L’aragosta single

lobster

Avvertenza: questo post contiene SPOILER, che lo rendono più aerodinamico, quindi attenzione ai colpi d’aria, che poi vi viene il torcicollo.

Immaginate un mondo in cui è vietato essere single, in cui tutti appena raggiunta la maggiore età si gettano alla affannosa ricerca di un partner, in cui i matrimoni finiscono esclusivamente per vedovanza o perché uno dei due ha trovato un altro, altrimenti continuano a trascinarsi stancamente per anni.

Che dite? E’ il nostro mondo? Be’ un po’ sì. Qui andare da soli in qualunque posto (ristorante, museo, hotel, cinema) si porta dietro una stigma di disapprovazione e vergogna, se le donne vanno in giro da sole si dà per scontato che vengano molestate (riportato tale e quale anche nel film in questione…take a minute to think about it), se sei single tutti ti chiedono cosa aspetti a sistemarti o si domandano quale tara nascosta avrai, che non riesci a trovarti uno straccio di compagno/a… però almeno a noi non ci trasformano in animali se non riusciamo a trovare la nostra metà.

Nel mondo di The Lobster, invece, sì.

Tutti i single vengono portati in un hotel dove devono trovare un compagno entro 45 giorni. Chi non ci riesce, viene trasformato in animale (però può scegliere quale).
Gli animali vengono rilasciati nel vicino boschetto (quindi a tutti gli effetti diventa un boschetto dove c’è un fottio di animaletti un po’ matti), dove trovano rifugio anche i single che sono riusciti a fuggire prima della trasformazione. Gli ospiti dell’hotel escono quotidianamente a caccia di questi Solitari, e per ogni Solitario che riescono a catturare ottengono un giorno in più di permanenza all’hotel.
Va da sé che questo bosco ha un che di surreale, con selvagge cacce all’uomo mentre sullo sfondo si aggirano non solo conigli e lupi (e passi), ma anche pavoni, cammelli, pony biondini.

Nell’hotel è vietato masturbarsi, pena avere la mano infilata in un tostapane, in compenso è obbligatorio farsi stimolare dalla cameriera che si interrompe sempre sul più bello: questo per stimolare gli ospiti a procacciarsi al più presto un partner sessuale.
Inoltre, si dà per scontato che due persone, per stare bene insieme, debbano avere qualcosa in comune: una passione, un handicap, un modo di vedere le cose. Eh sì, perché se due persone annunciano di essersi messe insieme, non solo devono spiegare perché vanno d’accordo, ma sono messe alla prova per un mese in cui devono dimostrare che si amano davvero, se no devono ricominciare da dove sono partiti.
L’amico del protagonista, per esempio, che a quanto pare è svantaggiato avendo una leggera zoppia, per sedurre una ragazza che ha spesso emorragie nasali finge di avere lo stesso problema, dando capate a destra e a manca quando lei non guarda, in modo da perdere sangue dal naso come lei.

Il protagonista, David, vede il suo tempo ormai agli sgoccioli e decide di conquistare La Donna Senza Cuore, fingendo di essere anche lui privo di sentimenti. Le cose vanno abbastanza bene finché lei, decisa a metterlo alla prova, gli uccide il fratello, che David si era portato dietro sotto forma di cane perché era stato trasformato anni prima, dopo avere fallito nel tentativo di trovare una compagna.
David non riesce a nascondere le lacrime e lei decide di denunciarlo alla direzione dell’hotel; David però riesce non solo a sfuggire alla ormai ex-compagna, ma addirittura, grazie all’aiuto della cameriera (un’infiltrata dei Solitari), a catturarla e trasformarla in animale, così impara.

A questo punto David deve scappare, e si unisce ai Solitari. Capisce però che è come finire dalla padella alla brace, perché qui è assolutamente vietato avere qualunque tipo di relazione amorosa, pena il Bacio Rosso, cioè il taglio delle labbra, o il Sesso Rosso, che è meglio non approfondire cosa sia.
E giustamente David, che nelle relazioni come Pontomedusa è un vero fortunello, ora che è in un posto dove è vietato avere storie d’amore che fa? Si innamora, e pure ricambiato! Di una ragazza che è miope, come lui. Perché, come detto, qua se non c’è un tratto in comune non si pensa che due persone possano stare insieme, un po’ come le affinità calcolate dai siti di dating, praticamente, portate all’estremo.

La Leader dei Solitari scopre la tresca, e porta la ragazza di David in città per correggere la sua miopia col laser. In realtà già questo sarebbe un piano geniale, perché una donna che ci vede bene, secondo i loro cervelli bacati, non può amare un miope, e quindi distruggerebbe la loro relazione; ma siccome la Leader è proprio cattiva, corrompe l’oculista perché accechi la poveretta.

David, quando lo scopre, decide di fuggire comunque con l’amata, ma prima si vendica della Leader lasciandola legata in una fossa, in modo che i lupi la divorino.
Finalmente David e la sua ragazza arrivano in città e potrebbe essere un lieto fine, ma…
…ma una cieca e un miope non possono amarsi, no? E quindi David, dopo essersi fatto mostrare tutte le parti di lei che preferisce, per imprimersele bene nella mente, va a cavarsi gli occhi con un coltello, mentre lei aspetta tranquilla bevendo acqua minerale.

…e vissero tutti felici e contenti.

 

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Di paradossi temporali, ermafroditi e confusione mentale

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Avvertenza: questo post contiene SPOILER, che lo rendono più aerodinamico, quindi attenzione ai colpi d’aria, che poi vi viene il torcicollo.
Dico sul serio: non leggete questo post se non avete già visto
Predestination o letto il racconto da cui è tratto, Tutti voi zombie.

Un agente cerca di disinnescare una bomba ma non ci riesce, e l’esplosione gli dà fuoco alla faccia. In preda al dolore, cerca di raggiungere una custodia da violino: un’altra persona gliela avvicina, e appena l’agente riesce a toccarla si smaterializza.

Si sveglia tutto fasciato in un ospedale futuristico. Gli spiegano che la sua faccia non sarà più la stessa e che c’è anche un danno alle corde vocali, ma comunque presto si riprenderà abbastanza da compiere l’ultima missione. Il medico appunta anche sulla cartella che ci sono segni di danni mentali, ma non ne fa parola al paziente. Il protagonista è infatti un agente temporale, che cerca di impedire a un terrorista attivo negli anni ’70, Fizzle Bomber, di compiere le sue stragi.

Tolte le fasciature, scopriamo che l’agente è Ethan Hawke con la faccia un po’ rovinata dalle cicatrici. Dopo poco tempo, però è tornato abbastanza caruccio da trasportarsi, tramite la custodia di violino che in realtà è una macchina del tempo portatile, negli anni ’70, dove lavora sotto copertura come barman.

Uno degli avventori è un tizio che sembra una donna. Anzi, secondo me è proprio una donna. Infatti, dopo un po’ di conversazione, arriva la rivelazione: è proprio una donna!

Ah vabbè, se va avanti così, pensa Pontomedusa. Ma una volta tanto si sbaglia.

Comunque, noi volevamo vedere un film di fantascienza e invece ci troviamo proiettati in un feuilleton.

Negli anni ’50, Tiziochesembraunadonna è appunto una bambina, abbandonata di fronte a un orfanotrofio. E’ una bambina bruttina, manesca e molto intelligente. Giunta alla maggiore età, un ufficiale governativo, il Signor Robertson, le offre un lavoro come prostituta spaziale: le donne infatti in quegli anni non possono fare gli astronauti, ma c’è un nuovo innovativo programma per portarle nello spazio in modo da fornire “compagnia particolare” agli astronauti.

