L’Aggiungitore Seriale

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Se, come me, siete donne e avete un profilo Facebook, vi capiterà di tanto in tanto di ricevere richieste di amicizia da persone a voi sconosciute.

Se, come me, avete zero memoria per nomi e facce, e vi capita spesso di incontrare gente nuova di cui nel 90% dei casi non vi frega una beata minchia, se il tizio in questione ha delle amicizie in comune con voi accetterete la richiesta, pensando che sia appunto qualcuno che avete conosciuto e non avete memorizzato.

Attenzione però! Potreste essere incappato nel famigerato Aggiungitore Seriale.

Il primo indizio è che, meno di un millisecondo dopo avere cliccato su “Accetta”, si apre la casellina della chat.
In genere, è il tizio che vi scrive qualcosa tipo “Piacere di conoscerti!”
Ma piacere de che? Quindi non ci conosciamo?

Eh, no. L’Aggiungitore appunto cerca profili su Facebook e, appena vede la foto di una ragazza carina (come farà a giudicare da una foto formato francobollo? Ma mi sa che l’Aggiungitore-tipo è di bocca buona) le chiede l’amicizia con l’intenzione di circuirla e convincerla a uscire insieme.
Fra l’altro la sua serialità è un elemento del suo successo: se riesce a ottenere l’amicizia da una ragazza, contatterà le amiche della suddetta, che vedendo l’amicizia in comune accetteranno con maggiore probabilità…e via, in un circolo (per lui) virtuoso.

Io, all’ultimo che mi ha fregata, ho risposto così:
Pontomedusa: Scusa, ho sbagliato persona.
AS: Ahahah ma no, te l’ho chiesta io l’amicizia!
P: Sì, ma io l’ho accettata perché ti ho scambiato per un altro. Addio.

Il Mipiacione

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Il Mipiacione è la versione anni ’10 del piacione, cioè di quello che si appiccica alle ragazze tentando di fare il simpatico, solo che il Mipiacione, creatura del nostro tempo, si muove principalmente su Facebook, e la sua arma è il Mi Piace.

La prima caratteristica del Mipiacione è che le ragazze in questione non ne vogliono sapere. Se infatti lei fosse interessata , non troverebbe affatto sgradevole il comportamento di lui ma, anzi, sarebbe ben felice delle sue attenzioni: ma la regola è che solo gli uomini a cui non faresti buttare fuori la tua spazzatura si comportano così (ed è anche vero che probabilmente quelli che ci piacciono ci piacciono perché non fanno certe cose…eh, l’amore è complicato).
Corollario di questa prima legge è che il Mipiacione tu non lo conosci, o lo conosci appena: ci hai parlato 2 minuti a una festa, gli hai fatto ciao con la mano perché stava parlando con un tuo amico e pareva brutto intromettersi senza nemmeno guardarlo in faccia, gli hai detto buongiorno in ascensore: eppure lui ha fatto la Scuola di Alto Spionaggio al KGB e ti trova, tramite gli amici degli amici, tramite il posto di lavoro che ha dedotto da una conversazione che stavi avendo con altre persone, tramite il like alla pagina della band di cui portavi la maglietta (sì, ovviamente ha spulciato tutti i 2000 profili che seguono la pagina, uno per uno). Ti trova, e ti chiede l’amicizia su Facebook. Capite che già questo è parecchio inquietante.

A questo punto, se la ragazza in questione accetta l’amicizia (come di solito capita, per non sembrare maleducata, e perché non immagina cosa la aspetta), il Mipiacione parte all’attacco: comincia a mettere Mi Piace a qualunque stato, foto, link della povera vittima, ogni tanto mette un commento secondo lui simpatico (in genere l’adesivo col faccione che ride) e, quando secondo lui la preda è matura (in realtà lei è arrivata al punto che ogni volta che riceve una notifica da lui alza gli occhi al cielo), parte con l’artiglieria pesante: il Messaggio in Chattina.

