone della camera da letto. Getta la chiave dalla finestra per evitare la tentazione di liberarti.
CONTROINDICAZIONI:
Morte per inedia. O, forse peggio, una situazione alla Gioco Di Gerald.

2) METODO:
Butta il telefono nel water.
CONTROINDICAZIONI:
Alte probabilità che il water si intasi. Tuttavia potrebbe rivelarsi un vantaggio, cercare di sturare il water vi aiuterà a dirottare i pensieri.

3) METODO:
Prova a ricaricare il cellulare nel microonde.
CONTROINDICAZIONI:
Possibilità di esplosioni. Certezza di essere giudicata una deficiente da tutti quelli che vi conoscono.

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A Pontomedusa si blocca la scrittura

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Quando le cose mi vanno bene, quando, per esempio, mi piace un ragazzo a cui piaccio anch’io, che non si limita a intontirmi di messaggi su Whatsapp ma ogni tanto mi chiede anche di uscire, e che se proprio deve portarmi dal kebabbaro almeno non mi chiede di pagare la mia parte del conto, mi si blocca la scrittura.

In fondo è normale: quando le cose vanno male, è facile scriverne post ficcanti ispirandosi al sempiterno Fantozzi. Ma quando va tutto bene, non ci sono argomenti.
D’altronde, anche nella narrativa è la mancanza, il conflitto, che fa svolgere la storia. Quando tutto va a posto, la storia finisce, e i protagonisti possono vivere felici e contenti per conto loro, che a noi non interessa per niente vedere il Principe Azzurro che porta i figli a vedere il film di Peppa Pig nel cinema del centro commerciale mentre Biancaneve ne approfitta per fare un salto al super, che sono finiti i Pandistelle.

Dobbiamo dunque sperare che succeda presto qualcosa che faccia incazzare Pontomedusa, la getti nella più nera disperazione e risvegli i suoi più bassi e malvagi istinti, quelli che le fanno scrivere post cattivelli e dispettosi che però portano la gioia in tanti cuori.

Perché alla fine, ammettetelo, siete cattivelli e dispettosi pure voi, lettori miei, altrimenti non leggereste questo blog ridendo sotto i baffi in ufficio invece di compilare un foglio Excel sul consumo della carta igienica aziendale nell’ultimo mese.

Fanno eccezione quelli che continuano ad arrivare qui cercando Zoofilia e simili, ma di loro non voglio parlare. Sicuramente siete rimasti delusi, cari miei, ma se volete c’è qualche fanfic su My Little Pony a cui vi potrei indirizzare.

Di segreti, beata ignoranza e zoofilia

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Se siete timidi, le ricerche fatele con Google. Google sa mantenere un segreto.

Dovete infatti sapere che WordPress mi permette di vedere come i visitatori sono arrivati al Blog (con la B maiuscola, che il Blog di Pontomedusa è Uno e Supremo) e, nel caso di motori di ricerca, in teoria dovrebbe dirmi anche quali sono le parole cercate.
In teoria: perché Google è un motore di ricerca riservato, che rispetta la privacy, e oscura le chiavi di ricerca.

Capirete che per una povera Aspirante Blogstar (sempre maiuscolo, come Turris Eburnea, Rosa Mistica, Stella Maris) questo è un bel guaio.
Mi farebbe comodo sapere cosa cerca la gente che finisce sul mio blog: “Souther Hokuto No Ken” è una buona chiave, significa che è arrivato un visitatore che potrebbe davvero trovare il blog interessante e iniziare a seguirlo; “Ricetta Scarafaggio Alla Marocchina” invece è brutto segno, la persona in questione cercava tutt’altro ed è capitata sul Blog per una casuale combinazione di parole sparse nei vari post, e probabilmente se ne è andata subito per non tornare mai più (anche se una persona che ha in mente di cucinare scarafaggi per cena potrebbe trovare dei punti di interesse qui; è proprio sicuro di volere andare via, Signor Cuoco di Scarafaggi?).

Capirete quindi che questo fatto delle chiavi di ricerca oscurate mi fa girare le palle turba un po’; almeno, è stato così fino ad oggi, quando qualcuno è arrivato con una ricerca tramite Virgilio e ho quindi potuto vedere cosa cercava: “Racconti Oggi Ho Fatto Un Pompino Al Mio Cane”.

Ora: i Racconti sono i miei, il Pompino è quello metaforico dei Liebster Awards e il Cane è quello di Bastianich che mi ha mangiato il manoscritto, ma il punto è che, sapendo che in Italia c’è uno zoofilo amante dei racconti erotici, ho perso quasi tutta la fiducia nell’umanità in quanto tale, e l’idea di una bella Apocalisse con annessa fine del mondo mi sembra parecchio invitante.

Adesso capisco che l’ignoranza è beata, e ringrazio Papà Google che mi nasconde chissà quali scempi per non bloccarmi la crescita.