In cucina con Pontomedusa: il purè di patate

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Tanto per cominciare, bisogna cuocere le patate.
Avete due opzioni:1) Il suppostone blu, il metodo classico: farle lessare per almeno un’ora, rabboccando l’acqua di tanto in tanto altrimenti si asciuga tutta e poi il fondo del pentolino si brucia e vostra madre vi grida, come accadde a me nel lontano 1995, o
2) La pillolina rossa, il metodo Pontomedusa: 7/8 minuti nel microonde, a seconda delle dimensioni delle patate, e passa la paura.

Una volta cotte, le patate devono essere sbucciate. Ancora una volta, avete due opzioni:
1) Il suppostone blu, il metodo classico: tutto parte dalla teoria che la buccia della patata sia facile da tirare via a mani nude, ma solo se la patata stessa è rovente. Il metodo classico quindi prevede che ci si ustioni, palleggiando la patata da una mano all’altra, nel tentativo di togliere la buccia. Tanto ne rimane sempre un po’ che va comunque tolta col coltello.
2) La pillolina rossa, il metodo Pontomedusa: raffreddate le patate sotto l’acqua e pelatele col coltello, tanto chi volete che lo venga a sapere?

Schiacciate le patate con una forchetta e mettetele in un pentolino con un po’ di burro. Aggiungete latte un po’ per volta fino a raggiungere la consistenza desiderata. Mettete nel piatto e mangiate!

Ora, vi chiederete: ma perché Pontomedusa nonostante tutto sceglie il suppostone blu, cioè fare il purè in casa, anziché la pillolina rossa, cioè comprare la polverina istantanea al supermercato?
Perché Pontomedusa giustifica il costo e gli additivi dei cibi pronti solo quando sono veramente istantanei, che per me significa “li butto nel microonde e dopo un tot sono pronti”. La polverina va comunque sciolta nel latte, quindi bisogna accendere il fornello, sporcare un pentolino…e allora tanto vale.

Buon appetito!

In cucina con Pontomedusa: la Peperonata Semaforo

In TV ci sono solo programmi di cucina: Bake off, Cuochi e fiamme, Cucine da incubo, Masterchef… E io chi sono, la figlia della serva?
Ecco quindi che Pontomedusa inaugura una nuova rubrica di cucina, però vi avviso: io più che a Benedetta Parodi somiglio a Gordon Ramsey.

gordonAllora, oggi faremo un piatto leggero e dietetico: la peperonata.

Come? Non vi risulta leggera? Ma vi sbagliate, il peperone ha 22 calorie per 100 grammi, ed è anche ricco di vitamina C. E’ perfetto per rimanere snelle e pheeghe finché non troveremo il Principe Azzurro, dopo di che potremo svaccare e inquartarci come porchette d’Ariccia.

Se non lo digerite, è colpa della buccia, che è composta al 98% da cellulosa: praticamente è come mangiare un foglio di carta. E se vi mangiate un quinterno protocollo, vi pare strano poi di non avere digerito?
La semplice soluzione, quindi, è togliere la buccia al peperone. Dopo avere tentato tutti i metodi consigliati dai grandi chef, Pontomedusa ha scelto la semplicità: lo sbuccia a crudo, come una mela.
Così facendo rimarrà probabilmente qualche pezzettino di buccia, ma non abbastanza da turbare il vostro stomaco; e poi siete a casa vostra, se il peperone non è completamente pelato non è che arriva Carlo Cracco e vi sputa in faccia!

Quindi, sbucciate i peperoni, togliete il centro (che si vede a occhio nudo che non è buono da mangiare, ma devo dirvi tutto io??) e tagliateli a pezzettini.
A me piace usare peperoni di diversi colori, magari uno rosso, uno giallo e uno verde, così abbiamo anche il titolo per il nostro piatto: Peperonata Semaforo.

Mettete un cucchiaio di olio in una padella antiaderente (Pontomedusa usa solo padelle antiaderenti, e in realtà ogni tanto riesce a bruciare la roba pure con quelle) e fate un soffrittino con peperoncino e un po’ di cipolla tritata (comprata surgelata, mica pensate che mi metta a tritare la cipolla, che fa anche male agli occhi) o uno spicchio d’aglio intero, che poi eliminerete: che va bene che, se siete come Pontomedusa, siete single quindi non vi dovete preoccupare degli effetti collaterali, ma proprio mangiarsi l’aglio intero mi sembra eccessivo, anche per me che vengo dalla patria della bagnacauda.

Quando il soffritto è bello dorato, buttate i peperoni e cuocete a fiamma media mescolando di tanto in tanto.
Io in realtà non ho voglia di stare lì a mescolare, quindi baro e metto mezzo bicchiere d’acqua per non farli attaccare.
A volte metto il coperchio e altre no, in base a come mi gira, quindi fate un po’ come vi pare.

Quando vi sembra cotto, probabilmente lo è. Salate, impiattate (nel mio caso significa travasare brutalmente dalla padella al piatto, ma se volete tentare qualcosa di sfizioso sbizzarritevi pure) e mangiate.