Il Messaggio in Chattina può essere diretto (“Come sei carina”) ma più spesso si colloca all’interno dell’avvicinamento a spirale iniziato con i Mi Piace: butta lì una frase da conversazione spicciola e spera che lei abbocchi. Ragazze, datemi retta: non rispondete per paura di sembrare antipatiche, fighe di legno, o una qualsiasi delle altre brutte definizioni che gli uomini hanno inventato per definire le donne che non fanno quello che vogliono loro: l’unico modo di salvarsi è non rispondere, quindi ricordate che il silenzio è d’oro, che un bel tacer non fu mai scritto, che meglio stare zitti e lasciare il dubbio di essere sciocchi che aprir bocca etc. etc., e ignoratelo.

La sfiga ci vede benissimo

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Mio padre dice “anno bisesto, anno funesto”.
Io non sono superstiziosa ma questo 2016 in effetti non promette bene.
E’ cominciato da meno di 50 giorni e, nell’ordine:

  • Mi hanno tamponato la macchina, a soli 6 mesi di distanza dall’ultima volta.
  • E’ morto David Bowie.
  • Mi si è imballato il telefono e, come risultato dei miei sapienti sforzi per ripararlo, ho perso tutta la rubrica, incluso il numero del ragazzo che mi piace ma non mi scrive mai, che quindi a questo punto non rivedrò mai più.
  • Ho incontrato l’ennesimo imbecille, ma non sto nemmeno a raccontarvi se no sembra sempre lo stesso post.
  • E’ morto Umberto Eco.

Passiamo direttamente al 2017?

Poison Pontomedusa

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Pontomedusa in un negozio di cosmetici che si atteggia a eco-bio-radical chic:

La Commessa: Tu sei per caso vegana?
Pontomedusa (pensando alla quantità di piccoli e grandi erbivori caduta per il suo ultimo pasto): Ehm…no.
C: Ah, perché sai, in questa crema ci sono le uova.
P: Per me potrebbe anche esserci un coniglio tritato dentro sinceramente.
C: Ma no! Ma dai! Poveri coniglietti!
P: Vabbè. Pago col Bancomat.
C: Perfetto! Vuoi il nostro catalogo?
P: Eh no! Quanti alberi sono stati abbattuti per fare questi cataloghi che la gente prende e spesso butta senza passare dal via? Non lo voglio il catalogo di carta, quello che mi serve lo guardo online.
C: Ah, che brava, sei amante delle piante!
P: Esatto. Per questo mangio solo animali.

L’uomo degno del nome di stronzo

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Al geniale automobilista che:
– alla rotonda non ha nemmeno fatto finta di rallentare, figuriamoci dare la precedenza a me;
– come ho potuto constatare quando mi ha tagliato la strada, stava parlando sciallo sciallo al cellulare;
– sul rettilineo ha buttato un imballo di plastica dal finestrino;
– poi è uscito dal mio radar perché ovviamente stava facendo i 110 dove il limite è i 50;
Solo i miei complimenti. Tu sì che sei fatto per stare a questo mondo.

Di Tinder, cani che chattano e uomini con le tette

Ho tenuto Tinder installato sul cellulare per ben 6 ore della mia vita.

Ho capito che lo small talk del cazzo che è l’inizio di quasi ogni corteggiamento, “Come ti chiami, cosa fai, di dove sei”, dal vivo, vicino a un bel ragazzo, che odora di buono, che magari ogni tanto ti sfiora il braccio mandandoti scariche elettriche fino al ventre, è anche gradevole; ma via messaggio è veramente una palla.

Poi c’è sempre il discorso della potenziale fregatura: magari ha messo la foto del cugino, del vicino di casa, insomma di qualche figo, e invece in realtà è un nerd, o è sfigurato, o è un cane.

Internet-Dog

A questo proposito, lo Spirito Guida mi ha confidato che in gioventù bazzicava le chat fingendosi donna per burlarsi di poveri virgulti, finché uno si è innamorato del suo personaggio.
Io non sono affatto stupita di questa conclusione: conferma la mia teoria secondo la quale per gli uomini la donna ideale è in realtà un uomo con le tette, mentre per le donne l’uomo ideale è una donna col paruolo.