Untitled

gothicc-gothic-25527643-300-391

Sing me a death song

To accompany our love to the grave

To mourn our affection and tenderness

A goodbye kiss on stone-cold lips

Annunci

Noioso post su Grecia e Italia che svela che Pontomedusa è una vile reazionaria

renziMi rendo conto che nei blog non si parla di politica, a meno che non sia il Movimento Cinque Stelle (quello fa figo), ma sui social sta girando l’immagine qui sopra e io non posso restare seduta in disparte né arte né parte e non dire quello che mi passa per il cervello in maniera random, come faccio abitualmente qui.

Vediamo un po’ per cosa lodiamo il buon Tsipras: “Reintegro dei dipendenti pubblici licenziati”. Aspetta, aspetta: tu, Condivisore di questa Immagine Impegnata, non sei lo stesso che l’ultima volta che è stato alle poste a ritirare una raccomandata è tornato imprecando contro i blindatissimi e illicenziabili dipendenti statali, ventilando di non pagare più le tasse se devono servire a stipendiare tali scansafatiche? Mi pare che fossi proprio tu, eh. Ma magari mi sbaglio, d’altra parte io ho la Sindrome del Pesce Rosso, non ricordo niente che sia successo più di cinque minuti fa.

Aumento del salario minimo da 586 a 751 euro, mentre il perfido Renzi si è limitato a dare 80 euro a chi ha un lavoro!
Ora, Condivisore, abbi pazienza, ma mi risulta che anche il salario minimo sia qualcosa che riguarda solo chi ha un lavoro, perché i disoccupati non percepiscono salario alcuno, è questo il loro problema.
Avresti fatto più bella figura se avessi sottolineato che 165 euro sono più di 80 (ma messa così avrebbe perso un po’ del suo effetto, vero?). Altresì, sarebbe stato forse necessario ammettere che il minimo tabellare dai vari CCNL in Italia è di circa 1200 euro, quindi la Grecia partiva da una situazione ben più misera della nostra.

Ah, l’elettricità gratuita! Invece noi solo aumenti!
Intanto, Condivisore, visto che a quanto pare hai accesso a Internet, potresti usarlo non solo per andare su Facebook e Disinformazione.It, ma anche per informarti un po’.
Scoprirai così che, quando si parla di aumenti, ci si riferisce in genere ai regimi di maggiore tutela, che sono appunto controllati dallo Stato, e che non possono variare senza l’OK dell’Autorità competente.
Le liberalizzazioni (che in genere vanno a braccetto con le tanto temute privatizzazioni) hanno permesso l’ingresso sul mercato di tante società che fanno prezzi liberi, in genere più bassi di quelli a maggior tutela, e bloccati per due anni: se hai problemi con le bollette, cambia gestore.
Per quanto riguarda i poveri veri, e non i piangina come te, lo Stato italiano già prevede un piccolo bonus per l’elettricità, che copre 2/4 bollette l’anno a seconda dei casi.

Poi abbiamo il capolavoro: Tsipras bravo perché non taglia le pensioni, Renzi cattivo perché non taglia le pensioni. Ah, scusate! Sono le pensioni “d’oro”! Ma quanti parlamentari vanno in pensione ogni anno? Vogliamo dire 100? Su 60 milioni di persone? Ma saranno proprio loro che incidono così tanto sulle casse dell’INPS? Non magari quelli che negli anni ’80 andavano in pensione a 40 anni con 20 anni di contributi? Non i pensionati al minimo che non hanno versato un euro di contributi (e di tasse) in vita loro?
Non parlo della moralità e giustizia di certe situazioni, ma proprio solo di un calcolo economico. Saranno proprio ‘ste pensioni d’oro che aprono voragini nei conti pubblici?
Secondo questa tabella che ho trovato a caso su Internet, quindi datele la dignità che volete, i pensionati da 10mila euro l’anno o meno costano 114 miliardi di euro l’anno, quelli da più di 200mila l’anno costano 20 milioni l’anno.
Ma, Condivisore, lo sappiamo che la matematica non è il tuo forte, che sei laureato in Filosofia o Scienze Politiche se va bene, ti hanno bocciato due volte in Terza Media se va male.