Sembra incredibile, ma Tiziocheèancoraunadonna desidera questo lavoro da morire, tanto è il suo desiderio di andare nello spazio. Si fa però coinvolgere in una rissa, e per questo viene espulsa. In realtà, Pontomedusa sospetta che il vero motivo stia negli esami medici, visto che il dottore accenna al Signor Robertson che i risultati mostrano che la ragazza non può fare parte del programma (nota per gli sceneggiatori: Tiziocheèancoraunadonna non ha assisitito a questo avvenimento, e visto che questo flashback è un suo racconto, è legato al suo punto di vista, quindi non dovreste mostrarci cose che lei non sa…vabbè, mettetevi un appunto per il prossimo film che scriverete).

Tiziocheèancoraunadonna va quindi a fare le pulizie per mantenersi, mentre la sera va a scuola di buone maniere nella speranza che il Signor Robinson la faccia riammettere nel programma.
E qui conosce un uomo, di cui non vediamo il volto né sentiamo la voce (qui Pontomedusa avrebbe dovuto insospettirsi, ma a volte è davvero ingenua) che dopo un po’ sparisce nel nulla.
Poco dopo il Signor Robertson torna da lei per proporle un lavoro da agente temporale, ma Tiziocheèancoraunadonna scopre di essere incinta, e così va tutto in merda.

Tiziocheèancoraunadonna partorisce col cesareo, ma quando si risveglia dall’intervento viene informata che i medici, operandola, hanno scoperto che è un ermafrodita, con gli organi maschili rimasti all’interno dell’addome. Poiché a causa di un’emorragia massiva hanno dovuto asportare utero e ovaie, hanno pensato bene di sottoporla a un intervento di riassegnazione del sesso al volo, senza informarla, utilizzando i suoi organi maschili ancora intatti.
Ora, a voi questa sembrerà forse una cagata spaziale (per rimanere in tema), un’esagerazione che, anche in un racconto di fantascienza, minaccia seriamente la sospensione dell’incredulità.
Ma meno male che invece c’è Pontomedusa che vi impara le cose, e vi racconta che negli anni ’60 ci fu il caso di un bambino il cui pene fu irrimediabilmente danneggiato da una circoncisione malfatta, e i medici ebbero la bella pensata di terminare il lavoro costruendogli una bella vagina e riconsegnandolo ai genitori dicendo loro di trattarlo da bambina e somministrargli estrogeni quando fosse arrivata l’età dello sviluppo sessuale.

Quindi insomma, Pontomedusa non si scompone.
Tiziocheadessoeffettivamentenonèpiùunadonna invece un po’ sì, comprensibilmente, ma si scompone ancora di più quando sua figlia viene rapita da ignoti, e mai più ritrovata.
Dopo quasi un anno, la riassegnazione del sesso è completa, e Tiziochesembraunadonnaeorasappiamoperché, dopo le prime difficoltà, comincia a guadagnarsi da vivere scrivendo confessioni di vita vera per una rivista tipo Intimità con lo pseudonimo di Ragazza Madre, nutrendo un odio profondo per l’uomo che l’ha sedotta e messa incinta, dando inizio a tutta la catena di eventi che ha distrutto tutte le possibilità di realizzare i suoi sogni.

Il Barista gli fa una proposta: lo porterà di fronte a quell’uomo e lui potrà ucciderlo, e se lo farà potrà diventare un agente temporale.
Il modo è semplice: il Barista porterà Tiziochesembraunadonna indietro al momento in cui i due si sono conosciuti. Qui Pontomedusa finalmente recupera le sue facoltà mentali, complice anche il fatto che diversi personaggi canticchino I am my own granpa (il paradosso temporale per eccellenza) e dice: non è che il seduttore è proprio lui stesso, e che il Barista lo sta portando sul luogo dell’incontro proprio perché il destino si compia?

E infatti.

Mentre Tizio consuma la sua storia d’amore con sé stesso (ma non si configura come incesto? brrr), il Barista torna indietro a prendere la loro bambina. Qui ha una conversazione con il Signor Robertson che gli dice che lui è l’agente temporale migliore perché è egli stesso frutto di un paradosso temporale. A questo punto Pontomedusa, che veramente quella sera non era molto brillante, pensa che potrebbe essere la figlia di Tizioancoradonna&Tiziononpiùdonna, ma è un maschio, quindi come è possibile? L’amica che è andata al cinema con Pontomedusa si rivela ben più sveglia di lei dicendole Vedrai che rapisce la bambina e la porta sulla soglia dell’orfanotrofio! E infatti va proprio così, Tizio è il proprio padre, madre e figlia. Aiut.

Il Signor Robertson mette anche in guardia il Barista dal fare un uso troppo spregiudicato dei salti nel tempo, visto che alla lunga possono causare deliri e demenza, e lui comincia già ad avere i primi sintomi.
Il Barista fa ancora un salto per aiutare il sé stesso ustionato avvicinandogli la custodia/macchina del tempo, va a recuperare Tiziononpiùdonna in modo che abbandoni Tizioancoradonna e diventi il migliore agente temporale di sempre…migliore qua, migliore là, aspetta…no, Pontomedusa stasera proprio non ce la fa.
Devono proprio metterle i sottotitoli per farle capire che il Barista è sempre Tizio, prima dell’esplosione non lo avevamo visto in volto e lo avevano ben detto che la sua faccia e la sua voce non sarebbero mai più state quelle di prima…ma oh, Pontomedusa quando ci si mette è di coccio.

Il Barista intanto, avendo assicurato la sua stessa esistenza, si rassegna ad andare in pensione, chiedendo di essere mandato pochi giorni prima dell’ultimo attentato di Fizzle Bomber.
Giusto, perché noi credevamo che il fulcro del film fosse catturare ‘sto terrorista, invece il film è quasi finito e niente.

No, aspetta: la macchina del tempo in sua dotazione dovrebbe essere disattivata, ma per un errore questo non avviene. Il Barista la vede come un’occasione per continuare la sua indagine sul bombarolo, ma esaminando meglio le prove gli viene un sospetto, che è già venuto anche a Pontomedusa (finalmente!): Fizzle Bomber è un sé stesso più vecchio, completamente rimbambito dai viaggi nel tempo, che fa saltare in aria la gente per prevenire delle tragedie che lui sa accadranno (il fatto che collateralmente faccia morire più gente di quella che sarebbe morta nella timeline originale non raggiunge il suo cervello ormai bacato).

Il Barista uccide il Bombarolo e previene così l’ultimo attentato. Ma non sarebbe meglio uccidere anche sé stesso, impedendo così tutti gli attentati precedenti?
Questo agli sceneggiatori non è venuto in mente. O magari, tornato a casa, il barista si limiterà a segnalare la mancata disattivazione della custodia, impedendosi così di viaggiare ancora nel tempo e fare casino.
Comunque il film è finito e noi abbiamo tutti mal di testa. Però siamo anche felici, perché abbiamo visto una cosa bella.

Di amnesie, viaggi nel tempo e protagonisti più tonti di Homer Simpson

butterfly

Avvertenza: questo post contiene SPOILER, che lo rendono più aerodinamico, quindi attenzione ai colpi d’aria, che poi vi viene il torcicollo.

