Giorno dei morti

polli

Io, da morta, nel loculo non ci voglio andare. Mi sembrano delle cassettiere per bare, tutte le salme in batteria come i polli.

Dice, serve per tenere meno posto. Ma perché devo tenere poco posto, io? Io ho le manie di grandezza. Voglio essere seppellita nella terra e con le braccia e le gambe aperte, a stella marina, come quando dormo.

Che poi, per un ateo, il senso della morte è permettere la vita di nuove creature. Allora, in questo senso, la scelta migliore sarebbe quella specie di ovetto delle sorpresine Kinder in cui ti mettono in posizione fetale insieme a un seme, così decomponendoti fertilizzi la pianta. E quindi magari occuperai un po’ di posto, ma almeno ti rendi utile. Anche se già so che sul mio albero non si poserebbero i passerotti, ma gli stessi malefici piccioni che tutti i giorni mi cacano sulla macchina, e mangiano pure cose strane perché la fanno colorata, a volte gialla, a volte verde, a volte violetta.

capsulaComunque questo metodo, essendo molto intelligente, in Italia ovviamente è vietato.
Rimane allora la cremazione, ma mettere le ceneri nell’urna non ha senso, visto che poi per riporre l’urna ci vuole un loculo e ricomincia il ragionamento di prima.
Far spargere le ceneri, di nuovo, non si può perché è una cosa troppo furba. Al massimo, si possono spargere in luoghi determinati all’interno di certi cimiteri. Ora, il senso di farsi spargere è proprio non essere più in alcun luogo, diventare tutt’uno con l’universo, un po’ di materia dall’universo si è unita per formare noi, e adesso torna da dove è venuta. Ma sparsi in un praticello di due metri per due, mischiati con tutti gli altri? Metti che mi ritrovo mischiata con un fan di Amici di Maria De Filippi? Non mi sta bene.

E allora, per il momento, ho deciso che non muoio.

Di ciccioni e spore aliene

evil broccoli

Lo ammetto, mi piace guardare i programmi con i ciccioni che vogliono dimagrire. Non ne vado fiera, è un mio guilty pleasure, tipo per altri rallentare per guardare gli incidenti stradali, o restare a casa il sabato sera per vedere i programmi di Maria De Filippi.

C’è sempre questa persona che pesa almeno 150 chili, fatica a camminare, fatica a fare la doccia perché le si accumula lo sporco sotto le pieghe della pelle. Se ci pensate, c’è del potenziale per una storia horror: spore aliene che si insinuano sotto le pieghe della pelle degli obesi patologici, e poi si nutrono del loro stesso ospite, finché…OK, me la sono segnata sul taccuino. No, non è vero, in realtà non ho un taccuino…vorrei essere uno di quegli scrittori tormentati che vanno in giro col Moleskine per appuntarci tutte le profonde impressioni che li colpiscono durante la giornata, ma non sono in grado. Al massimo, riesco a scrivere la lista della spesa su un blocchetto Pigna.

Che poi, in realtà, a me il protagonista, quest’uomo o questa donna obesa, ispira solidarietà. Sceglie di esporsi al pubblico ludibrio per avere un’occasione di recuperare una vita normale. E può esporsi al pubblico ludibrio perché è più socialmente accettabile di, che so, un drogato o un alcolista (e poi, sembra assurdo, ma è più bello da vedere: un bel faccione tondo fa allegria, simpatia, Sora Lella; un corpo emaciato, consumato dall’abuso, fa un po’ senso e poi i bambini si fanno gli incubi e il MOIGE insorge) ma si presta alle stesse riflessioni: “in fondo il responsabile della sua condizione è lui” VS “è colpa della società”, “responsabilità morale dello spacciatore (Mc Donald’s)” VS “responsabilità della persona verso se stessa”, tutto condito dall’onnipresente pensiero “tanto a me non potrà mai succedere di ridurmi così”, e alla fine ci sentiamo tutti in gamba e soddisfatti, come un parlamento che toglie la Tassa sulla Spazzatura per mettere la Tassa sull’Immondizia.

Quello che mi disturba è l’altro personaggio-chiave di questi programmi, il trainer. Che trascina il povero ciccione a pedalare per chilometri e poi fa finta di commuoversi quando il malcapitato sfonda il sellino e, giustamente, ci rimane di merda. O che scava ossessivamente nel passato di questo poveretto per scovare “i traumi” che lo obbligano a mangiare così, in cerca di dettagli morbosi da raccontare a tutti noi spettatori e, quando il povero cristo sopraffatto dai brutti ricordi si mette comprensibilmente a piangere, si atteggia pure a dispiaciuto e finge di consolarlo e di averlo fatto “per il suo bene”. (Nota del Blogger: diffidate sempre di chi dice di fare qualcosa per il vostro bene. Con questa scusa, ci hanno fatto inghiottire tonnellate di broccoli, e i broccoli sono il Male).

Questo tizio, il trainer, le spore aliene ce le ha nel cervello. E un po’ anche noi, che lo stiamo a guardare.