Ma, a parte tutto questo, tutti i provvedimenti qui sopra costano soldi o impediscono di ottenerne (come bloccare le privatizzazioni): quindi, la grana, Tsipras, dove la troverà?

Ah, il colpo di genio: non pagando più i debiti!
Queste sì che sono decisioni di grande valore politico e spessore morale, fra l’altro mentre la Grecia sta ricevendo aiuti a gogò dai confratelli Stati europei.
Con una mano prende i soldi e con l’altra ci fa il dito medio gridando “Ciuupaaa!!”Oltretutto, quando in seguito a questo annuncio le obbligazioni greche sono crollate, tu, Condivisore, hai gridato al gomblotto: Tsipras osa alzare la testa, e il Nuovo Ordine Mondiale gliela fa pagare in Borsa!
No, pirla.
Quando compri una obbligazione di uno Stato, stai prestando soldi a quello Stato in cambio di un interesse. Mi pare abbastanza ovvio che, nel momento in cui il suddetto Stato annuncia che i debiti non li vuole pagare più, tutti cerchino di liberarsi delle suddette obbligazioni, o che siano diposti a comprarle solo in cambio di un altissimo interesse che bilanci il rischio di non rivedere i propri soldi.

A me fa paura il fatto che tu vada a votare e che il tuo voto conti quanto quello di uno normale, Condivisore.
D’altra parte, probabilmente sei uno di quelli che in questi giorni lamentavano il fatto di non potere votare il Presidente della Repubblica, mentre i francesi lo fanno, dimostrando sprezzo per qualunque cognizione riguardo i vari ordinamenti democratici.

Il peggior nemico del genere umano è l’idiozia

My 2 cents a proposito di quello che è successo nell’autolavaggio ai danni di un ragazzino di 14 anni:

– Sul web è tutto un fiorire di personaggi più o meno celebri che entrano nei dettagli più scabrosi sostenendo che “bisogna chiamare le cose col loro nome”. Capisco che lo facciano probabilmente con le migliori intenzioni, ma se fosse successo a me, non vorrei che tutta la nazione parlasse dettagliatamente del mio ano e del mio intestino.

– Leggo che i genitori del delinquente che ha compiuto il gesto oggi sono andati a Domenica In. Si commenta da solo.

– Pare che il ragazzo possa recuperare completamente a livello fisico, ed è un sollievo. A livello psicologico sarà un processo più lungo, indubbiamente, ma sono certa che ce la farà. Sbaglia chi dice che è stato “rovinato per sempre”, questa è una frase che si dice spesso delle vittime di violenza, e che ha il risultato di etichettarle come “merce avariata”. Invece una persona che ha subito certe atrocità può comunque lasciarsele alle spalle e vivere una vita piena e felice. Che è il mio augurio per questo ragazzino.

Di personae, persone e personalità

persona

Apprendo con notevole ritardo, perché sono stata un po’ fuori dal mondo, la notizia della morte di Robin Williams.

Di solito la penso come Zerocalcare, ma mi perdonerete se oggi voglio scrivere un mio banale pensiero a riguardo. Altrimenti, sentitevi liberi di aspettare il prossimo post, che certamente rientrerà nello standard cazzaro di questo blog.

Dà sempre da pensare quando si scopre che un comico, in realtà, nella vita privata era depresso. D’altra parte, quello del comico è un lavoro, come, che so, l’idraulico.
Non ci aspettiamo che un idraulico parli di tubature e sanitari anche a cena con la moglie, ma riteniamo obbligatorio che un comico sia sempre allegro e spiritoso.

In ogni caso, Robin Williams era non solo un comico, ma un attore, e aveva già mostrato un’altra faccia:

Quella era la faccia, e Mork era la maschera? Ma i latini chiamavano le maschere teatrali personae, come dire che ognuna era una personalità. Gli esseri umani, però, sono più complessi dei personaggi di un’opera teatrale.
Io penso semplicemente che Robin Williams avesse molti volti, come tutti noi, e che purtroppo quello peggiore per lui abbia preso il sopravvento.

Di Book Nomination e Scerbanenco, il vate di Pontomedusa

book

Benguitar pensava sicuramente che me ne fossi dimenticata, invece l’avevo solo messa nella lista delle cose da fare, insieme a mettere in ordine l’armadio, fare il tagliando alla macchina e conquistare il mondo dare una sistemata alle piante del balcone.