The Butterfly Effect inizia che sembra I Goonies: abbiamo questo gruppetto di ragazzini amici per la pelle, Evan il protagonista, Lenny il ciccione imbranatello, Tommy quello un po’ stronzo, e la sua sorellina Kayleigh a soddisfare il Principio di Puffetta.

Certo, c’è qualche variazione inquietante.
Il padre di Kayleigh e Tommy obbliga Evan e la figlia a girare video pornografici.
Il padre di Evan è in manicomio e capiamo perché quando, durante una visita, cerca di strangolare il figlio, e per fermarlo le guardie lo uccidono davanti al bambino.

Con questa situazione, non stupisce che Evan soffra di amnesie e faccia cose strane come farsi trovare con un coltello in mano e lo sguardo perso nel vuoto, o si impali le mani con dei punteruoli davanti alla maestra.
La madre lo manda, comprensibilmente, da uno psicologo, che probabilmente ha preso la laurea coi video di Youtube, perché manco si rende conto degli abusi di cui è vittima Evan.
Comunque forse non è tutta colpa sua perché, come vedremo, l’origine dei disturbi di Evan è soprannaturale. Soprannaturale! Uh! Ah, forse non avrei dovuto dirvelo adesso; forse voleva essere un colpo di scena? Be’, però lo sapevate da prima che era un film di fantascienza, quindi avreste dovuto aspettarvelo, no? Oh, insomma, andiamo avanti.

Per fortuna, Evan può dimenticare un po’ le sue disgrazie giocando con i suoi amichetti; insieme si dedicano a classiche attività ludiche dell’infanzia quali mettere della dinamite in una cassetta della posta (purtroppo causando la morte di una donna e del suo bambino neonato, ma sono contrattempi che possono capitare) e dare fuoco ai cani (come fa Tommy col cane di Evan).

Grazie agli dei, Evan si trasferisce e lascia questa gabbia di matti; stranamente, basta questo per porre fine alle sue amnesie e diventare un ragazzo normale, tanto che qualche anno dopo lo ritroviamo all’università.
Kayleigh invece è una cameriera spiantata e Lenny è diventato una specie di ritardato a causa del Trauma (visto che è stato lui a mettere materialmente l’esplosivo nella cassetta della posta), ma queste cose Evan ancora non le sa, visto che ha tagliato da anni i ponti coi suoi amici di infanzia disturbati.
Evan sta rileggendo i suoi diari, e scopre che tramite essi può tornare indietro nel tempo, possedendo il suo corpo di allora. Capito? Le amnesie erano i momenti in cui il suo Io adulto tornava nel passato! Cioè, praticamente Evan si sta traumatizzando da solo, non bastassero tutte le sciagure che già gli sono capitate.
Se cambia qualcosa, solo Evan ricorda tutte le linee temporali, mentre gli altri non si rendono conto che il passato sia stato cambiato, e per loro l’unica realtà è quella attuale.

Capiamo anche che il padre aveva gli stessi poteri di Evan, e per questo è finito in manicomio. Questo già non fa ben sperare, e se Evan fosse un pochino intelligente dovrebbe arrivarci da solo che forse non è il caso di sfruttare queste capacità, ma viene a sapere che Kayleigh si è suicidata, e la morte della fidanzatina delle medie che Evan non si cagava più da anni a quanto pare è sufficiente per gettare alle ortiche tutte le obiezioni dettate dal buon senso e viaggiare nel passato per cambiare le cose.

Ora: lo sanno tutti che cambiare il passato porta sempre guai, si è visto anche in una puntata dei Simpsons:

Insomma, Evan è più scemo di Homer, e decide quindi di tornare indietro e dare al padre di Kayleigh del porco pedofilo, in modo che li lasci stare.
Quando torna indietro, Evan si trova fidanzato con Kayleigh, ora sua compagna all’università; Lenny probabilmente è nello stesso stato di prima, comunque non lo vediamo, e poi a chi gliene frega di Quello Ciccione?
Purtroppo però Tommy è diventato ancora più psicopatico di prima perché è stato l’unica vittima degli abusi del padre (voglio dire, nella timeline precedente dava fuoco ai cani vivi, quindi già prima non è che fosse messo tanto bene), e aggredisce Evan con una mazza da baseball dopo averlo visto con la sorella.
Evan si sente coglionato perché l’unica arma a sua disposizione è lo spray al peperoncino, ma in qualche modo riesce a sconfiggere Tommy, anzi, forse esagera un po’, perché lo uccide.
Spray al peperoncino uno, mazza da baseball zero!

Pur trattandosi palesemente di legittima difesa, senza nessuna spiegazione, Evan finisce in galera. Non gli fanno nemmeno il processo. Inoltre, Kayleigh lo odia per avere assassinato suo fratello (di nuovo, il fatto che si sia solo difeso a quanto pare vale come il due di picche quando la briscola è cuori).

Evan decide che stare in galera in mezzo ai galeotti stupratori non gli piace tanto, e decide di cambiare di nuovo il passato per mettere tutto a posto.
E cosa gli dice la sua mente da scienzià? Di tornare a quando Tommy diede fuoco al suo cane, per consegnare a Lenny un punteruolo da usare per tagliare il sacco in cui il cane è stato rinchiuso da Tommy.
Ci stupisce che, nella collutazione che ne segue, Lenny finisca per pugnalare Tommy? No, però noi non siamo scienzià.

Evan quindi rimane molto sorpreso quando torna nel presente e scopre che Lenny è impazzito completamente ed è rinchiuso in manicomio, mentre Kayleigh per il dolore della perdita del fratello è diventata una prostituta tossica.

Chiaramente lasciare le cose così non ha senso, quindi tanto vale farsi un altro viaggetto. Prima di tutto Evan va nel passato per dare un salutino al padre, che capisce che sta parlando col figlio adulto (anche se nel suo corpo di bambino) e, comprendendo che anche il figlio ha il Potere, cerca di ucciderlo.
La reazione del padre non fa venire a Evan il minimo dubbio sul fatto che forse dovrebbe lasciare perdere questa storia dei viaggi nel tempo, e il ragazzo torna indietro per impedire lo scherzone della dinamite nella cassetta della posta che ha causato la morte della donna e del bambino. Vediamo Evan correre verso la cassetta pochi secondi prima dell’esplosione, gridando alla donna di stare lontana, e…

Evan torna al presente.
Kayleigh sta benone, Lenny pure, persino Tommy è diventato un bravo ragazzo timorato di Dio. Cosa potrà esserci mai che non va?
Mah, secondo voi cosa potrebbe succedere a un bambino che tende le mani verso una cassetta della posta due secondi prima che esploda? Eh, esatto. Evan ha perso le braccia. E’ anche sulla sedia a rotelle, anche se in questo caso non ho capito perché (quando la deflagrazione l’ha lanciato lontano, magari ha battuto la schiena e si è rotto una vertebra? Mah, non viene mai spiegato, comunque l’importante è rappresentare l’apoteosi della sfiga).
Ovviamente Kayleigh non può mica stare con un povero paraplegico amputato sfigato, e quindi si è messa con l’ora brillante Lenny. E’ chiaro che Evan rosica da morire, però dobbiamo dargli credito: è un bravo ragazzo, e sarebbe disposto a sacrificarsi e ad accettare questo presente dove tutti gli altri sono felici, se non fosse che, come se non avesse già abbastanza guai, sua madre, a causa del dolore per l’incidente del figlio, ha cominciato a fumare e, manco a dirlo, adesso ha il cancro. Ora, la maggior parte dei fumatori comincia intorno ai quindici anni, secondo la logica del film dovrebbero essere tutti morti prima dei trentacinque anni, cosa che aneddoticamente non mi risulta.
O forse Evan porta veramente tigna.

