Fenomenologia dei taxi cinesi

– I taxi cinesi fanno il cambio turno in orari fissi, questo significa che in certi orari è impossibile trovare un taxi; se ne trovi uno libero si rifiuterà di caricarti perché sta tornando a casa. Il problema è che, da come si comportano, ho dedotto che qui il cambio turno dura dalle 18:30 alle 21:30. – I tassisti cinesi hanno due grossi difetti: hanno sempre caldo, quindi tengono il finestrino abbassato anche a gennaio, e sono grandi consumatori di aglio, spesso riducendo il taxi a una versione concentrata degli autobus torinesi nei lunedì invernali post-bagnacauda. Per lo meno queste … Continua a leggere Fenomenologia dei taxi cinesi

Della Cina, che per tutelare la vostra salute mentale vi libera di Pontomedusa per un po’

Nelle prossime settimane sarò in Cina, dove hanno qualche problema con i blog: essendo un paese molto più civile del nostro, non sopportano che qualunque scemo (tipo la sottoscritta) pubblichi qualunque cosa gli passi per la testa, a detrimento delle intelligenze altrui. Mi sto organizzando per una vita da fiero fuorilegge (come Capitan Harlock) ma non sono sicura che avrò successo, quindi è possibile che il blog rimanga fermo per un po’. Comunque scriverò, e al mio ritorno pubblicherò quello che ho prodotto durante il mio soggiorno orientale; non c’è bisogno che beviate la candeggina, OK? Tranquilli. (Se state per … Continua a leggere Della Cina, che per tutelare la vostra salute mentale vi libera di Pontomedusa per un po’

Di palla avvelenata, giochi cooperativi e Apocalisse Zombie

Ai nostri tempi (lo so, l’uso di questa espressione fa sembrare automaticamente più vecchi di almeno quindici anni) giocavamo a palla avvelenata: tiravamo contro il nemico certe pallonate che Holly Hutton a confronto sembrava Hilary (quella del cartone animato sulla ginnastica ritmica), facevano più danni di una granata e, nei casi di maggiore successo, potevano causare lesioni abbastanza gravi da richiedere un certo numero di punti di sutura. Com’è noto, questo ci ha trasformato in sanguinari mostri affamati di carne umana. La pedagogia nel frattempo si è evoluta, e accorre in soccorso della generazione prossima ventura tramite i giochi cooperativi. … Continua a leggere Di palla avvelenata, giochi cooperativi e Apocalisse Zombie

Genio e smemoratezza

Io non mi ricordo mai niente. Sono giunta alla conclusione che ho solo due neuroni e spesso si dimenticano di fare la sinapsi (non per niente, sono i miei). Vado in una stanza per fare qualcosa e, quando ci arrivo, non mi ricordo più cosa devo fare (lo so che state pensando che succede a tutti, ma casa mia è 30 metri quadri). Mentre sto facendo una cosa mi viene in mente che ne devo fare un’altra, penso “la faccio appena finisco questa”, e invece appena termino la prima cosa mi sono già dimenticata di dover fare alcunché. Cerco di … Continua a leggere Genio e smemoratezza

Fenomenologia del supermercato

– Se dovete andare al supermercato, vi dimenticherete di prendere la lista della spesa, oppure la prenderete e poi nel momento del bisogno non la troverete (la maledetta salterà fuori una volta tornati a casa, ovviamente). Io una volta sono riuscita a perderla direttamente dentro il supermercato mentre stavo facendo la spesa. – Capita spesso di incrociare uomini con il cellulare attaccato all’orecchio mentre si aggirano tra le corsie. Non sono impegnatissimi businessmen rampanti che lavorano 24 ore su 24 con varie sedi estere sfruttando il fuso orario; sono mariti mandati dalle mogli a fare la spesa. Se vi fermate … Continua a leggere Fenomenologia del supermercato

Commenti sulle mie opere

Very, very dark. […] You did a great job. (Felrain su Shonen A) Non so come dirti che questa storia è fantastica. […] Scrivi in modo impeccabile. (SignoraKing su Shonen A) Scrivi molto bene…pulito, scorrevole, per nulla complicato. Complimentissimi. (BlueSapphire su Acque Chete) Minchia che noia sto blog! (Ingegner Lammerda su Pontomedusascrittrice) Continua a leggere Commenti sulle mie opere

Di artisti ed amianto

Ieri avevo appena finito di scrivere Shonen A e mi sentivo un po’ così. Entrare nella testa di un serial killer per qualche ora è stata un’esperienza che mi ha lasciata abbastanza svuotata e un po’ depressa, e ho smesso di invidiare chi lo fa per mestiere. Più o meno nello stesso momento, ho saputo che Philip Seymour Hoffman era morto di overdose. Fra i commenti che ho letto in giro, i più comuni erano sul genere “Aveva moglie, figli, un lavoro da sogno, e allora perché si drogava?” Il fatto è che un artista, attore, scrittore, musicista, se non … Continua a leggere Di artisti ed amianto