Sto parlando della Book Nomination.
Somiglia ai Liebster Awards, ma mi piace di più, perché richiede molto meno sforzo: anziché rispondere a dieci domande, sforzandosi possibilmente anche di essere spiritosi, e doversene anche inventare altre dieci per i successivi nominati, si tratta solo di riportare la citazione di un libro e nominare altre cinque persone perché facciano lo stesso. [EDIT: forse che le persone da nominare siano cinque me lo sono inventato io, comunque ormai così ho scritto e così è deciso, muahahahah]

La Book Nomination è una cosa semplice, fra amici, quindi non ha nemmeno il logo fighetto come i Liebster Awards, ma sinceramente trovo sia meglio così.

Siccome mi dicono che qui a Torino fra poco ci sarà il Salone del Libro (dovete sapere che io non esco mai di casa e quindi vengo a sapere le cose per sbaglio e in genere in ritardo), mi sembrava il periodo adatto.

E la citazione di Pontomedusa è:

“Sono andata da Tonio.”
“Chi è Tonio?” e a vederla arrossire così forte capì chi era Tonio, per lo meno che cos’era.
“E’ il fratello di una mia amica, Tonio Karr.”
“E’ il figlio dell’editore di Francoforte? Allora conosco suo padre, Teodoro Karr.”
“Sì, è lui,” lo disse con voce bassa, ma con un curioso tono, come parlasse di qualche cosa di eccelso, di altissimo, di ognipossente, per cui bisognava abbassare la voce. LUI tutto maiuscolo, assolutamente maiuscolo.
A quell’età lì si è sceme, pensò la principessa.
Giorgio Scerbanenco, Dove il sole non sorge mai

Non c’è niente di spiritoso da dire su Scerbanenco.
Ho cominciato a scrivere perché vorrei scrivere come lui, e ovviamente non mi riesce.
Acque chete è iniziato come un remake della serie di Duca Lamberti, anche se poi è deragliato per altre vie.
C’è tanto quotidiano nella sua scrittura, il bene e il male, mai assoluti: anche i peggiori criminali hanno qualche sprazzo di umanità, anche gli eroi hanno delle debolezze. Negli anni in cui scriveva lui non era così banale, mica c’erano ancora Breaking Bad e The Shield.

Capite anche che scrittrice da quattro soldi possa essere io, che ho come modello da imitare non Kerouac, Hemingway o qualche altro mitico scrittore un po’ fattone anti-sistema ma in fondo fighetto, ma invece un signore timido che si limitava a scrivere racconti di tutti i colori, neri, gialli e rosa, li pubblicava ovunque senza vergogna, e per buona misura teneva anche la Posta del Cuore su Annabella.

E quindi insomma, se non conoscete Scerbanenco, cercate qualcosa di suo e leggetelo, vi farete un favore.

Io intanto metto qui la lista dei nominati che, ovviamente, come al solito non hanno nessunissimo obbligo nei miei confronti, ma se non aderite e poi vi capitano le brutte cose, non venite a lamentarvi con me:

Wellentheorie

Arno Klein

Lettera C

Lupokattivo

Vittoriot75ge

Di artisti ed amianto

shonen A

Ieri avevo appena finito di scrivere Shonen A e mi sentivo un po’ così. Entrare nella testa di un serial killer per qualche ora è stata un’esperienza che mi ha lasciata abbastanza svuotata e un po’ depressa, e ho smesso di invidiare chi lo fa per mestiere.

Più o meno nello stesso momento, ho saputo che Philip Seymour Hoffman era morto di overdose. Fra i commenti che ho letto in giro, i più comuni erano sul genere “Aveva moglie, figli, un lavoro da sogno, e allora perché si drogava?”

Il fatto è che un artista, attore, scrittore, musicista, se non si dedica proprio a Peppa Pig, ma decide di toccare tematiche più controverse, si trova a dover fare un lavoro su se stesso e scavare certe parti di sé che preferirebbe ignorare.

Sono come l’amianto, che finché se ne sta ben chiuso tra strati di cemento non fa danno; ma appena lo squieti, cominci a lavorarci intorno, inizia a rilasciare particelle potenzialmente letali.