Insomma, Evan torna di nuovo al fattaccio della molestia sessuale, e decide di minacciare il padre di Kayleigh con la dinamite: in questo modo, nella sua testa, Kayleigh non sarà molestata e la dinamite non potrà essere usata per lo scherzo della cassetta della posta.
Però, manco a dirlo, succede un casino, e va a finire che la dinamite esplode uccidendo Kayleigh.

Nel presente, Evan è in manicomio, a causa del trauma causatogli dall’avere ucciso la sua amichetta. Inoltre, viene a sapere che il suo cervello sta degenerando, come se fosse sovraccaricato, e potrebbe morire da un momento all’altro. Questo è chiaramente l’effetto dei ricordi di tutte le vite possibili che si sovrappongono, ma questo i medici non lo possono capire, visto che credono che Evan sia semplicemente pazzo, proprio come suo padre.
Inoltre, in questa timeline Evan non ha mai scritto i diari, quindi non sa come tornare indietro per cercare di mettere l’ultima pezza. Quando sente che il padre era fissato con un album di foto mai esisitito, capisce che può tornare indietro usando dei vecchi filmini come àncora, e torna al suo primo incontro con Kayleigh, dicendole brutte cose per farla piangere.

Ecco fatto: lui e Kayleigh non sono mai diventati amici, quindi Kayleigh al divorzio dei genitori non ha scelto di restare col padre per rimanere vicino a Evan: lei e Tommy si sono trasferiti con la madre e quindi niente molestie, cassette che esplodono e cani in fiamme.
Lenny sta bene e va all’università con Evan.

Anni dopo, Evan camminando per strada incrocia Kayleigh, che sembra una donna di successo. Anche lei si gira a guardarlo, come se sentisse una connessione con lui, poi ognuno continua per la sua strada.
Questo è il finale dolce-amaro: ce n’erano anche altri due più lieti, poi scartati in fase di produzione, in cui Evan decide di seguire Kayleigh in un caso, rivolgerle la parola nell’altro; ma rispetto a quello del Director’s Cut, non ci dobbiamo lamentare.

Sì, perché in questo finale alternativo Evan torna all’epoca in cui era ancora nell’utero e si strozza col cordone ombelicale, in modo da non esistere e non fare danno. Il lamento della madre, che dice che questo è il terzo bambino che perde, ci fa capire che Evan ha avuto dei fratelli che sono tutti tornati indietro per suicidarsi.
Allegria!

Di buchi neri, paradossi-supercazzola e fine del genere umano

interstellar

Oggi vi parlo di Interstellar.
Ricordate che questo post contiene SPOILER, quindi potrebbe andare molto veloce perché più aerodinamico, sicché state attenti.

Sulla faccia della Terra, le pianure hanno l’aspetto di sconfinati deserti. Tuttavia, la razza umana è sopravvissuta. La colpa, però, non è delle esplosioni atomiche, ma di una malattia che sta facendo morire tutti i tipi di cereali, uno dopo l’altro. Adesso è rimasto solo il mais, e per buona misura ci sono anche continue tempeste di sabbia.

Per questo motivo, la società si è ormai ridotta alla mera sopravvivenza. Solo l’agricoltura è ritenuta un’attività degna di essere condotta, la tecnologia è stata completamente abbandonata, la cultura è considerata inutile e i libri di scuola li scrive Maria Stella Gelmini, visto che insegnano ad esempio che l’allunaggio non c’è mai stato. Cioè, praticamente come l’Italia di oggi.

In questo mondo da incubo, vive Cooper (non si capirà mai se è il nome o il cognome) con i due figli, Tom e Murphy, e il nonno, che è l’alieno-capo di Una famiglia del terzo tipo.
Cooper era un astronauta, ma nel nuovo mondo deve fare l’agricoltore, perché gli astronauti non servono più. Sua moglie è morta di un tumore al cervello che non è stato diagnosticato in tempo a causa del regresso della scienza medica, probabilmente il tumore le premeva già sul cervello quando ha deciso di chiamare la sua bambina in onore della legge di Murphy. Prova ne sia che Tom ha un nome normale perché è nato prima, quando la mamma evidentemente stava ancora bene.

Murphy è una ragazzina molto sveglia, e sostiene che nella sua camera ci sia un fantasma che le sposta le cose. In famiglia la prendono ovviamente per scema, finché il padre non scopre che nella stanza di Murphy c’è un campo gravitazionale autonomo, che sposta la sabbia sul pavimento fino a formare un motivo che in realtà è un messaggio in codice binario.
Il messaggio contiene delle coordinate e Cooper-non-si-sa-se-è-il-nome-o-il-cognome, che a fare la vita del contadino si trita giustamente le palle, ovviamente va subito sul luogo in questione, dove trova la NASA, che in teoria dovrebbe essere chiusa. Invece il governo l’ha riaperta, segretamente, per trovare un modo per evacuare i terrestri verso un altro pianeta abitabile. Infatti, anche il mais sta cominciando a sviluppare la malattia, e inoltre nell’aria sta aumentando la concentrazione di azoto, e diminuendo quella di ossigeno. Entro pochi anni, la Terra diventerà inabitabile.

Per fortuna qualcuno (gli alieni? I rettiliani? La Trimurti? La Madonna?) ha aperto un wormhole vicino a Saturno (ma metterlo per metterlo, non potevano metterlo più vicino? Tipo verso Marte?). Per chi non lo sapesse, un wormhole è un passaggio che, per un paradosso spazio-temporale che non vi so spiegare perché ho fatto il liceo scientifico ma poi l’università umanistica ha cancellato tutto, funziona come “scorciatoia” verso un’altra galassia.
Nella speranza che quest’altra galassia contenga qualche pianeta abitabile, la NASA ha mandato dodici malcapitati in esplorazione, separatamente, in una missione simile al gioco della sedia: chi trova un pianeta abitabile avvisa la base e si mette in animazione sospesa in attesa che lo vadano a riprendere, gli altri hanno perso e puppano, cioè la NASA li lascia a morire ad anni luce da casa, e che non si facciano tante storie!

Il professor Brand, capo della NASA, sta organizzando una spedizione per controllare i pianeti che sono stati segnalati, e già che casualmente Cooper-non-si-sa-se-è-il-nome-o-il-cognome si trova lì, e già che casualmente è già stato nello spazio, gli chiede di unirsi alla missione. Cooper-non-si-sa-se-è-il-nome-o-il-cognome accetta, anche se Murphy è disperata e si sente abbandonata dal padre.
Nel frattempo, Brand cercherà di risolvere l’equazione che gli permetterà di trovare il modo per fare partire le stazioni spaziali che condurranno i terrestri al nuovo pianeta. Che se non ci riesce, l’unica  alternativa è popolare il nuovo pianeta tramite embrioni congelati che, per non sapere né leggere né scrivere, sono già nel bagagliaio della navicella, e i terrestri già esistenti puppano anche loro.

L’equipaggio dell’astronave è composto da Cooper-etc-etc, Catwoman che è anche la figlia del capo della Nasa, il Nero Una Tantum Per Le Quote Etniche (che però stranamente non muore per primo), e un tizio con gli occhi blu che mi dicono abbia fatto Hunger Games. Poi ci sono due robot, TARS, che fra tutti è quello che mi sta più simpatico, e CASE.

L’allegra ciurma si prepara a un viaggetto di due anni solo per raggiungere il wormhole. Per evitare di rompersi le palle a mille, e di morire di vecchiaia prima di finire la missione, la nave è dotata di apparecchiature per l’animazione sospesa.
L’equipaggio può comunicare con la Terra, anche se in differita tramite videomessaggi registrati, e la famiglia di Cooper-etc-etc si tiene in contatto, esclusa Murphy che è ancora arrabbiata col padre.

Finalmente arrivano al primo pianeta, ma ovviamente c’è già un casino: per via di un paradosso-temporale-supercazzola-buco-nero-teoria-della-relatività, ogni ora passata sul pianeta equivale a sette anni normali.
Nero Una Tantum resta sull’astronave, mentre gli altri tre scendono con TARS a recuperare l’astronauta che sta mandando i segnali. Atterrano, anzi ammarano, su un oceano, e trovano i resti della navicella distrutta, e del segnalatore. Capiscono che l’astronauta è morta e il pianeta in realtà non è abitabile, poiché è composto solo di acqua su cui si formano continuamente dei simpatici tsunami. Ora, non so come facciano a esserne così sicuri visto che anche atterrando in un punto a caso della Terra sarebbe altissima la probabilità di vedere solo acqua intorno, comunque decidono che se ne devono andare, ma a causa di un incidente con uno dei suddetti tsunami Occhi Blu muore e Catwoman e Cooper-etc-etc devono fermarsi più del previsto.
Catwoman dimostra di essere una vera scienzià comprendendo che il trasmettitore ha mandato segnali per anni a causa del paradosso temporale e che, rispetto al tempo del pianeta, la navicella deve essersi schiantata da poche ore. Cazzo, ma siete la NASA e ‘sta cosa prima di partire non vi era venuta in mente??
Quando tornano sulla navicella, trovano Nero Una Tantum invecchiato, e scoprono che sono passati 24 anni. Gli chiedono giustamente perché non si sia messo in animazione sospesa mentre li aspettava, e ricevono una risposta che si può tradurre praticamente come “Stacce”.
Fra l’altro, continuano a ricevere i messaggi dalla Terra ma non riescono più a inviarli.

Cooper-etc-etc si fa un riassuntino degli ultimi 24 anni tramite i videomessaggi della sua famiglia: il nonno è morto, Tom è diventato grande ed ora è il fratello di Ben Affleck, quello con la faccia un pochino più intelligente (solo un pochino), si è sposato e ha avuto un figlio che però è morto piccolo, e Murphy in tutto questo tempo si è connessa solo una volta per mandare a cagare il padre traditore.

Murphy infatti è ormai grande, ed è diventata l’assistente di Brand. Stanno ancora cercando di risolvere la famosa equazione che dovrebbe salvare l’umanità.
Tom ha avuto un altro bambino, che hanno chiamato Cooper (ma allora è il nome!), che però non sta tanto bene, come la sua mamma, a causa dell’atmosfera terrestre che si sta degradando.

A Brand viene un coccolone, probabilmente perché ormai avrà 107 anni, e in punto di morte confessa a Murphy che l’equazione non è risolvibile, lui lo ha sempre saputo, e il vero piano è popolare il nuovo pianeta con gli embrioni, lasciando i terrestri a morire.
Murphy si convince che il padre lo sapesse e sia fuggito, quindi gli manda un messaggio accusandolo di averla abbandonata, a cui Cooper-etc-etc non può rispondere per via dei problemi coi trasmettitori dell’astronave.

Intanto, bisogna decidere quale dei due pianeti rimasti visitare, perché a causa degli anni trascorsi per via della loro gitarella sul Pianeta Tsunami il carburante non è più sufficiente per fare il giro completo.
Cooper-etc-etc, non ho capito come, ha intuito che Catwoman è innamorata dell’astronauta che ha scoperto uno dei pianeti, e quindi per farle dispetto convince Nero Una Tantum a andare sull’altro.
Il secondo pianeta è ricoperto di ghiaccio, quindi I Magnifici Tre cominciano a temere di avere fatto una stronzata, comunque nella base trovano Matt Damon, che sarebbe l’astronauta che ha scoperto il pianeta, e che li informa che sotto il ghiaccio c’è una superficie abitabile.

Cooper-etc-etc e Matt Damon escono a fare una passeggiatina in mezzo al ghiaccio, e dopo qualche sproloquio filosofico Matt Damon ammette di avere falsificato i dati, perché se avesse ammesso che il pianeta era inospitale lo avrebbero mollato lì fino alla fine dei tempi. Poi, per completare il suo piano vigliacco e criminale, prende a testate il casco di Cooper-etc-etc (casco contro casco, perché non si rompe quello di Matt Damon? Mah) e cerca di scappare.
Catwoman salva Cooper-etc-etc, ma intanto Nero Una Tantum cerca di leggere i dati sul pianeta e innesca una trappola piazzata da Matt Damon, che fa esplodere la base col poveretto dentro.

Matt Damon cerca di rubare l’astronave, ma ottiene solo di fare un casino, morire e danneggiare la nave.
Cooper-etc-etc e Catwoman decidono di sfruttare le proprietà-spazio-tempo-supercazzola del buco nero intorno al quale orbitano i tre pianeti, per arrivare al terzo pianeta col poco carburante rimasto.
Cooper-etc-etc dice a Catwoman che manderà TARS nel buco nero, sia per ridurre la massa dell’astronave  sia perché spera che il robot riesca a raccogliere i dati che mancano e che permetterebbero a Murphy di risolvere l’equazione. Non le dice però che anche lui vuole buttarsi nel buco nero, cosa che puntualmente fa, mentre Catwoman dovrebbe arrivare sana e salva al terzo pianeta.

Cooper-etc-etc e TARS attraversano il buco e si ritrovano in un mondo a 5 dimensioni, in una scena che a me ricorda questo:
homer3d

In questo mondo, Cooper-etc-etc può vedere la stanza di Murphy in qualunque momento lungo tutta la linea del tempo. Fa quindi cadere le cose nella stanza di Murphy bambina, quindi capisce che il fantasma era lui stesso, e fa in modo di lasciare gli stessi messaggi che aveva trovato nel passato.
Per Murphy adulta, lascia un messaggio, contenente i dati necessari a risolvere l’equazione, nell’orologio che le aveva lasciato prima di partire, facendo muovere la lancetta dei secondi a ritmo di codice Morse.
Cooper-etc-etc capisce che il wormhole è stato creato dagli umani del futuro perché se gli umani del presente non trovano un modo di salvarsi quelli del futuro non possono esistere (altro paradosso dei viaggi nel tempo), cosa che io avevo capito da due ore perché lo avevano già fatto in 4400.

Comunque, fatto tutto questo Cooper-etc-etc sviene, e si risveglia in un ospedale, all’interno di una stazione spaziale che sta viaggiando verso il pianeta di Catwoman, e che è stata chiamata Cooper in onore di Murphy. Ma allora Cooper è il cognome! Ma allora il nipotino lo hanno chiamato Cooper Cooper?
Insomma, Murphy è riuscita a salvare l’umanità con l’aiuto del padre, solo che per via di tutti questi pasticci coi buchi neri adesso ha più di cento anni, e sta per morire.
Riesce a salutare il padre, finalmente (OK, qui un po’ ho pianto), poi per non farlo assistere alla propria morte lo manda via, preferendo rimanere con tutta la sua torma di figli, nipoti e bisnipoti.
Murphy invita il padre a raggiungere Catwoman e mettersi con lei.

Aspetta, ma la stazione non sta andando già lì? Sì, ma è lenta, e Cooper-allora-era-il-cognome ruba una navicella per raggiungerla più in fretta.
Aspetta, ma sul pianeta non c’è l’amore di Catwoman? Sì, ma è convenientemente morto.
Così (quasi) tutti possono vivere (più o meno) felici e contenti.

Di scienziati pazzi, baby mostri e multinazionali del male

splice

Ho appena visto Splice, e ve lo voglio raccontare, però attenti agli SPOILER.

Clive e Elsa sono marito e moglie ma, soprattutto, sono due scienziati pazzi. Non c’è altro modo per dirlo. Hanno appena creato in laboratorio, mischiando DNA diversi, due vermoni gelatinosi che sembrano i Tremors senza denti.

Come questi, ma in versione domestica.

Come questi, ma in versione domestica.

I due vermoni producono una certa proteina che serve a curare molte malattie degli animali di allevamento e che, commercializzata, porterebbe milioni di dollari all’azienda per cui lavorano Elsa e Clive, e che si chiama N.E.R.D. Ora, io non so come fa una povera blogger a scrivere degli articoli di ridere sui film se questi fanno già tutto da soli.
Ma questo grande talento per il naming è condiviso un po’ da tutti in questo film, infatti Clive e Elsa hanno chiamato i vermoni Fred e Ginger, e vediamo che esperimenti precedenti erano Sid e Nancy, Bonnie e Clyde, e così via.

Ad ogni modo i vermoni non sono più sufficienti a soddisfare il delirio di onnipotenza dei due scienziati pazzi, che chiedono al Capo Supremo della N.E.R.D. il permesso per aggiungere DNA umano nel frullatore e vedere come va.
“Così potremo curare tante malattie, aiutare l’umanità,” si affrettano a dire. Ma il Capo Supremo non ci casca, gli risponde che questa storia di giocare a Dio un po’ va bene ma adesso basta, è ora di fare i soldi, quindi che trovino il modo di sintetizzare in quantità industriali la proteina di Fred e Ginger e la smettano di fare il Gene-Lego.

Clive sarebbe anche rassegnato, ma Elsa non ne vuole sapere, e lo convince a tentare, di nascosto, così, per vedere cosa succede. Ovviamente nel laboratorio in cui lavorano, utilizzando le attrezzature della N.E.R.D.
Dopo un po’ di tentativi, riescono a creare un DNA ibrido uomo-animale. Clive, che ha visto molti film dell’orrore, sa bene dove portano queste cose, e quindi vuole distruggere il campione, ma Elsa lo convince a impiantarlo in un ovulo e farlo sviluppare in un utero artificiale, così, per vedere cosa succede.

L’idea sarebbe di interrompere la gravidanza prima che arrivi a termine, ma a quanto pare i nostri amici scienziati hanno sbagliato i conti perché nel giro di due giorni il baby mostro di Frankenstein è pronto per uscire.
Elsa tenta una manovra infilando la mano nell’utero artificiale, ma Baby Mostro le blocca la mano e la ferisce. Clive allora, disperato, spacca l’utero artificiale, liberando Baby Mostro che così lascia Elsa.
Ora, quanto costerà un utero artificiale come quello? Cento milioni di dollari? Clive lo distrugge, ma nessuno gli chiede nemmeno cosa è successo, né gli scala il costo dallo stipendio da qui al 3019. Ma comunque.

Elsa e Clive litigano un po’ su cosa debbano fare con Baby Mostro, comunque alla fine decidono di tenerlo, così, per vedere cosa succede. Anzi, tenerla, perché è una femminuccia. Come facciano a dirlo non si sa, dato che al momento Baby Mostro sembra una fochina con le gambette.

Ma Baby Mostro cresce a una velocità straordinaria. Presto le crescono anche le braccine, e qui inizia il Profondo Scavo Psicologico™ dei personaggi.
Perché Clive vorrebbe un figlio, ma Elsa non se la sente dal momento che la madre l’ha maltrattata, e a causa di questa esperienza Elsa teme che non potrà essere una buona madre.
E qual è una delle prima cose che cercano di fare i nostri due pirla eroi con Baby Mostro? Imboccarla, è ovvio! che ardita metafora! Comunque, le hanno preparato un mix di clorofilla e soia e Baby Mostro, giustamente, non ne vuole sapere. Riescono a farglielo mangiare solo dopo averci aggiunto una scatola di Tic Tac, e questa idea grandiosa gli viene in mente solo dopo avere accidentalmente rovesciato delle mentine per terra e avere visto Baby Mostro tuffarcisi sopra.
Se non riesci a capire da solo che un bebè, per quanto mostro, preferisca le caramelle alla soia, in effetti hai ragione tu, come genitore faresti cacare.

Insomma, Elsa vede sempre più Baby Mostro come una figlia: le mette certi vestitini con le gale che nemmeno Mariangela Fantozzi, le insegna a leggere e scrivere con le lettere dello scarabeo, e così via.
Clive, invece, è un po’ meno coinvolto, e tenta di annegarla, solo per scoprire che Baby Mostro ha anche le branchie.

Baby Mostro però è più carina.

Baby Mostro però è più carina.

Vi ricordo che tutto questo Clive e Elsa dovrebbero farlo nel tempo libero, dato che il loro lavoro sarebbe su Fred e Ginger.
Il fratello di Clive, nonché suo collega, lo informa che i livelli di estrogeno di Ginger sono bassi, ma ciò non fa suonare nessun campanello in quel capoccione da scienzià.
Ecco quindi che tutti sono colti impreparati quando Ginger attacca Fred e finisce tutto in una zuppa di gelatina e sangue. Ovviamente questa cosa non succede in laboratorio, ma durante una presentazione ufficiale di fronte a personalità e giornalisti, facendo fare una figur’emmerd alla N.E.R.D.
Solo a posteriori si rendono conto che il fattaccio è successo perché Ginger ha cambiato sesso ed è diventata maschio.
Uno dice, ma a noi che ce frega di ‘sto subplot? Ci interessa il Baby Mostro!
Eh, ma queste sono finezze da grande regista! Vedrai che tutto torna! Aspetta!

Nel frattempo, Baby Mostro è diventata ragazzina.
Elsa dimostra che i suoi timori di ripetere sui suoi figli gli abusi da lei subiti non erano tanto infondati, perché con la scusa che Baby Mostro sta manifestando comportamenti aggressivi finisce per amputarle il pungiglione che ha sulla coda. Senza anestesia. A quella che in teoria lei vede come una figlia.
In compenso Clive, che ricordiamo ha cercato ripetutamente di uccidere Baby Mostro, adesso si sente legato a lei, la va a trovare, le insegna a ballare. Sarà mica perché a Baby Mostro sono cresciute le tettine? E sarà sì, perché quando Baby Mostro cerca di sedurlo, dopo cinque secondi di remore morali lui si strappa i vestiti e le salta allegramente addosso.
Mentre consumano, vediamo che a Baby Mostro il pungiglione è ricresciuto, e pare anche intenzionata a usarlo, dimostrando che probabilmente le hanno messo anche qualche gene della mantide religiosa.

Per fortuna o purtroppo, Elsa li sorprende e interrompe l’atto.
Dopo una toccante discussione, lei e Clive fanno più o meno la pace e decidono di sopprimere Baby Mostro, ma quando tornano alla fattoria dove l’hanno nascosta la trovano morta. La seppelliscono, e tutto sembra finito.
Ma ecco che arrivano il fratello di Clive e un tizio che fino a adesso si è visto in due scene, quindi lo chiameremo semplicemente Il Tizio. Il Tizio ha scoperto l’esistenza di Baby Mostro e pretende di vederla, dal momento che la considera proprietà della N.E.R.D.
Clive e Elsa non fanno in tempo a informarli che Baby Mostro è morta, che una creatuta alata si abbatte sul fratello di Clive e Il Tizio e li massacra. Chi sarà? Ma è Baby Mostro, che non solo non è morta, ma ha cambiato sesso. Capito? Come il Tremor senza denti! Ecco a cosa serviva quella scena!

Adesso che Baby Mostro è un maschio, dà una botta in testa al padre e insegue la madre. Perché vuole accoppiarsi con lei.
Mi sembra chiaro che quello di Baby Mostro non è un complesso di Edipo, ma proprio un’orchestra filarmonica.
Ad ogni modo, riesce a violentare Elsa. Sul fatto che il padre venga sedotto e la madre stuprata ci sarebbero da scrivere chili e chili di saggi di studi di genere, ma io sono una sempliciotta e mi limiterò a dire che lo trovo parecchio disturbante.

Ad ogni modo, pare proprio che Baby Mostro sia condannato a non riuscire a concludere un atto sessuale, perché stavolta Clive sopraggiunge durante lo stupro e lo pugnala.
Elsa interviene a dargli man forte prendendo a pietrate in testa Baby Mostro, ma esita prima di sferrare il colpo fatale, giusto per dare il tempo alla creatura di pugnalare Clive al cuore. Poi, finalmente, Elsa ammazza Baby Mostro.

Qualche mese dopo.
Non si sa come la N.E.R.D. abbia giustificato la morte di Clive, suo fratello e Il Tizio, comunque sia dopo tre omicidi e uno stupro ha deciso che in fondo l’idea di mischiare DNA animale e umano non è poi tanto malaccio e sarebbe il caso di andare avanti con questi esperimenti. Così, per vedere cosa succede.

Ed ecco il colpo di scena: Elsa è incinta! L’implicazione è chiaramente che il feto sia figlio di Baby Mostro.
Ma io dico: Clive ha interrotto lo stupro prima della, ehm, conclusione, quindi in base a cosa la gravidanza sarebbe frutto di quell’atto? Secondo me Elsa è incinta di Clive, e quando incassa l’assegno per “proseguire l’esperimento” deve sforzarsi di non ridere sotto i baffi pensando alla faccia del Capo Supremo quando vedrà nascere un normalissimo bambino umano e scoprirà di avere pagato una cifra incredibile per niente.

Suca, Multinazionale del Male! Beppe Grillo sarebbe fiero di te, Elsa, pazienza per gli esperimenti di ingegneria genetica sprezzanti dell’etica e della morale. Nessuno è perfetto.

Di robot, omicidi e Bruce Willis con la panzetta

surrogates

Oggi vi parlo di Surrogates, (Il mondo dei replicanti in italiano, bleah!), e come al solito ci saranno degli SPOILER, perché mi riesce un po’ difficile raccontare la trama di un film senza svelare, uh, la trama.

Dovete capire che forse non ho capito proprio tutto, perché ho l’attention span di un pesce rosso (5 secondi), io sono quella che durante il film dice: “Ma quello chi è? Ma loro non erano amici? Ma perché lei è andata lì?” Comunque, secondo me ci sono proprio dei punti oscuri, e ve li voglio enumerare.

Allora, in questo film uno scienziato ha inventato dei robot che si possono comandare da casa connettendosi a Internet. L’idea era nata per permettere ai disabili di avere una parvenza di vita normale, ma siccome gli esseri umani (e soprattutto gli americani strapponi mangia-BigMac) sono una banda di debosciati, neanche il tempo di dire “Sticazzi!” e tutti si sono comprati uno di questi surrogati e passano il tempo svaccati sul divano a vivere questa versione reale di Second Life.

Quindi diciamo che la premessa di Surrogates è veramente di un’originalità sconcertante (praticamente un mix di Blade Runner, Avatar, Gamer e altri cento film e libri che adesso non mi vengono in mente, sicuramente qualcuno di Dick, Dick c’entra sempre in queste cose), così come la ficcante critica sociale che sottintende: cioè, ci era arrivato prima Wall-E, è tutto dire.

wall-e

Ficcante critica sociale e simpatia, tutto in un solo film!

Ad ogni modo, uno dei vantaggi di questa vita per procura è la sicurezza: se il robot si danneggia, all’operatore (l’umano che lo controlla) non succede niente. Questo porta a diverse scene di surrogati picchiati che se la ridono, o che si buttano volontariamente dalle balconate, così, per divertirsi.
Ora, questa a me sembra chiaramente una fesseria: ammettiamo pure che i surrogati abbiano un costo medio, non irraggiungibile, visto che ce li hanno quasi tutti, ma comunque non può essere proprio l’equivalente di un pacchetto di sigarette, dato che esistono anche società che li affittano. Diciamo quindi che potrebbero costare come una macchina.
Ora, se a uno per sbaglio fai una righina alla macchina, quello scende, esprime una colorita opinione sulla professione svolta da tua madre in gioventù e se non cerca di trasformarti in un sosia di Fergie dei Black Eyed Peas è già grazie; e mi volete far credere che se a uno distruggi il surrogato a suon di pugni, quello si fa una risata? Hanno fatto tutti la Kasko? Ma va’!

Ad ogni modo, esiste anche una comunità di persone, guidata da un tale Profeta, che rifiutano questa vita tramite simulacri e vivono senza alcun tipo di macchinario, elettricità etc. Siccome ovviamente i surrogati sono tutti comprensibilmente fighi, belli e fotomodelli, ci sta che questi luddisti del ventunesimo secolo siano rappresentati come brutti. Ma come si immagina la bruttezza il bravo cineasta hollywoodiano?
La ciccia, ovvio! Infatti tutti questi tizi sono grassi, vanno da “panzone” a “gravemente obeso”. OK, ma questi vivono in un mondo senza elettricità, si spostano prevalentemente a piedi, coltivano il proprio cibo usando solo zappe e vanghe (quindi possiamo anche pensare che non mangino le merendine delle malefiche multinazionali ma ortaggi e al massimo proteine animali magre), come cavolo fanno a essere tutti dei ciccioni da strapazzo??

Ma sorvoliamo anche su questo, e cominciamo a far succedere qualcosa in questo film.
Due surrogati, un uomo e una donna, stanno limonando duro fuori da un locale quando un tizio in motocicletta li spataflescia con un’arma misteriosa. I surrogati si fondono, e vabbè, ma il vero colpo di scena è che vengono trovati morti anche i loro operatori.
Quello che controllava la donna era in realtà…un omone panzone! Mamma mia che ardito colpo di scena! A parte che anche questo si erà già visto in Gamer, persino qui, nell’umile 2014, lo sanno tutti che se chatti con una bella figa devi stare attento, perché può essere un maschio che ti sta trolleggiando. Ho scoperto che esiste persino un acronimo, G.I.R.L (Guy In Real Life).
Un vero colpo di scena sarebbe stato che il nerd che rifiuta di usare i simulacri fosse in realtà il simulacro di una patagnokka da competizione. Dice: e perché una patagnokka da competizione si dovrebbe fare un simulacro che sembra l’Uomo Fumetto dei Simpsons? Per esempio, per essere apprezzata per il suo cervello e non giudicata una scemetta solo per il suo aspetto, e tàc! vi ho servito anche la critica sociale di genere su un piatto d’argento. Ma poi dicono che devo fare l’alternativa femminista a tutti i costi e allora lasciamo stare anche questo.
E quindi andiamo avanti. L’altra vittima è il figlio dell’inventore dei surrogati, che confessa all’FBI che il robot in questione in realtà era suo, e lo aveva solo dato in prestito al ragazzo.
Fra l’altro, i due investigatori sono una figa spaziale e Bruce Willis col parrucchino biondo. Il mistero del parrucchino è presto svelato: anche questo è un surrogato, e il vero detective è Bruce Willis normale, cioè senza capelli e con la panzetta.

Come tutti i protagonisti che si rispettino, anche Bruce Willis ha il Trauma: un figlio morto in un incidente. La moglie ormai interagisce con lui solo tramite il proprio robot, e non esce mai dalla propria camera.
Più avanti, si intuisce che nello stesso incidente deve essere rimasta sfigurata, e per questo si rifiuta di farsi vedere anche dal proprio marito. E quando finalmente la vediamo, sapete cos’ha? Una sottile cicatrice su una guancia! Non bella da vedere, certo, ma anziché trentamila dollari di surrogato poteva spenderne trenta di fondotinta e avrebbe risolto lo stesso. Ad ogni modo.

Bruce Willis e Figa Spaziale, grazie al nerd di cui ho parlato prima, rintracciano il motociclista che, dopo avere causato un casino immane facendo precipitare un elicottero nell’unico posto dove la gente ancora va in giro col proprio corpo umano, si rifugia nella Zona degli attivisti anti-robot (è una specie di città nella città) e riesce a sfuggire a Bruce solo per farsi ammazzare dal Profeta, che gli ruba anche l’arma.

Il risultato del succitato casino immane è che il surrogato di Bruce viene distrutto, a lui viene data la responsabilità di quello che è successo (e che oltretutto ha causato attriti fra il governo e gli anti-robot) e quindi per castigo non gli daranno un robot sostitutivo.

Bruce, dopo le prime comprensibili difficoltà, decide di continuare le indagini per conto proprio e “in carne e ossa”. Ovviamente, vivere in un corpo cicciotto, preso a spallate da tutti per strada perché i suoi riflessi in confronto a quelli dei robot fanno ridere, provando dolore quando viene preso a pugni in faccia, gli fa capire quanto sia bella la vita vissuta senza l’intermediazione di una macchina.
Evvabbè.

Comunque, Bruce scopre che l’arma era stata creata dalla stessa società che produce i surrogati (e che ha estromesso l’inventore degli stessi dal consiglio di amministrazione quando costui ha osato fare presente che usare i robot per essere più fighi anziché uscire di casa è un po’ come usare la sedia a rotelle perché a camminare ci si stanca, ossia una fesseria), e che doveva semplicemente causare la distruzione delle macchine; solo che oh, avranno sbagliato qualcosa, e al primo collaudo si sono accorti che faceva morire anche l’operatore umano.
Senti, eh, errare umano e solo chi non fa non sbaglia! Infatti la cosa viene semplicemente messa a tacere e il progetto terminato.

Intanto, vediamo Figa Spaziale a casa sua: nella realtà, è la stessa attrice ma senza trucco, e col pancione (ma lei è incinta, non obesa). Mentre dorme, un surrogato non meglio identificato la uccide e prende il controllo del suo robot.
Il Profeta, a questo punto, ordina ai suoi discepoli di consegnare l’arma proprio a lei, giusto cinque minuti prima di essere ucciso. Ma, tadàn! Grande colpo di scena, anche il Profeta in realtà è un robot.
Ma allora, chi ci sarà dietro tutto questo? Sarà mica che una sola persona ha ordito questo piano per porre fine all’epoca della vita per procura e del BigMac a domicilio?

E sarà sì. Infatti, a comandare tutti questi simulacri è il professore che li ha inventati, e che adesso come sappiamo li odia perché ne è stata snaturata la funzione originaria.
Proprio per questo, la società che produce i robot ha cercato di ucciderlo con l’arma sperimentale, uccidendo suo figlio per sbaglio.
Il professore dopo la morte del figlio è un po’, diciamo, uscito pazzo, e quindi partendo dall’arma ha creato un virus che immetterà nel server centrale e causerà la morte immediata di tutti quelli connessi alla rete nel momento fatale.
Bruce Willis lo trova: grande scontro fra due sessantenni con la panzetta, vi lascio immaginare le scene d’azione. Comunque alla fine Bruce Willis vince, solo che il professore prima di morire è riuscito a installare il virus tramite il robot di Figa Spaziale.
Allora Bruce si connette allo stesso robot e, grazie alle indicazioni di Uomo Fumetto, riesce a incapsulare gli operatori, salvandoli, ma si rifiuta di fare la stessa cosa coi robot, causandone la distruzione globale.

Adesso. Vogliono farci credere che il nostro eroe abbia abbracciato le tesi del professore/Profeta ma, essendo Quello Buono, abbia trovato un modo per attuare la rivoluzione senza spargimenti di sangue.
OK, peccato che sia messo in chiaro fin dall’inizio del film che tutti si recano a lavoro tramite i propri surrogati. Pensate che ridere per quelli che si stavano facendo un’operazione a cuore aperto e il dottore, puff!, va per terra e tanti saluti. O per quelli che si trovano sotto tutti gli aerei che crolleranno quando il pilota verrà disattivato.

Ma invece il regista dice un bello “Stacce!” e ci comunica che nessuno si è fatto male, mentre vediamo tutta la gente che esce di casa in vestaglia (ma perché? non si potevano mettere qualche vestito del surrogato? vabbè, magari la taglia) e riscopre la propria umanità.

Fine. Sto piangendo. Ma non per il motivo che crede lei, Signor Regista.

Capitan Harlock 2014 e il Postmodernismo

harlock

Ho appena visto il film in CGI di Capitan Harlock.

Mi è piaciuto il character design dei personaggi, aggiornato pur mantenendo una certa fedeltà all’originale, e ci ho trovato anche una buona trama, contrariamente al Doc.

Ma quello che ho notato di più è la fitta rete di citazioni, in pura chiave postmoderna.

Un elenco (che potrebbe contenere SPOILER):

– Il primo costume di Yama ha le sacchette, chiaro omaggio al già citato Doc.

– C’è una scena di Kei sotto la doccia, chiaro omaggio ai film di Edwige Fenech.

– La vita su una Terra devastata ricomincia da una pianta, chiaro omaggio a Wall-e.

– Nami nella bara di cristallo, chiaro omaggio a Biancaneve.

– Un tizio che somiglia a Robin Williams e che nel doppiaggio italiano, per geniale intuizione, ha la stessa voce di Robin Williams, chiaro omaggio a Robin Williams.

– La Coalizione Gaia, chiaro omaggio al Gay Pride.

– Il cannone a Onda Energetica, chiaro omaggio a Dragon Ball.

– Il trucco degli ologrammi, chiaro omaggio a Jem.

– Il Consiglio di vecchi babbioni, chiaro omaggio al Parlamento italiano.